Un Ordine non deve essere sindacalizzato. La denuncia è stata lanciata dalla presidente uscente della FNOMCeO Roberta Chersevani alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del gruppo dirigente, accusando la lista unitaria (a questo punto diventa un po' meno unitaria) guidata da Filippo Anelli di essere una spartizione tra i più grandi sindacati medici, e quindi non garantirebbe la rappresentanza di tutti i medici.
E' proprio questo il punto perché, secondo me, la denuncia del presidente Chersevani (non entro nel merito se giusta o meno) rappresenta la vera questione sulla quale si dovrà lavorare. La denuncia parte da una visione sbagliata dell'Ordine. Il problema non è se l'Ordine sia sindacalizzato ma che l'Ordine sia inteso come sindacato, come organismo di rappresentanza degli iscritti.
Gli Ordini, tutti gli Ordini (anche quello dei giornalisti, avvocati, commercialisti etc), non devono fare gli interessi o rappresentare la professione ma gli interessi dei cittadini. Sempre più spesso, invece, l'Ordine viene inteso a rappresentanza degli iscritti, ma l'Ordine non è un sindacato.
Il Ddl Lorenzin ha chiaramente ribadito questo.
Da sempre gli Ordini (ripeto, tutti gli Ordini e non solo quello dei medici ed odontoiatri) operano su argomenti tipici d'interesse sindacale, alcuni dei quali certamente toccano anche il cittadino ma difficilmente si sono affrontati temi che vanno a tutela del cittadino ma contro la professione. Invece, come viene ricordato anche nel Ddl Lorenzin, l'Ordine è un organo sussidiario dello Stato istituito per fare rispettare la deontologia in modo da tutelare i cittadini dagli iscritti. Peraltro Ddl Lorenzin è stato pesantemente contestato dalla FNOMCeO proprio per alcune norme contenute che riformano gli Ordini.
Ma un Ordine potrà mai tutelare gli interessi dei cittadini, e quindi quando serve andare contro gli iscritti, se i suoi componenti vengono eletti dagli stessi iscritti? Avreste votato il vostro presidente CAO se prometteva la radiazione di chi non rispetta il Codice deontologico, la sanzione a chi non si aggiorna secondo l'ECM (tutelando così chi invece si aggiorna)? Certo sto banalizando e sappiamo che la cronaca ha dimostrato che questo (ogni tanto) avviene.
Prendiamo come esempio le prese di posizione odontoiatriche su temi come legionella ed amalgama dentale (cito questi due temi perchè non sono inseriti nei programmi dei candidati alla presidenza CAO per non "turbare" le lezioni). Il dibattito e le proposte tentavano di tutelare i professionisti evitando ulteriori impicci e obblighi, oppure l'unico obiettivo era quello di eliminare ogni possibile rischio per il cittadino, anche se remoto, remotissimo?
La Legge Balduzzi prevedeva lo sdoppiamento delle funzioni disciplinari affidandole ad un organismo esterno non eletto dagli iscritti, ma per medici ed odontoiatri questo non è ancora capitato.
I decreti attuativi che dovranno essere realizzati sul Ddl Lorenzin potranno cercare di "de-sindacalizzare" gli Ordini. Un altro punto su cui la FNOMCeO e la CAO dovrà lavorare è creare più credibilità verso i cittadini e più attenzione verso l'istituto ordinistico da parte propri iscritti. In tantissime provincie i componenti CAO sono stati eletti con il "minimo sindacale" dei voti previsti (anche negli altri Ordini non va meglio) ed anche le notizie che abbiamo pubblicato con i programmi dei due schieramenti non sono state certamente tra le più lette del giorno.
Il dentista e l'odontotecnico
La lettura dei commenti e le prese di posizione sul risorto dibattito sulle prove di congruità mi ha fatto nascere un domanda: ma nel 2017, con l'odontoiatria e odontotecnica 4.0 (o mettete voi il numero punto zero che preferite) le esigenze del rapporto dentista odontotecnico sono le stesse degli anni duemila, quando il profilo dell'odontotecnico venne presentato?
Una battuta carina che ho sentito è stata che ora l'odontotecnico in studio non deve neppure più andare a ritirare l'impronta perché la riceve via mail. Forse tra qualche tempo avverrà, o almeno alcuni già la ricevono ma la possono ricevere anche i cinesi o altri soggetti che odontotecnici non sono e tramite le macchine realizzano le protesi. Ecco un'altra questione che potremo approfondire in futuro.
Grazie AIOP (una società scientifica e non un sindacato) abbiamo cercato di capire quale sia l'apporto che l'odontotecnico deve, oltre alla fabbricazione delle protesi, dare alla riabilitazione protesica del paziente. Va detto che una parte del tempo dedicata all'intervista con il presidente AIOP Paolo Vigolo è stata spesa per cercare di intenderci su cosa volesse dire "ottimizzare la protesi".
Giuliano Vitale, dirigente odontotecnico di AIOP dice che sicuramente il profilo vecchio 100 anni non può rappresentare la professione di oggi di odontotecnico soprattutto dal punto di vista della formazione dell'aggiornamento. Vitale ricorda che non vi è per esempio un obbligo di aggiornamento formativo. Il suo è un invito di buon senso, scrivere un profilo che impedisca a chi vuole invadere i campi professionali di farlo ma che rafforzi e tuteli le competenze di chi fa l'odontotecnico moderno. E poi, dire al paziente che la sua protesi la costruisce un artigiano, non credo sia rassicurante. (Vai all'intervista)
Norme varie
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2017 la Legge di Bilancio 2018 è pienamente in vigore. Molte le norme contenute che toccano vari settori. Contributo ENPAM per società odontoiatriche, studi di settore, maxi ed iper ammortamento, scheda carburante, divieto del pagamento in contanti dei collaboratori alcune delle norme che abbiamo approfondito giudicandole di interesse odontoiatrico. (Vai alla notizia)
Ebook di un grande maestro
EDRA pubblica il suo primo e-Book odontoiatrico con il prof. Carlo Gastamacchia, forse il più anziano (so che non si offende) degli autori del Gruppo Editoriale. "La professione odontoiatrica: ergonomia e comunicazione. Manuale operativo" è il titolo dell' e-Book che in linea con la filosofia del prof. Guastamacchia è interessante, utile ed estremamente moderno. (Vai alla presentazione del libro)
Norberto Maccagno
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