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25 Giugno 2017

Tanto rumore per nulla, società fiscalmente convenienti, odontoritocchino e radiografia secondo le regole


Alla fine, sul Ddl Concorrenza, le Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera hanno trovato un compromesso che raccoglie gli allarmi lanciati dalla professione dopo l'approvazione del testo al Senato ma non interviene sulla possibilità di esercitare l'attività odontoiatriche alle società. Leggendo il nuovo testo modificato sull'esercizio dell'attività odontoiatrica il primo commento, spontaneo che scaturisce è: ma che cosa cambia da ora?

Nulla, salvo l'obbligo per il direttore sanitario di esercitare in una sola struttura.

La nuova versione riporta -dando per vero (secondo l'allarme lanciato dalla professione) che l'approssimativa stesura del testo approvato al Senato avrebbe permesso a chiunque di curare i pazienti all'interno di studi odontoiatrici organizzati in società di capitale- al quadro normativo attuale dove a curare i pazienti sono solamente gli abilitati all'odontoiatria mentre l'attività odontoiatrica può essere esercitata anche in forma societaria.

Ma quale tipologia di società?

Il Ddl Concorrenza non lo precisa, quindi il dibattito rimane aperto: da una parte CAO e sindacati che ricordano tutta una serie di norme e sentenze secondo cui l'esercizio in forma societaria dell'attività odontoiatrica è possibile solo attraverso le StP; dall'altra le società che sostengono che sono legittimate ad esercitare forti, anche loro, di norme e sentenze. Se la Politica vorrà chiarirlo (ma l'impressione è che non lo ritenga necessario) potrà ancora farlo attraverso il Ddl Lorenzin (sempre che giunga mai al termine dell'iter parlamentare), altrimenti la decisione continuerà ad essere vincolata, come succede oggi, alla decisione dei singoli uffici, o del funzionario Asl che si occupa dell'autorizzazione sanitaria. Ed in caso di diniego alla decisione della magistratura. Una situazione che, forse, non conviene neppure alle società perché, comunque, ritarda l'apertura oppure, se le voci che raccogliamo sono vere, porta a dover sopportare controlli che potrebbero mettere in dubbio la validità dell'autorizzazione sanitaria ottenuta o la correttezza fiscale delle fatture emesse ai pazienti. (vai alla notizia)



Quale società mi conviene

Molto interesse ha creato l'articolo sulle differenze dal punto di vista fiscale e non solo, a seconda di quale tipologia di modello giuridico di esercizio professionale si scelga di utilizzare: in particolare le differenze tra una StP ed una SrL tradizionale. E dall'articolo non emergono molte differenze e dal punto di vista di "risparmio" fiscale tra le due forme giuridiche: sembrano essere sullo stesso piano. Decisamente meno conveniente, da questo punto di vista, l'esercizio in forma libero professionale, e forse per questo crescono il numero di società in odontoiatria, anche quelle con socio unico. (vai alla notizia)



La finalità dell'odonto ritocchino estetico

Lo scontro attraverso le note inviate al Ministero e non solo tra medici estetici ed odontoiatri sulla questione degli interventi "autorizzati" per i dentisti in tema di ritocchino estetico ci regala alcune conferme. La prima: norme e pareri già oggi indicano che l'odontoiatra può intervenire e in quali zone del viso può farlo. Qualche "piccola" divergenza di interpretazione tra medici ed odontoiatri la troviamo sulla finalità: i primi sostengono che il ritocchino deve essere finalizzato alla cura odontoiatrica, i dentisti che può anche essere svolto senza intervenire sui denti. Ma la vera questione tocca tutti quei dentisti che approfittano del via libera al ritocchino in studio per "punturinare" anche altre parti del viso e forse neppure solo queste. I medici estetici puntano il dito sui corsi che insegnano agli odontoiatri a fare questo. Torna quindi la richiesta alle Istituzioni di precisare meglio, indicare con più chiarezza i paletti entro i quali stare anche se a noi, invece, sembrano già chiari. Il vero problema, piuttosto, è riuscire ad individuare e sanzionare chi non rispetta le regole e creare sul tema una cultura che porta il dentista a rimanere nel proprio ambito d'intervento ma anche il paziente a rivolgersi al professionista "giusto". (vai alla notizia)


Radiografie a norma

La notizia della pensate sanzione al dentista genovese per avere tenuto in studio due radiografici non dichiarati e revisionati, hanno fatto tornare d'attualità le norme che regolamentano la materia. Per questo abbiamo deciso di sintetizzare la norma indicando le sette cosa da fare e sapere sul tema. (vai alla notizia)

 

Norberto Maccagno

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