"Viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile... Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire". Recitava più o meno così Jack Nicholson nei panni del colonnello a capo della base di Guantanamo in un bel film di molti anni fa.
Ovviamente la citazione è scenica e risulta esagerata e fuori luogo paragonandola alla vicenda DentalPro che si è vista sequestrare una sala medica in molte delle cliniche torinesi visitate dai Nas (e non l'intera clinica come i media, ed anche Odontoiatria33, hanno riportato).
Allora perchè la citazione cinematografica? Perchè mettendo insieme i racconti che alcuni degli informati sui fatti mi hanno fatto al telefono (purtroppo non ho avuto la possibilità di leggere il verbale dei Nas), il tutto nascerebbe dal fatto che nelle ispezioni (la versione dei media le motiva a seguito di segnalazioni di pazienti) i militari avrebbero trovato nelle cliniche un farmaco utilizzato per la sedazione cosciente ad esclusivo uso ospedaliero. E questo, sappiamo bene, rende ininfluente che il farmaco venisse utilizzato da un anestesista che veniva chiamato dalla struttura quando la prestazione lo richiedeva.
Non sappiamo la natura del rapporto contrattuale tra anestesista e DentalPro, ma possiamo ipotizzare che sia simile a quello che intercorre tra, per esempio, la struttura e l'igienista dentale o l'ortodontista, dove nel compenso per la collaborazione c'è anche, molto spesso, inclusa la clausola che i prodotti specifici sono "portati" dal collaboratore.
E così sarà probabilmente capitato in questo caso: il farmaco specifico per la sedazione veniva "portato" direttamente dall'anestesista, che probabilmente lo lasciava poi nella clinica per comodità.
DentalPro, nel suo comunicato, informa che il provvedimento giudiziario nasce dall'interpretazione di una Delibera della Giunta della Regione Piemonte, in cui si distingue tra chirurgia ambulatoriale semplice e chirurgia ambulatoriale complessa, quest'ultima organizzata per erogare prestazioni chirurgiche che possono comportare la somministrazione anche di vari gradi di sedazione. "Questa distinzione è alla base della contestazione che DentalPro sta verificando con i propri legali".
Ma lasciamo da parte l'annosa diatriba sulla complessità organizzativa e autorizzazione sanitaria, soffermiamoci solo sull'utilizzo del farmaco ad uso ospedaliero.
Le norme sull'utilizzo dei farmaci vengono approvate dall'Aifa ed indicano, chiaramente, gli abiti di utilizzo e chi può utilizzarli. Quindi c'è poco spazio per l'interpretazione. Se l'anestesista ha utilizzato un farmaco che non poteva utilizzare in una struttura non ospedaliera, la responsabilità dovrebbe cadere su di lui, vorrebbe la logica. Sicuro capiterà quando si cercherà di capire come si procurava questi farmaci.
L'anestesista risponderà, quindi, per le sue responsabilità, ma nei "casini" finisce sopratutto la struttura dove collabora e il direttore sanitario.
Per l'ennesima volta, in vicende che riguardano strutture odontoiatriche organizzate in società, i problemi nascono a causa di un non controllo da parte del direttore sanitario che è tenuto a vigilare. Per questo deve essere nomiato.
In questo caso non ha vigilato, verificando che tipo di farmaco il consulente anestesista utilizzasse. So bene che non lo fate neppure voi quando chiamate l'anestesista per sedare il paziente in interventi di implantologia particolarmente complessi, ma fate male.
Ritorno, quindi, a sottolineare come per alcuni direttori sanitari l'incarico sia un modo per arrotondare e venga svolto con superficialità. Ma anche come per molti titolari di società odontoiatriche il direttore sanitario sia un "impiccio burocratico" a cui si deve assolvere e non una garanzia per struttura e pazienti.
Se non vigilo la gente muore, continuava Jack Nicholson nel film. In questo caso, fortunatamente, non muore nessuno, ma le strutture subiscono danni d'immagine, e non solo, ed il direttore sanitario subisce sanzioni.
Le nostre notizie sulla vicenda:
L'App smaschera abusivi
In questi giorni ho letto qualche battuta ironica sulla possibilità di sconfiggere l'abusivismo attraverso l'App presentata dalla CAO nazionale per verificare se il proprio dentista è abilitato, e se non lo è possibile denunciarlo.
Non condivido, trovo l'iniziativa utile.
Certo il nome non è accattivante, forse "acchiappa dentisti" (come nello stesso comunicato CAO viene chiamata) sarebbe stato più efficace di DentistInApp, certo lo strumento non è alla portata di tutti ma comunque viene proposto un servizio che affianca quello già presente da anni sul sito della Federazione e di molte OMCeO che permette ai cittadini di verificare se il dentista a cui si rivolgono è iscritto. E poi c'è sempre la possibilità di chiamare direttamente l'Ordine per verificare e denunciare se non si possiede uno smartphone.
La vera potenza della App, e sono sicuro che il presidente Renzo ha già dato indicazioni ai presidenti provinciali in tal senso, è lo strumento stesso, la curiosità che potrà sollevare nei media portandoli a parlarne, sensibilizzando poi i cittadini.
Grazie all'App oggi i 100 presidenti provinciali CAO hanno una "scusa" per indire conferenze stampa, momenti di approfondimento con la stampa locale, con i cittadini, per parlare del reato dell'abusivismo, dei finti dentisti, delle cure mal eseguite, dei messaggi informativi scorretti e forvianti.
Questa può essere la vera potenza di questa App che deve da subito essere sfruttata.
Dopo poter contare su pene veramente severe, ma su questo il Parlamento è l'unico che può intervenire, solo attraverso un cittadino correttamente sensibilizzato è informato sui rischi che comportano cure praticate da dentisti non abilitati, si riuscirà a ridurre se non debellare il fenomeno dell'abusivismo odontoiatrico. (vai alla notizia)
Vendita globalizzata
Le anticipazioni dei media statunitensi e le smentite date ad Odontoaitria33 da parte di Dentsply Sirona sul possibile accordo per la vendita diretta dei prodotti odontoiatrici con Amazon aprono comunque il tema delle vendita dei prodotti professionali attraverso nuovi canali, sempre che nuovi siano.
Una recente ricerca Netcomm, condotta da Magnews, indica che il 70% dei consumatori che utilizzano internet (in Italia si stimano siano il'65% della popolazione) si rivolge per gli acquisti ad un negozio online e non ad uno tradizionale. Il settore odontoiatrico, ma anche gli altri settori professionali, ne rimarranno fuori oppure cominceranno ad utilizzare anche questi strumenti e colossi come Amazon potranno spostare gli asset di mercato, come si sta ipotizzando comincino a fare per il settore farmaceutico? Per ora la notizia, poi smentita, di un ipotetico interesse ha fatto il giro dei media di tutto il mondo. (vai alla notizia)
Società scientifiche
Al 12° Forum Risk Management in Sanità si è parlato di Legge Gelli, dell'accreditamento delle Società Scientifiche, di linee guida e dei decreti attuativi della stessa legge in tema di responsabilità professionale e di come il Ministero della Salute si sta muovendo. (vai alla notizia)
Norberto Maccagno
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