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10 Dicembre 2010

La domanda che non ti aspetti

di Debora Bellinzani


Per poter valutare un caso di malattia parodontale e capire quali siano nello specifico i fattori che concorrono alla sua progressione, l’odontoiatra dovrebbe fare al paziente una domanda che probabilmente di solito non prende in considerazione, ossia: “lei soffre di psoriasi”?
Il suggerimento arriva dalla Norvegia ed è contenuto in un recente studio pilota che, per la prima volta, ha cercato e trovato un legame tra psoriasi e malattia parodontale; i suoi risultati sono stati resi pubblici attraverso la rivista scientifica Acta Odontologica Scandinavica.
“Esiste un indizio indicante un possibile legame tra i processi che causano le due patologie, che colpiscono l’una la cute e l’altra il parodonto, ed è costituito dalla cosiddetta sindrome di Papillon-Lefèvre, che causa contemporaneamente ipercheratosi palmo-plantare e una forma di malattia parodontale a rapida progressione” afferma Hans Preus del Dipartimento di parodontologia presso la Facoltà di odontoiatria dell’Università di Oslo, in Norvegia. “Partendo da questo indizio e da alcuni casi segnalati in letteratura, che descrivono pazienti affetti da gengivite desquamativa associata a psoriasi, abbiamo voluto implementare per la prima volta una sperimentazione volta a indagare questo legame.”
Il disegno dello studio ha chiamato in causa gli odontoiatri: una volta individuate 150 persone affette da psoriasi, sono state infatti richieste ai loro odontoiatri non solo le radiografie più recenti di entrambe le arcate di questi pazienti ma anche le immagini diagnostiche di altrettanti pazienti sani; le radiografie erano abbastanza recenti perché in Norvegia, hanno spiegato gli autori, fanno parte degli esami di routine e vengono eseguite ogni 12-24 mesi. “Dal confronto è emerso che 121 soggetti affetti da psoriasi mostravano una perdita ossea superiore rispetto al gruppo di controllo” descrive Preus, “in generale, i pazienti con psoriasi avevano un numero inferiore di denti e una maggiore distanza tra la giunzione smalto-cemento e la cresta alveolare, uno degli indicatori più validi e comunemente utilizzati per valutare la perdita ossea”. Riguardo al motivo per il quale la psoriasi e la malattia parodontale sarebbero correlate i ricercatori hanno avanzato alcune ipotesi: “entrambe le patologie sono caratterizzate da una risposta abnorme del sistema immunitario nei confronti della flora microbica presente sulle superfici epiteliali, e potrebbe essere questo il processo che le collega; studi recenti hanno riscontrato per esempio una sopraregolazione del recettore Toll-like 2 sia nella cute psoriasica sia nei tessuti parodontali di pazienti con malattia parodontale; la sovraespressione di questo recettore a sua volta ha la capacità di amplificare la risposta infiammatoria” conclude Preus; “è possibile ipotizzare, dunque, che un tratto genetico che condiziona l’espressione dei recettori Toll-like può predisporre alcuni soggetti contemporaneamente alla psoriasi e alla malattia parodontale”.
In Italia più di un milione di persone, ossia l’1-3% della popolazione, porta i “segni” della psoriasi, ma questi potrebbero non essere visibili nel corso di una visita odontoiatrica perché tra le aree più comunemente colpite, oltre alle mani, vi sono i gomiti, le ginocchia, i piedi e il cuoio capelluto; per questo motivo chiedere al paziente se sa di essere affetto da psoriasi aiuta a valutare il rischio del paziente, a capire che tipo di sviluppo può avere l’affezione parodontale e a scegliere la terapia.

“Periodontitis in psoriasis patients. A blinded, case-controlled study”
Acta Odontologica Scandinavica 2010;68:165-70.

 
 

GdO 2010;15

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