La norma sul Green pass che da venerdì 15 ottobre obbligherà, di fatto, tutti i lavoratori anche autonomi ad essere vaccinati o effettuare un tampone ogni 48-72 ore, tocca ovviamente anche il settore dentale e gli studi odontoiatrici, ma in modo marginale. Odontoiatri, igienisti dentali e ASO sono già obbligati al vaccino, ai titolari di studio rimane l’obbligo di controllare il personale non sanitario e chi entra in studio per lavoro.
Non i pazienti.
A proposito dei clienti degli studi professionali (i pazienti di uno studio dentistico e medico) nei giorni scorsi Confprofessioni, in audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha segnalato alcune criticità del Decreto legge che estende l’obbligo della certificazione verde Covid – 19 nei luoghi di lavoro.In particolare, il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella ha portato la questione degli studi professionali dove, ha ricordato, l’accesso è aperto non solo a dipendenti, lavoratori autonomi e collaboratori, ma anche ai clienti dei professionisti. Per il presidente Stella (leggiamo sul sito di Confprofessioni) “È questa una delle principali criticità che emerge dalla lettura del decreto all’esame della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama. Se il cliente non esibisce il green pass, la sicurezza e la salute dei lavoratori di studio non può essere garantita”.
Quindi secondo Confprofessioni, “anche i clienti dei professionisti, come pure altri visitatori, dovrebbero essere tenuti a esibire la certificazione verde per accedere in studio”.
E per i clienti che diventano pazienti quando entrano negli studi odontoiatrici o medici?
La FNOMCeO attraverso la circolare dell’8 ottobre, fa il punto sull’obbligo di Green pass negli studi. Dopo aver illustrato norma ed obblighi, e ribadito che i sanitari e gli operatori di interesse sanitario non sono toccati dall’obbligo di green pass perché già obbligati alla vaccinazione, FNOMCeO entra nel merito della questione pazienti e visitatori, ricordando come l’obbligo di esibire il Green pass riguardi solo l’accesso alle RSA.
Circolare FNOMCeO che va oltre alla pura descrizione della norma dando la sua chiave di lettura, indicando ai presidenti OMCeO e CAO come andrebbe applicata.
“In conclusione –termina la circolare FNOMCeO- alla luce del su esposto quadro normativo poiché il decreto-legge n. 127/2021 nulla dispone in ordine all'accesso dell’utenza agli ambienti di lavoro, può pacificamente affermarsi che le strutture sanitarie non potranno richiedere l’esibizione del green pass in fase di accettazione del paziente, a meno che non vi sia una specifica previsione normativa che le autorizzi a farlo. Stesso discorso vale per gli studi professionali medici e odontoiatrici. L'esibizione di certificazioni vaccinali o di esiti di tamponi da parte dei pazienti non rientra fra le misure obbligatoriamente previste dalla legge statale. Attualmente, infatti, nel Decreto Riaperture (d.l. n. 52/2021), si fa esplicito riferimento solo alle RSA, che quindi sono le uniche strutture sanitarie legittimate, fin dal primo giorno di applicazione della certificazione, a subordinare l’ingresso in struttura all’esibizione dello stesso”.
Quindi, sintetizzando il pensiero della FNOMCeO, siccome la norma “nulla dispone in ordine all’utenza agli ambienti di lavoro” (quindi non obbliga), per la FNOMCeO i titolari di studio odontoiatrico e medico “non potranno richiedere l’esibizione del green pass in fase di accettazione del paziente”.
Però tra il non essere obbligato a chiedere ed il non poter chiedere, a mio parere, c’è molta differenza.
Il parere FNOMCeO, è una mia ipotesi leggendo il testo, ritiene probabilmente che i titolari di studio non possano chiedere il Green pass perché sarebbe un voler conoscere un dato sensibile, e visto che nessuno li obbliga a chiederlo -ripeto sono mie ipotesi- violerebbe la privacy. Anche se lo stesso Garante ha chiarito che il Green pass può essere richiesto perché non viola i diritti del cittadino non indicando se vaccinato, guarito, esentato o con tampone negativo. Ma probabilmente per FNOMCeO viola per chi lo chiede non essendo obbligato a chiederlo.
Quindi, non essendo obbligato a chiederlo, non posso chiederlo, se voglio?
A questo dubbio ne aggiungo un altro più legato al diritto alle cure che alla norma sul Green pass.
Diamo per scontato, ma la circolare FNOMCeO sostiene l’opposto, che il dentista possa chiedere ad un suo paziente se ha il Green pass, perché il titolare dello studio ritiene sia una necessità chiederlo.Se il paziente, nei suoi diritti, si rifiuta di esibirlo (perché non obbligato a farlo) o nel caso non ne ha uno valido, il dentista può rifiutarsi di curalo?
Lasciano da parte le considerazioni sull’opportunità o meno di rinunciare ad un cliente, ma visto che questo è un paziente che ha bisogno di cure, potete rifiutarvi di curarlo?
Sento già alcuni di voi dirmi: ma funziona come da sempre previsto prima del Covid se non sono in grado di curarlo o se il paziente non vuole, per esempio, pagare quanto proposto.
Ecco è questo il punto e ritorniamo ad una questione già affrontata. Non è che sulla questione Covid ci si sta facendo un po’ troppi problemi, più di quanti sarebbero necessari, volendo sempre interpretare le norme in modo più restrittivo di quanto il legislatore ha previsto o prima ancora che lo preveda?
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