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07 Febbraio 2014

Esclusione dalla CIG per i liberi professionisti, forse il Parlamento ci ripensa. Nel 2013 triplicate le richieste per gli studi odontoiatrici


Dopo l'esclusione degli studi professionali dalla cassa integrazione in deroga (CIG) il Parlamento sembra voler ripensarci cominciando a discutere un decreto ministeriale in materia di ammortizzatori sociali in deroga, votato dalle commissioni di Camera e Senato, con il quale si riammette gli studi professionali tra i beneficiari della Cassa integrazione in deroga.

Per mettere pressione alle istituzioni ricordando l'importante ruolo per l'economia italiana in tema di lavoro degli studi professionali Confprofessioni (Confederazione che racchiude le principali sigle sindacali dei professionisti tra cui ANDI) ha organizzato con altre sigle sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat- Cisl e Uiltucs-Uil), una manifestazione per dire basta alle disuguaglianze a cui sono sottoposti i professionisti rispetto ad altre attività produttive anche in tema di occupazione.

"Il governo - ha ricordato il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella (nella foto)- deve rivedere le proprie posizioni, abbiamo manifestato più volte la nostra preoccupazione per il provvedimento. Gli studi professionali hanno cominciato a usufruire della Cig in deroga dal 2013, con l'acuirsi della crisi. Ma per noi è l'ultima ratio, uno strumento che serve per non licenziare. E' utilizzata solo per necessità. Quello degli studi professionali è un settore che non si è lasciato deprimere dalla crisi e che spesso ha saputo dare importanti risposte alla disoccupazione giovanile. Il nostro saldo è attivo fra assunzioni e licenziamenti, possiamo dare il nostro contributo per ripartire, un decreto così è un colpo basso".

"Le commissioni parlamentari- ha continuato Stella durante l'evento- hanno accolto le nostre istanze, estendendo ai professionisti datori di lavoro la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali in deroga. Per noi si tratta prima di tutto di una battaglia di civiltà per combattere assurde discriminazioni che colpiscono i liberi professionisti e per salvaguardare il livelli occupazionali di un settore economico che sta attraversando una durissima crisi".

Sono 8.092 i percettori di Cig in deroga negli studi professionali per il 2013, per un totale di 2.551.500 ore. 342 gli studi odontoiatrici che l'hanno utilizzata nel 2013 (nel 2012 l'avevano richiesta in 106 studi) per un totale di oltre 68 mila ore.

"Sappiamo che la coperta è corta - ha concluso -, ma non possiamo dimenticare che il ricorso allo strumento della Cig in deroga da parte dei dipendenti degli studi professionali ha inciso per poco più dell'1% delle ore totali. Ci auguriamo che il Governo e i ministeri competenti tengano conto del parere del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni, che ha già espresso preoccupazione per l'esclusione dei datori di lavoro, laddove all'art. 2082 del codice civile venisse data un'applicazione troppo restrittiva. Noi andremo avanti affinchè il governo confermi l'importanza di tale strumento per i nostri dipendenti nell'attuale contesto economico".

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