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02 Febbraio 2009

Giovani gengive da proteggere

di Debora Bellinzani


Il fumo fa male proprio a tutti: anche se le sigarette consumate sono poche e si hanno tessuti orali giovani e sani, come accade agli adolescenti, i danni del tabacco non tardano a diventare evidenti.
A fornire questa informazione è un gruppo di ricercatori finlandesi che, in una ricerca recente, ha deciso di indagare una fascia di popolazione molto giovane che di solito non viene studiata in relazione ai danni del fumo di tabacco e alla quale, di conseguenza, viene rivolta una scarsa azione di prevenzione.
“Per realizzare il nostro studio abbiamo coinvolto tutti i ragazzini di 15 e 16anni di Kotka, una cittadina che si trova nel sud della Finlandia” spiega Anna Maria Heikkinen, ricercatrice presso il Kotka Health Center e l’Istituto di odontoiatria dell’università di Helsinki, in Finlandia. “Si tratta di 501 adolescenti in totale, il 66 per cento dei quali erano non fumatori, il 25 per cento (ossia ben 127) erano fumatori, mentre il 9 per cento era costituito da ex-fumatori.”
Dopo una visita approfondita, i ricercatori hanno rilevato che la salute parodontale dei giovani fumatori era decisamente peggiore rispetto a quella dei ragazzini che non avevano mai fumato.“Oltre ad avere un accumulo di placca superiore a quello dei coetanei
senza il vizio del fumo, i fumatori hanno mostrato di avere un maggior numero di tasche parodontali superiori ai 4 millimetri” prosegue la ricercatrice; “questo è un dato nuovo, anche se in parte prevedibile, che testimonia il fatto che il fumo di tabacco danneggia i tessuti e la salute orale anche in giovane età e non solo, come spesso si pensa, se si è accaniti fumatori da parecchi anni.”
“Il principale risultato dello studio è sicuramente la prova che gli effetti dannosi del fumo sono evidenti anche nei giovanissimi che presumibilmente hanno iniziato a consumare tabacco da poco tempo” conclude la ricercatrice; “per questo affermiamo con forza che proprio gli adolescenti dovrebbero essere messi in guardia rispetto al fumo perché questo procura danni al parodonto che sono  non ‘possibili’, come spesso vengono definiti, ma sono invece certi.”

GdO2009;1

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