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31 Maggio 2010

“Ho cominciato per caso, ma ricordo la prima paziente”

di Roberto Di Lenarda


Ho partecipato, per caso, al concorso di ammissione al Corso di laurea in odontoitria e protesi dentaria nel 1983, non avendo alcun particolare trasporto per l’odontoiatria e convinto di non avere alcuna possibilità di superarlo. Mi sono però classificato primo in graduatoria e ho cominciato la mia avventura con quindici colleghi di corso formando un gruppo pari a quello del mio liceo classico. Era il tempo degli “odontopuffi”, i colleghi iscritti al Corso di laurea in Medicina e chirurgia (gli stessi che magari al liceo si erano maturati con voti più bassi dei nostri) ci guardavano dall’alto in basso con un atteggiamento a metà tra l’insofferenza e il disgusto. Molti di noi di questo soffrivano, ma con gli anni sempre più frequentemente i professori delle materie di base (in comune con il corso di laurea in Medicina) con regolarità al termine di ogni esame dicevano “…se i miei studenti di Medicina fossero preparati come voi…” e piano piano si cresceva. Il triennio “clinico” di pratico aveva in realtà non molto, il tirocinio clinico su paziente era ancora in gran parte appannaggio dei laureati in Medicina specializzandi in Odontostomatologia. Ricordo ancora perfettamente la paziente ottantacinquenne alla quale ho estratto il mio primo dente e che al termine ho ringraziato di cuore: questo avveniva 25 anni fa.
Dopo la laurea non ho potuto fare l’ufficiale odontoiatra perché non esisteva ancora la legge che lo permettesse, e per la stima che mi legava alla professoressa Dorigo (già a quel tempo!) sono rimasto in clinica, come odontoiatra ospite, ovviamente a tempo pieno e a titolo gratuito come da prassi. Grazie al professor Silla contro tutto e tutti è stato bandito un concorso (primo o tra i primi in Italia) per assistente odontoiatra e nel 1991 sono stato assunto come ospedaliero quindi ricercatore, professore associato (con una splendida esperienza presso l’Università di Ferrara) e professore ordinario a 36 anni. Nel 2000 “scandalosamente” sono stato indicato, di nuovo su proposta della professoressa Dorigo, dalla facoltà di Medicina di Trieste a direttore della Clinica odontoiatrica e stomatologica. Ci fu un’interrogazione in consiglio regionale sulla presunta illecità della nomina in quanto odontoiatra…
Alla prima riunione del Collegio dei clinici un “collega” direttore di una Medicina interna dell’Ateneo si lamentò del fatto che un paramedico (io) sedesse in quel consesso. Non fui un signore nella risposta, ma nonostante questo, solo pochi anni dopo lo stesso collega è stato uno dei principali sostenitori della mia nomina a preside vicario della facoltà di Medicina e chirurgia. Nel 2000 la presidenza del Corso di laurea in Igiene dentale e nel 2006 quella del Corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria mi hanno, da un lato, dato un riconoscimento accademico prestigioso, dall’altro, proprio per aver conosciuto pregi e difetti del Cdl “prima maniera” mi hanno reso molto motivato nel perseguire una ricerca di crescita professionale. Nel mio percorso di crescita professionale, culturale, gestionale e accademica ho visto cambiare profondamente la prospettiva della figura dell’odontoiatra nell’ambito accademico e professionale: per molti anni i migliori studenti hanno scelto senza dubbio il nostro corso di laurea (da alcuni anni il trend si è rovesciato in relazione alle differenti prospettive di lavoro e guadagno).
La formazione grazie soprattutto a collaboratori giovani con cui ho avuto la fortuna di lavorare è decisamente migliorata, il tirocinio clinico è operativo dal terzo anno di corso, i ragazzi hanno a disposizione laboratori di ricerca che gli ingegneri dei materiali ci invidiano, tutte le nuove tecnologie e, dallo scorso anno, possono anche lavorare in ambienti rinnovati e particolarmente ergonomici. Gli studenti che frequentano attualmente il Corso di laurea in Odontoiatria non sanno quanta strada è stata fatta e quanti sacrifici è costato il processo di crescita; ovviamente tanto resta ancora da fare, ma se la mia generazione si guarda indietro penso possa essere (moderatamente) orgogliosa dei progressi compiuti, in gran parte, grazie anche alla fiducia e alla lungimiranza di chi ha avuto la forza di supportarci in un percorso lungo e difficile con tanti momenti di stanchezza e fatica ma con la consapevolezza che molte cose sarebbero migliorate e molte altre lo saranno certamente in futuro con tanto lavoro e con l’impegno di sempre.

Roberto Di Lenarda, presidente Cdl Odontoiatria e Protesi dentaria 2006-oggi, preside vicario facoltà Medicina e chirurgia 2009-oggi; segretario Collegio dei Docenti 2008-oggi; vicedirettore dipartimento biomedicina 2005-oggi; vicedirettore Dai Chirurgie Specialistiche 2006-oggi.

GdO 2010;8

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