01 Giugno 2020

Utilizzo di miniviti ortodontiche per il mantenimento dell’osso in siti agenesici, in pazienti in crescita: caso clinico

Caso clinico

Elena Bazzini, Silvia Bagatta, Stefano Cattaneo, Giovanna Garattini

Obiettivi  Lo scopo di questo lavoro è illu­strare un caso clinico che impiega un nuovo protocollo per il mante­nimento dello spazio e dell’osso in siti agenesici, in pazienti in cresci­ta. La metodica che si propone nel case report in oggetto prevede l’utilizzo di una minivite ortodonti­ca in titanio non trattato inserita da palatale a vestibolare, che sup­porti una protesi “fissa” fino al raggiungimento dell’età adulta implantare; l’obiettivo è quello di valutare l’efficacia di tale proce­dura clinica nel contrastare il rias­sorbimento osseo in siti agenesici.

Materiali e metodi  Si sottopone alla nostra attenzione un paziente di 16 anni, al termine della terapia ortodontica fissa, con labio-palato-schisi completa mono­laterale sinistra (nel cui protocollo chirurgico di chiusura della schisi è stata eseguita anche la gengivo-al­veolo-plastica) e agenesia di 22, in cui è stato aperto lo spazio ortodon­ticamente nella sede agenesica. Dopo avere ottenuto il consenso in­formato dei genitori, si è proceduto con l’esecuzione di una tomografia computerizzata a raggio conico (CBCT) in sede 22 per valutare spessore e altezza dell’osso alveo­lare. È stata inserita una minivite autoperforante e autofilettante nel sito agenesico, con direzione da palatale a vestibolare con procedu­ra a cielo coperto e in anestesia lo­cale con mepivacaina 2% con va­socostrittore; la minivite presenta testa con slot a croce e supporta un elemento protesico tramite un filo di acciaio 0,021x0,025.

Il filo di acciaio che supporta la corona è stato inserito nello slot della testa della minivite e bloccato tramite una legatura metallica; del compo­sito Flowable (Tetric EvoFlow, Ivo­clar Vivadent, Casalecchio di Reno, Bologna, Italia) è stato utilizzato per garantire migliori stabilità e comfort al paziente. Al paziente è stato chiesto di usare clorexidina spray tre volte al giorno per dieci giorni. Per mantenere inalterati gli spazi, è stato eseguito uno splintaggio su elementi 11-12-13 e 23-24. Il pa­ziente è stato istruito a pulire la zo­na tra corona e mucosa, per scon­giurare reazioni infiammatorie. So­no stati eseguiti: controllo clinico a 6 mesi da T0, controllo clinico e CBCT a 12 mesi da T0.

Risultati  Durante i movimenti di mastica­zione, la minivite subisce delle sollecitazioni che vengono tra­smesse all’osso circostante, con il risultato di aumentarne il turnover. Il risultato finale soddisfa il pazien­te sia dal punto di vista estetico che funzionale. Il controllo clinico a 6 mesi non evidenzia decubiti dei tessuti molli né mobilità della minivite. Il controllo clinico e ra­diografico a 12 mesi mostra an­che un sostanziale mantenimento dell’altezza e dello spessore dell’osso alveolare.

Conclusioni  La stimolazione meccanica dell’os­so alveolare durante i processi di masticazione è fondamentale per mantenere altezza e spessore; la mancanza di carico ne determina un irreversibile riassorbimento. La metodica descritta nel seguente case report è una soluzione clinica concreta che permette, nell’attesa del completamento della crescita alveolare dei mascellari, di riabilita­re il paziente edentulo con una pro­tesi fissa, mantenendo e, in taluni casi, migliorando, come dimostrato da alcuni studi preliminari, la den­sità ossea nell’area adiacente alla minivite. Sarà necessario un fol­low-up a lungo termine per valuta­re il mantenimento dell’osso.

Significato clinico  In un paziente in crescita, la riabili­tazione protesica con miniviti orto­dontiche in sede agenesica non solo funge da mantenitore di spa­zio e garantisce al paziente una buona estetica, ma è in grado, po­tenzialmente, di contrastare l’ine­vitabile riassorbimento della cresta alveolare, rendendo più semplice il futuro inserimento implantare.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.06.2020.07




 
 
 
 
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