HOME - Di... Sera
 
 
11 Marzo 2018

L’odontoiatria pubblica, un tema troppo serio per essere trattato attraverso slogan

Norberto Maccagno

Visti i risultati elettorali e la “caccia” alle alleanze di chi ha vinto ma non ha i numeri per governare, l’On. Beatrice Lorenzin continua ad essere il Ministro della Salute. La sua proposta di una odontoiatria pubblica per offrire assistenza ai più deboli, finanziandola attraverso prestazioni a pagamento rese ai pazienti non Lea tramite i dentisti privati convenzionati, ha fatto molto discutere. Proposta contenuta nel libro del Ministro presentato a pochi giorni dalle elezioni. Sul tema il settore ha voluto portare, attraverso Odontoaitria33, il proprio dissenso –unanime- sia nei contenuti che per la tempistica con la quale la proposta è stata annunciata, a pochi giorni dalle elezioni.  

La proposta della Lorenzin è, in realtà, quella di guardare alle Regioni virtuose in tema di odontoiatria pubblica in quanto il SSN non può permettersi 15 miliardi di euro all’anno per dare le cure odontoiatriche a tutti. E nell’individuare un modello “virtuoso”, indica quello attivato in Toscana ma sperimentato quasi solo a Firenze anni fa.  

Un modello che secondo alcuni commentatori, se attivato comporterebbe una crisi strutturale “tale da mettere a rischio un intero settore”.  

Ricordo come era strutturato il progetto Toscano che non credo sia più attivo da tempo. Per finanziare l’odontoiatria pubblica dei pazienti extra Lea il pubblico puntava a convenzionare gli studi provati che offrivano prestazioni a tariffe agevolate (definite dall’Asl e circa la metà delle tariffe in uso dalla libera professione) a tutti i cittadini che sottoscrivevano una sorta di assicurazione pubblica odontoiatrica. I proventi di quell’assicurazione pubblica andavano a finanziare le cure per i pazienti Lea.  

Stando ai commenti che abbiamo pubblicato, a rendere irricevibile la proposta sono state, principalmente, le parole convenzionamento e tariffe ridotte, insostenibili per i commentatori.  

Ma il progetto toscano non decollò non perché non si trovarono i dentisti disposti a lavorare alle tariffe ribassate, ma perché non si sono trovati i pazienti disposti a pagare una assicurazione per ricevere prestazioni il cui costo era (sulla carta) il 50% più basso di quelle del proprio dentista. Mentre, ovviamente, c’era la fila di quelli che potevano ottenerle gratuitamente. Tutti pronti a chiedere il reddito di cittadinanza ma nessuno disposto a pagare le tasse per finanziarlo.    

Discutendo del progetto durante una tavola rotonda organizzata a Bologna dal CIO-AIOG, è emerso che il privato può aiutare il pubblico se il privato ha dei vantaggi. E lo stesso Ministro Lorenzin indica nel fatto di ricevere i pazienti del pubblico potrebbe essere la “convenienza” offerta. Pensate impossibile un accordo tra ASL con le cliniche di qualche Centro odontoiatrico locale tagliando fuori i dentisti liberi professionsiti?  

Il problema a mio parere è, invece, se il privato deve aiutare il pubblico. Alcuni commentatori hanno giustamente scritto che il pubblico deve fare il pubblico e che il privato aiuta con il volontariato, che però non deve essere un modello strutturale, ma un aiuto. Così come giustamente qualcuno ha fatto notare che non serve una assicurazione per finanziare le cure pubbliche perché già le tasse servono a quello.  

C’è poi la realtà dei fatti ed in assenza di fondi illimitati, il SSN deve decidere quanto stanziare per l’odontoiatria rispetto ad altre patologie e poi verso chi e per quali prestazioni. Ma come si può fare programmazione, ipotizzare modelli organizzativi se non si sa neppure come sono organizzate le strutture pubbliche, la forza lavoro, e quali sono i bisogni in tema di salute orale degli assisiti? Per capirlo ci aveva provato la professoressa Laura Strohmenger incaricata dal Ministro Turco attraverso una indagine serie sul tema, poi nulla.

Come si fa a individuare le risorse necessarie per finanziare un modello di assistenza pubblica se non si sa quanti pazienti devono essere curati, quali patologie soddisfare e sulla base di questo quanti riuniti, dentisti, igienisti dentali, ASO servono. Senza questi dati non solo progettare è inutile ma anche commentare è un diritto che rischia di rimanere un esercizio fine a se stesso.  

Norberto Maccagno  

Questi i commenti pubblicati alla proposta Lorenzin.    


Questi i commenti pubblicati sul tema:

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Molti analisti indicano nel 2025 un cambio di percezione, da parte di noi cittadini, della cosiddetta Intelligenza Artificiale che per molti è l’App a cui chiediamo di fare...

di Norberto Maccagno


Rispolvero il DiDomenica, peraltro uscendo di martedì, per ripercorrere dal punto di vista del settore dentale, l’anno che si chiude questa notte. Sfogliando le circa mille...

di Norberto Maccagno


Ieri ero a Padova al convengo CNA/SNO Nord Italia per moderare la tavola rotonda “Mercato, regole e buone prassi nel mondo dentale”, davanti a circa 250 persone. Dal...


 
 

“Il mio è stato un lavoro di ripiego, ormai posso dirlo. A vent’anni volevo studiare giornalismo, ma non ho avuto nemmeno il coraggio di chiederlo ai miei. Si sarebbero...

di Norberto Maccagno


Una delle prime questioni che cominciai a conoscere quando circa 35 anni fa’ iniziai a raccontare il settore dentale è stata la “pletora odontoiatrica”: ovvero ci sono...

di Norberto Maccagno


Nuovi servizi extra Lea e innalzamento delle soglie Isee, attivazione di 6 pronto soccorso odontoiatrico, più assistenza per pazienti con disabilità e giovani


 
 

Nel 21° Rapporto C.R.E.A. Sanità le cure odontoiatriche diventano il termometro delle disuguaglianze del sistema sanitario italiano


Obiettivo: portare avanti un progetto di sensibilizzazione collettiva sull’importanza di una corretta igiene orale al fine più ampio di migliorare la salute sistemica degli italiani


L’Health at a Glance: Europe 2024 evidenzia che la spesa out-of-pocket per le cure sanitarie. Quelle odontoiatriche incidono in modo significativo sui bilanci familiari,...


 
 

Aumenti economici e arretrati anche per gli odontoiatri del SSN. La (parziale) soddisfazione del SUMAI le critiche del UILFP


Altri Articoli

La prof.ssa Nardi esalta l’opportunità per l’operatore di rispondere in termini di efficienza ed efficacia per i protocolli operativi dedicati al debridment parodontale,...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Sono sempre più utilizzate ma quali sono i limiti normativi e deontologici? La discriminante rimane la questione del “suggestivo e promozionale”


Due giornate di confronto scientifico e una comunità sempre più partecipe: il Section Meeting di Palermo ha raccontato la vitalità della Sezione Italiana dell’International...


 
 

Per l’Ente di previdenza di medici ed odontoiatri vanno sempre conteggiate perché svolte sotto “la vigilanza e la direzione sanitaria dell’odontoiatra”


La svolta della General Assembly FDI sintetizzata da AIO dopo il World Congress FDI di Praga speigate dal presidente Musella e dalla delegata prof.ssa Segù


Se ne parlerà al 45° Congresso Internazionale AIOP. Abbiamo cominciato ad approfondire con il presidente AIOP, il presidente SIdP ed il dirigente AIOP odontotecnici


 
 

Come ogni anno ecco le informazioni per non farsi cogliere impreparati, le modalità per effettuare il versamento e cosa si rischia se non lo si versa


La CAO scrive ai Ministri competenti. Senna tariffe inadeguate rischiano di ridurre l’accesso alle cure nel SSN, necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni...


AIO sostiene e rilancia in Italia la posizione europea per una digitalizzazione della sanità che favorisca l’innovazione senza indebolire la tutela dei pazienti


 
 

Tra i fattori modificabili che potrebbero contribuire alla prevenzione anche la salute orale: cosa dice oggi la ricerca


SIOD: “Una beffa dopo le sentenze del TAR. Così si mette in ginocchio la sanità convenzionata”


Insubria, San Raffaele, Link Campus e UniCamillus le università italiane selezionate nel biennio 2025-2026


 
 

Una ricerca conferma che i risultati in vitro sono promettenti, ma restano da affrontare le criticità operative della pratica quotidiana


Dott. Gianvito Chiarello: Coordinatore Nazionale SUSO

Un'anomalia normativa e burocratica oggi penalizza gli specializzandi delle Scuole delle scuole odontoiatriche. SUSO sostiene l’impegno della CAO Nazionale


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi