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01 Settembre 2014

Sconti fiscali ai pazienti per "invogliargli" alle cure? Strada difficile da attuare per le Entrate


In realtà la bocciatura non arriva per le maggiori detrazioni fiscali per in pazienti che effettuano cure odontoiatriche, come da tempo richiesto dal settore per promuovere la salute orale e per cercare di invertire la rotta della crisi, ma la possibilità di vederle attivate è decisamente minima.
Il cartellino rosso verso la possibilità per i cittadini di poter detrarre fatture o scontrini delle spese effettuate arriva dal Piano anti evasione del Governo.

Secondo quanto pubblicato da Il Sole 24 Ore, per i tecnici dell'Amministrazione finanziaria questi sarebbero "degli strumenti utili ma non risolutivi".

Stando a quanto contenuto nel Piano del Governo contro i "furbetti del fisco" le agevolazioni fiscali comportano una perdita di gettito sicura sulle spese che vengono regolarmente fatturate, a fronte di un recupero d'imposta incerto su tutti quegli acquisti che, senza bonus fiscali, sarebbero fatti in nero.
Quindi l'Erario si pone il dubbio se il rapporto mancato incasso (certo) a fronte di un gettito (presunto) superiore penda per il primo caso o il secondo.

La valutazione, anche tenendo conto delle agevolazioni settoriali ad oggi concesse (leggi ristrutturazioni edilizie) non è così positiva, sempre secondo l'analisi delle Entrate.
Il rapporto costi-benefici per lo Stato sarebbe strettamente legato all'entità del bonus fiscale, che a sua volta condiziona il comportamento degli operatori economici: se il bonus è troppo basso, spiegano, l'acquirente preferirà farsi fare uno sconto e pagare comunque senza ricevuta. Se è troppo alto, lo Stato finirà per rimetterci.

Anche l'analisi dei dati degli studi di settore per le imprese che dovrebbero aver usufruito dei benefici dei bonus non aiuta a capre se lo Stato ci perde o ci guadagna.
Se è vero che gli importi dichiarati tendono a crescere subito dopo l'introduzione del bonus e poi a diminuire dopo alcuni anni, gli analisti non sono certi se questo sia dovuto ad una mancanza di commesse dovute all'esaurimento di richieste o perché, comunque, i cittadini per via della crisi non possono comunque effettuare le spese per le ristrutturazioni.

Ultima considerazione del Governo è che questi bonus vanno a vantaggio di contribuenti con redditi elevati e non per i ceti più poveri che pagano poche imposte e quindi non potrebbero detrarre importi consistenti in quanto non è prevista la possibilità di andare a credito.

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