HOME - Cronaca
 
 
27 Giugno 2012

Codice rosso in studio: come gestirlo

Una guida per affrontare le emergenze che possono capitare ai pazienti

di Cosma Capobianco


emergenzaemergenza

Ci sono stati tre casi di morte improvvisa avvenuti subito dopo un trattamento odontoiatrico, di cui abbiamo avuto notizia nel 2011. Si tratta fortunatamente di eventi rari ma che l'odontoiatra e il personale di studio devono essere pronti ad affrontare perché i minuti a disposizione per evitare un esito infausto stanno in un mano sola.
La sopravvivenza, infatti, si gioca nei primi 3-5 minuti dall'arresto cardiocircolatorio, oltre i quali le probabilità diminuiscono del 10% ogni sessanta secondi.
E la popolazione a rischio non si limita a qualche categoria particolare: un arresto può colpire anche giovani in buona salute e sportivi professionisti, come si è visto nelle recenti cronache.

I dati della letteratura
In letteratura si trovano alcuni dati statistici sull'incidenza delle emergenze mediche negli studi dentistici. In una rilevazione del 1999 in Inghilterra l'arresto cardiocircolatorio rappresentava lo 0,3% di tutte le emergenze avvenute in un anno nel campione considerato (300 studi professionali); percentuale identica a quella riscontrata in un'indagine uguale condotta in Germania nel 2008 su 620 dentisti. Nel campione inglese comparivano anche 53 casi di angina pari al 12% del numero totale di emergenze mentre in quello tedesco c'erano sette casi di reazione anafilattica (1,1% del totale).
Ai primi posti delle classifiche stava la sincope vasovagale (più di metà dei casi), seguita in ordine da attacchi epilettici e crisi ipoglicemiche.

Chi fa che cosa
Le manovre da eseguire in questi casi sono oramai ben codificate nei protocolli di BLS
(Basic Life Support) per il personale laico e di ACLS (Advanced Cardiac Life Support) per il personale medico, entrambi soggetti ad aggiornamenti periodici. Alcuni organi come il britannico Resuscitation Council hanno elaborato anche una serie di raccomandazioni specifiche per gli studi odontoiatrici, che sono state riviste da poco. Il materiale è disponibile online sul sito www.resus.org.uk, insieme con una serie di utili algoritmi e con la lista dei farmaci di emergenza.
Tra le prime raccomandazioni c'è quella che ogni membro del personale deve sapere che cosa fare quando si presenta un'emergenza; questo eviterà di perdere tempo prezioso e, soprattutto, di creare confusione o, peggio ancora, panico; a corollario di questa, c'è logicamente la necessità di addestrare il personale e di esercitarsi periodicamente.

Più lo mandi giù, più ti tira su
L'ossigeno è uno dei presidi fondamentali dell'attrezzatura di emergenza; in uno studio dentistico può bastare una bombola da 10 litri che garantirà l'erogazione ad alti flussi fino all'arrivo dei mezzi di soccorso. Per calcolare l'auto-nomia di una bombola si deve dividere la sua capacità in litri per il flusso erogato (L/min). Considerando che solitamente le bombole vengono caricate a una pressione di 200 atmosfere; questo vuol dire che una bombola da 10 Litri a 200 atm contiene 2000 Litri di ossigeno e può garantire un'autonomia di due ore (precisamente di 133,33 minuti) con l'erogazione al massimo (15 L/min). Un flusso di questa entità è indicato nei casi di arresto cardiocircolatorio e quando, non disponendo di un saturimetro, si ha motivo di sospettare un'ipossiemia (per esempio, se il soggetto è cianotico).

Gli apparecchi
Se è disponibile un saturimetro, si tenga come intervallo minimo accettabile quello compreso tra 94 e 98%. Questo apparecchio, detto anche pulsiossimetro, offre la comodità di rilevare anche la frequenza cardiaca. Purtroppo il suo prezzo è abbastanza elevato e supera i 200 euro per i modelli base. Volendo spendere un po' di più di mille euro, ci si può dotare di un piccolo monitor che consente di rilevare anche la pressione arteriosa senza l'uso del bracciale (metodo oscillometrico), temperatura corporea e tracciato Ecg.

Il Bls aggiornato
La recente revisione del protocollo BLS ha semplificato la procedura, eliminando alcuni passaggi e rendendo più immediato l'uso del defibrillatore semiautomatico che va messo in funzione non appena è disponibile sul luogo dell'evento ma senza aspettare di avere completato due minuti di rianimazione cardiopolmonare.
In caso di arresto in sala operativa, il dentista ha il vantaggio di avere già il paziente su una superficie rigida per eseguire il massaggio cardiaco; lo schienale del riunito è infatti più che adeguato e non influisce sulla profondità di compressione toracica che, ricordiamo, deve essere almeno di 5 cm (Lepere e coll. Efficacy of cardiopulmonary resuscitation performed in a dental chair. Aust Dent J. 2003;48: 244-7). Nella stessa pubblicazione si legge che, per quanto riguarda le ventilazioni eseguite con la maschera, il riunito è perfino meglio del pavimento: la posizione eretta, infatti, permette di ventilare meglio il paziente insufflando l'aria espirata nella pocket mask. Per lo stesso motivo, risulta molto più comodo anche il massaggio cardiaco rispetto alla posizione in ginocchio. Inoltre, restando sul riunito si ha più spazio a disposizione rispetto alla situazione che si avrebbe trasferendo il paziente per terra. Per evitare oscillazioni dello schienale del riunito, lo si può abbassare fino a farlo appoggiare su uno sgabello o un servomobile.

Nessuno è sicuro
Come dimostra la recente statistica del S.E.U. 118 di Como, l'arresto cardiocircolatorio può colpire chiunque. In questa piccola provincia nel 2011 si sono verificati circa 600 arresti su un campione di popolazione di età compresa tra 25 e 104 anni; la percentuale di sopravvivenza è risultata pari al 22%, di cui solo la metà senza alcun esito invalidante.
In letteratura si trovano alcuni case reports come quello di PJ Chapman (Aust Dent J 2002;47:176-177) che descrive il caso di un 73enne, cardiopatico e portatore di pace-maker, colpito da arresto dopo che uno studente dell'ultimo anno gli aveva eseguito l'anestesia tronculare. Rianimato e defibrillato, l'uomo fu ricoverato con la diagnosi di infarto anteriore acuto e sopravvisse per tre settimane prima di subire un altro infarto fatale.

Dalla sezione dedicata alla gestione dello studio leggi anche come proteggere il team odontoiatrico:
- Allergia al lattice: come proteggere il team

GdO 2012;7:9

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Un ottantadueenne pensionato residente a Verona, è deceduto nello studio dentistico dove era andato con la propria auto per sottoporsi alle estrazioni che a una certa età sono quasi...


Malagnino (ENPAM): non convincerli ma incentivare e favorire lo spirito imprenditoriale, anche di gruppo, offrendo loro opportunità e sostegni 


Valorizzare la figura dell'assistente di studio odontoiatrico per arrivare al pieno sviluppo professionale del personale che opera negli oltre 50 mila studi dentistici in Italia. Con questo spirito,...


Si chiama “collaboratore di settore odontoiatrico” e sarà un nuovo ruolo all’interno dello studio odontoiatrico. A darne notizia è il presidente ANDI Carlo Ghirlanda nel resoconto...


Dall’Università di Milano un Corso di perfezionamento


Altri Articoli

Dal primo settembre iniziano le lezioni del semestre aperto, queste le novità fino ad ora attivate


EDRA lancia i Summer Edra ECM, una promozione speciale che consente di accedere a tutti i corsi del catalogo formativo ECM con il 20% di sconto, fino al 25 agosto


Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


Uno studio evidenzia come l'integrazione tra Lean Management e strumenti digitali possa migliorare l'organizzazione dei laboratori odontotecnici, riducendo errori, stress e tempi...


La parodontite resta strettamente legata al tabacco, se ne parla in un approfondimento dell’ European Federation of Periodontology


Regione Piemonte e Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria finanziano progetto screening neonatale e odontoiatria solidale


Straumann ha chiesto dei suggerimenti da dare ai lettori della stampa generalista dati alla dott.ssa Laforì. Suggerimenti che, se condivisi, possono essere replicati ai vostri...


Il presidente della Commissione Albo Odontoiatri Andrea Senna interviene sui social per ricordare ai professionisti un adempimento spesso trascurato ma previsto dalla normativa e...


La prof.ssa Nardi evidenzia che la salute orale si basa sulla gestione efficace del biofilm e sul mantenimento di un microbioma equilibrato, non sull’eliminazione indiscriminata...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


Focus sulle novità del Decreto Sicurezza. ANTLO ricorda le regole e le responsabilità per titolare di laboratorio e studente. Un ripasso che può essere utile


L’esperienza del prof. Marco Martignoni con le soluzioni di imaging Dürr Dental: semplifica la selezione del protocollo e l’esecuzione dell’esame, riducendo la complessità...


Lo studio ha analizzato gli interventi riabilitativi basati sugli esercizi orali e gli strumenti impiegati per misurarne l’impatto sulle funzioni del cavo orale. Questi gli allenamenti da insegnare...


Negli Stati Uniti il 43,3% degli odontoiatri utilizza già strumenti di AI. La tecnologia convince per burocrazia e segreteria, ma non sostituisce il giudizio professionale


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi