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07 Marzo 2008

Paura del dentista: meglio essere vigili o distratti?


Quando ci si siede sulla poltrona del dentista è meglio spalancare gli occhi e fare attenzione a tutto quello che succede o cercare di pensare ad altro?
Conviene osservare gli strumenti che l’odontoiatra utilizza e ascoltare i rumori che producono per capire cosa sta succedendo, oppure distrarsi fantasticando sulla prossima vacanza?
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha risposto a queste domande sostenendo che è più facile contenere la paura rimanendo vigili e coscienti di quanto sta accadendo; pur avendo utilizzato un contesto virtuale, l’esperimento prova in sostanza che per contenere l’ansia è necessario affrontarla.
“Gli studi realizzati finora riguardo all’attenzione e alla distrazione hanno spesso portato a risultati contraddittori e alla formulazione di teorie differenti”, afferma Barbara Schmid-Leuz, ricercatrice presso il Dipartimento di psicologia clinica dell’Università di Wuppertal, in Germania.
“Una teoria sostiene che l’ansia è meglio contenuta attraverso l’attenzione, e si basa sul fatto che l’esposizione alla situazione ansiogena attiva un network neuronale che ‘contiene’ tutti gli aspetti della reazione di paura, ossia psicologici, emozionali e di comportamento; questa reazione di timore è immagazzinata nella memoria in modo strutturato, tanto che
solo successive esposizioni al medesimo stimolo, vissute con consapevolezza, hanno con il tempo la forza di modificarla. I sostenitori di questa teoria ritengono dunque che senza l’attenzione e la piena coscienza della situazione non è possibile ottenere il controllo dell’ansia.”
La teoria opposta, invece, sostiene che il successo individuale e la soddisfazione personale possano sconfiggere la paura. “Essere stati in grado di sopportare una situazione ansiogena e avere, per esempio, tollerato un trattamento odontoiatrico genera soddisfazione di per sé; il fatto che questo risultato sia stato ottenuto grazie alla distrazione non ha importanza per il soggetto.”
Per testare sul campo la veridicità di queste due teorie lo studio, pubblicato dalla rivista "Behaviour Research and Therapy", ha coinvolto 63 persone che a causa della paura non si recavano da un odontoiatra da un minimo di 2 a un massimo di 25 anni. “Abbiamo scelto di lavorare con pazienti che avevano reali difficoltà a sottoporsi a un trattamento odontoiatrico e, pur avendo presentato loro una situazione solo virtuale in cui dovevano valutare il timore degli strumenti odontoiatrici e dei rumori che essi producono in situazione di attenzione o di distrazione, siamo riusciti ugualmente a ‘misurare’ il loro stato di ansia”, spiega la ricercatrice. “Il risultato è stato decisamente a favore dell’attenzione. Il desiderio di controllo dunque, lontano dall’essere semplicemente un tratto della personalità di alcuni individui, sembra piuttosto un modo efficace per far fronte all’ansia e contenerla.”

GdO 2008; 3

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