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29 Giugno 2012

Emergenza in studio: la Catena della sopravvivenza

L'utilizzo del defibrillatore

di Cosma Capobianco


CatenaCatena

Catenanuova è un piccolo paese in provincia di Enna che fino a poco tempo fa deteneva un solo record: quello della massima temperatura mai registrata sul suolo dell'Unione Europea (48,5 °C il 10 agosto del 1999). Ora rischia di aggiudicarsene un altro: quello della più alta densità di defibrillatori semiautomatici in rapporto alla popolazione (ben sette per cinquemila anime e cuori) nell'ambito del progetto PAD (Pubblico Accesso Defibrillatori) che prevede la formazione di volontari capaci di utilizzarli. Il corso si tiene presso il centro servizi della zona artigiana del paese dove un équipe di cardiologia ospedaliera addestra i volontari. Il bello è che gli apparecchi non sono uno dei tanti casi di sperpero del denaro pubblico ma un prezioso regalo fatto da Luciano Privitera, che, oltre a operare come dentista, in passato è stato anche assessore in una lista civica. Il GdO gli ha rivolto alcune domande alle quali ha risposto con una simpatica voce roca che ricorda Andrea Camilleri.

Dottor Privitera, c'è stato qualche motivo particolare che l'ha indotta a un dono così particolare?
No, ho semplicemente voluto fare qualcosa di utile, devolvendo a fin di bene quello che ricevuto come assessore.

Come sono distribuiti gli apparecchi?
Quelli semiautomatici sono sparsi su tutto il territorio comunale nei luoghi più strategici come il campo sportivo, le scuole, il cimitero.
Poi ne ho regalato uno alla Misericordia, la nostra associazione di volontari per il pronto soccorso, e un altro professionale alla Guardia Medica.

E i cittadini, tutti al corso di BLS-D?
I cittadini hanno risposto bene. Sono già alcune decine quelli che hanno superato il corso, appartenenti a varie categorie: personale scolastico, impiegati comunali, membri della polizia municipale.
Il loro ruolo sarà quello di essere i primi a intervenire in caso di emergenza.

Leggi anche:
- Codice rosso in studio: come gestirlo

GdO 2012;7:9

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