Ogni anno la Legge di Bilancio ed il Decreto Mille Proroghe diventano gli strumenti per inserire norme che non sempre hanno un nesso con la finalità del provvedimento legislativo, ma a volte riescono ad entrarci comunque.
Era successo recentemente con la legge sulla pubblicità sanitaria proposta dall’On Rossana Boldi.
E’ capitato anche quest’anno.
Ci ha provato l’On Piero Ichino che ha tentato di inserire la sua proposta di legge sui fondi integrativi come emendamento alla finanziaria, e probabilmente lo riproporrà nel Milleproroghe.
Ci sta provando l’On. Luciano Nobili, parlamentare di Italia Viva che nei giorni scorsi ha presentato un emendamento alla finanziaria per disciplinare la materia dei “piccoli interventi” riguardanti la medicina estetica, svolta da medici ed odontoiatri.
Questo il testo dell’emendamento proposto dall’On. Nobili
Art. 85-bis. (Disciplina in materia di medicina estetica)
1. La attività di medicina estetica non invasiva o mini invasiva al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso è svolta anche dai medici odontoiatri. A tal fine in via sperimentale è istituito apposito Fondo presso il Ministero della salute con dotazione pari a 3 milioni di euro per anno 2021 per organizzare corsi di aggiornamento in materia di trattamenti di medicina estetica di cui al primo periodo. Con decreto del Ministro della salute da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono definiti i criteri e le modalità di utilizzo del Fondo di cui al periodo precedente.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 3 milioni di euro per l'anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 209 della presente legge.
Emendamento, per ora accantonato che, però ha registrato il “Parere favorevole a condizione che sia accolta la seguente riformulazione”.
Questa:
1. La attività di medicina estetica non invasiva o mini invasiva al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso è svolta esclusivamente dai Medici e Odontoiatri. Per gli odontoiatri la predetta attività è consentita solo nel caso in cui sia finalizzata alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, e solo ove oggetto di in un protocollo di cura odontoiatrica ampio e completo proposto al paziente, tale da rendere la cura estetica non esclusiva bensì correlata all’intero iter terapeutico odontoiatrico proposto al paziente. A tal fine in via sperimentale è istituito apposito Fondo presso il Ministero della salute con dotazione pari a 3 milioni di euro per anno 2021 per organizzare corsi di aggiornamento in materia di trattamenti di medicina estetica di cui al primo periodo. Con decreto del Ministro della salute da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono definiti i criteri e le modalità di utilizzo del Fondo di cui al periodo precedente.
2. Le società di cui alla seconda parte del comma 153 della legge 4 Agosto 2017, n. 124, svolgono, all’interno di strutture autorizzate ai sensi dell’art. 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, attività economico-imprenditoriali di natura ausiliaria e funzionalmente serventi all’esercizio della professione odontoiatrica, assoggettate ad imposta sul valore aggiunto, riscuotendo i compensi in nome e per conto dei professionisti iscritti all’albo degli Odontoiatri con le modalità indicate dall’art. 1, comma 38 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo, pari a 3 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 209 della presente legge.
4. Le maggiori entrate erariali determinati dall’entrata a regime della disciplina di cui al comma 2 del presente articolo contribuiscono all’incremento del Fondo di cui all’art. 209 della presente legge.
Un emendamento decisamente interessante che va a chiudere, con un atto legislativo, la decennale disputa tra odontoiatri e medici estetici facendo di fatto proprio (al punto uno) quanto indicato dal Consiglio Superiore di Sanità sul tema che però nonostante autorevole, era “solamente” un parere. Come era stato ricordato da molti nel settore odontoiatrico.
Interessante anche il punto 2, anche se a mio parere non è molto chiaro perché abbinarlo al tema della medicina estetica, andrebbe (ripeto è una mia lettura) a meglio definire “Le società di cui alla seconda parte del comma 153 della legge 4 Agosto 2017, n. 124” (Legge sulla concorrenza NdR) indicandole come quelle che offrono servizi economici gestionali agli odontoiatri riscuotendo compensi in nome e per conto loro. Quindi società che offrono servizi all’odontoiatra e non società che forniscono prestazioni odontoiatriche.
Il pruno 3 de 4, di fatto sono quelli che darebbero la “scusa” per fare entrare il provvedimento nella legge di Bilancio
Temi sui quali il settore odontoiatrico discute da molto tempo.
Anni di discussioni, dibattiti, analisi, proposte di legge, incontri, confronti e scontri anche duri.
Anni in cui si tenta di sensibilizzare politici e media.
E dopo anni di indifferenza ecco che i temi trovano spazio nelle prime pagine dei principali quotidiani, non per capire ed analizzare le questioni poste, per spiegare ai cittadini cosa potrebbe cambiare se l’emendamento venisse approvato, ma per fare gossip.
Il dito dei media viene puntato verso l’On. Nobili accusato di aver presentato l’emendamento per aiutare il fidanzato dell’On. Maria Elena Boschi, sua amica e compagna di partito. Secondo quanto scrive il quotiamo La Repubblica ieri 19 dicembre (pagina 13) -ma articoli simili sono usciti tra gli altri su Il Fatto Quotidiano, La Verità, Il Secolo d’Italia, ed ovviamente Dagospia- l’emendamento consentirebbe “ai medici odontoiatri di estendere il loro raggio di azione facendo anche ‘punturine’, filler di acido ialuronico o botulino, per ritoccare labbra, naso, zigomi”, prestandosi all’accusa “di essere stato ritagliato su una delle attività professionali del fidanzato di Maria Elena Boschi”, Giulio Berruti, attore 36enne, ma anche laureato in odontoiatria e con diploma di specialità in ortognatodonzia.
“Consultando le sue pagine Instagram -continua La Repubblica- ci si rende conto però che Berruti non cura soltanto sorrisi: ci sono labbra, zigomi, foto di alcuni nasi sistemati. In un post in particolare, Berruti si mostra in camice blu da chirurgo scrivendo: «A volte anche persona seria» e rimandando alla pagina @dr.lipbeauty, legata a un centro specializzato in labbra ritoccate. Sul sito si legge: «Benvenuti in dr. Lipbeauty, la casa delle Labbra e del Sorriso. La nostra visione è incantare il mondo con la loro bellezza… »”. Il quotidiano continua raccontando che il dott. Berruti sarebbe “una promessa della chirurgia estetica romana”.
Quindi per La Repubblica “Il problema è che l’attore non è chirurgo estetico” ma odontoiatra.Quotidiano che informa di aver chiamato lo studio del padre, oculista, chiediamo se di fare un intervento alle labbra. L’articolo continua raccontando che il giorno dopo “l’assistente” dell’odontoiatra Berruti li avrebbe richiamati per fissare un appuntamento.
Articolo che si conclude ricordando che “quello dei medici estetici che non lo sono è una battaglia che da sempre combatte la Società italiana di chirurgia plastica, un abusivismo che l’emendamento 85.039 inserito all’articolo 85 bis intendeva sanare, almeno prima che Repubblica scoprisse la seconda attività del fidanzato della ex ministra”.
Magari, se l’obiettivo non era quello di attaccare l’esponente di Italia Viva ma voler realmente capire se l’On. Nobili abbia voluto fare un favore a qualche migliaio di colleghi del fidanzato odontoiatra della Boschi che effettuano interventi estetici nel terzo medio del volto, prima di avanzare congetture, i due giornalisti che hanno realizzato “l’inchiesta” potevano magari chiedere un parere anche ad un odontoiatra. Odontoiatra che probabilmente avrebbe spiegato che quella norma, al limite, va incontro alle richieste dei medici estetici limitando quanto oggi il profilo professionale dell’odontoiatria già consente di fare.
Forse anche questa volta, la stampa poteva continuare ad ignorare l’odontoiatria.
Giusto informare che dopo le polemiche, l’On. Nobili ha dichiarato di voler ritirare l’emendamento.
Photo Credit: Dagospia
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