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09 Luglio 2017

Dando i numeri capiamo il settore, se si leggono con obiettività


Questa settimana Odontoiatria33 ha pubblicato una serie di notizie con tanti numeri. Numeri che fotografando alcuni aspetti del settore, consentono di dare una visione più dettagliata delle questioni permettendo analisi e, ovviamente, commenti. Spesso in politica i dati vengono letti a seconda di cosa si vuole sostenere. Esaltando un dato o omettendo di accostarlo ad un altro la stessa ricerca, a seconda di chi la commenta, può confermate o ribaltare le posizioni. E' capitato leggendo la stampa generalista che ha riportato alcuni dati o qualche pagina Facebook di settore che ha condiviso quegli articoli. Noi abbiamo cercato di mettere insieme i dati per confrontarli in modo da dare un quadro il più chiaro possibile.

Chi è il dentista ANDI?

I primi dati presentati sono stati quelli che certificano l'ennesima crescita di ANDI nel numero dei soci. La fotografia ha anche permesso di capire chi è il socio ANDI, che si conferma un titolare di studio (ovviamente visto che oltre l'85% degli esercenti è un libero professionista con partita iva) ma il 26% è altro: collaboratore senza studio socio di studio associato o società. Che in termini numerici fa quasi 7 mila dentisti. Un vero e proprio sindacato nel sindacato, un numero consistente di odontoiatri che per motivi differenti hanno fatto, in termini di modello di esercizio professionale, una scelta differente dal titolare di studio. In più occasione ho scritto della mia impressione che (oggi) questi professionisti fatichino a trovare una rappresentanza anche se vederli iscritti così numerosi ad ANDI sembrerebbe darmi torto. (vai alla notizia)

Da che dentista sceglie di andare il paziente?

La completa ed accurata ricerca Key-Stone sulle scelte dei cittadini in termini di offerta odontoiatrica presentata durante il primo evento pubblico di ANCOD (la associazioni dei centri odontoiatrici) conferma alcuni dati già rilevati sul tema e ne presenta altri molto interessanti, oltre ad avere il merito di aver dato un quadro dettagliato sulla questione. Dati che certificano come lo studio del dentista tradizionale viene scelto per fiducia mentre le strutture odontoiatriche, che non sono solo le catene ma anche le altre società ed i polimabulatori, vengono scelte dopo una più o meno attenta analisi che passa anche dalla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo. Sapendo bene quali sono i fattori considerati dal cittadino come buona qualità: spesso estranei alla prestazione clinica. Ricerca che fotografa anche le differenze in tema di prestazioni erogate e di organizzazione. (vai alla notizia)

Vola l'industria del settore grazie agli sgravi fiscali

L'annuale Studio di Settore UNIDI, giunto alla undicesima edizione, ha evidenziato come per la prima volta la crescita del fatturato dell'industria italiana del settore è stato trainato dal mercato interno e non dall'export. E questo grazie agli incentivi fiscali concessi dal maxi-ammortamento.

Diversamente è andata per studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici alle prese con un mercato altalenante. (vai alla notizia)

Norberto Maccagno

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