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11 Febbraio 2015

Regione Lombardia finanzia il progetto di odontoiatria sociale. Assistenza protesica ai bisognosi in collaborazione con i privati e prevenzione nelle scuole


Le difficoltà dei cittadini, non solo lombardi, di accedere alle cure odontoiatriche sono note. Cercare di riuscire a sostenere le fasce sociali più deboli con progetti mirati per favorire cure e riabilitazione, nonostante le poche risorse a disposizione dell'odontoiatria pubblica, è stato uno degli obiettivi del Tavolo tecnico odontoiatrico istituito in Regione Lombardia a supporto dell'assessorato alla Sanità.
Lavoro che sembra aver portato i primi risultati visto che la Regione ha deciso di finanziare con 10 milioni di euro un progetto sperimentale che, per ora, coinvolgerà la città di Milano e i capoluoghi di provincia limitrofi.

La notizia arriva a margine del convegno "Odontoiatria di comunità: tra presente e futuro: dal bisogno reale alla risposta in tempo di crisi" organizzato dalla Commissione Sanità e Politiche sociali lunedì 9 Febbraio in Regione Lombardia a Milano.

"Grazie alla sensibilità della Commissione Sanità e dell'Assessorato alla Sanità -ci dice Mario Longo responsabile del progetto- sono stati destinati fondi per attivare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale che punterà ad assistere i cittadini lombardi socialmente deboli ed attivare un programma di prevenzione all'interno delle scuole".

"I finanziamenti che la Regione ha deciso di destinare al progetto -dice ad Odontoaitria33 Enrico Gherlone (nella foto) membro del Tavolo tecnico e presidente del Collegio dei Docenti, ideatore e promotore con il dott. Longo del progetto- permetterà di assistere, anche protesicamente, le persone bisognose che oggi hanno difficoltà ad accedere alle cure anche nelle strutture pubbliche lombarde".

Cittadini residenti in Lombardia con più di 65 anni e con un reddito ISEE massimo di 10 mila euro la fascia sociale che potrà usufruire del progetto. Progetto che parte dall'esperienza fatta nel 2003 nel Lazio e punta a coinvolgere gli studi odontoiatrici privati già accreditati o da accreditare esclusivamente per il progetto che volontariamente chiederanno di aderire.

"La situazione odontoiatrica nel nostro Paese è un problema sociale ed anche i dentisti privati devono fare la loro parte", commenta il prof. Gherlone.

Gli studi odontoiatrici dovranno essere in possesso dell'Autorizzazione Regionale e richiedere di prendere parte al progetto, dovranno essere dotati dei requisiti minimi strutturali individuati dalla Regione ed essere in regola con il programma di Educazione Continua in Medicina.
Visita odontostomatologica, identificazione delle necessità protesica, esecuzione di protesi completa o parziale rimovibile le prestazioni contemplate. Che poi sono quelle, oggi, escluse dai Lea.
Il paziente si rivolgerà alle strutture pubbliche individuate per effettuare la prima visita. La struttura individuerà il programma terapeutico necessario e indicherà al paziente i dentisti liberi professionisti aderenti al progetto.
Il paziente sceglierà il dentista a cui rivolgersi. Il sanitario condividerà il piano terapeutico proposto, in base alle sue competenze, e riabiliterà il paziente. Al termine della terapia vi sarà una verifica da parte della Regione. Agli studi aderenti sarà riconosciuto un rimborso delle spese sostenute.

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