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21 Novembre 2021

Essere liberi professionisti oggi tra cambiamenti e difficoltà. A colloquio con Alberto Oliveti

di Norberto Maccagno


La figura del libero professionista titolare del suo studio non sta certo scomparendo ma sta cambiando, anzi è già decisamente cambiata. Forse gli avvocati sono tra quelli che stanno abbandonando sempre di più la libera professione prediligendo “il posto fisso”, ma le difficoltà del passaggio generazionale sono visibili in tutte le professioni regolamentate, dentisti compresi. 

Per avere una visione più generale e meno “odontoiatrica” del fenomeno, ho sentito Alberto Oliveti, presidente ENPAM ma soprattutto presidente ADEPP, l’associazione che racchiude le casse previdenziali dei liberi professionisti.

 Una fotografia, quella fatta dal presidente Oliveti, che conferma quanto sta avvenendo anche nel settore odontoiatrico dove i titolari di studio puri sono oggi la minoranza degli esercenti. Oggi, dice Oliveti, esercitano circa un milione professionisti puri, 600mila esercitano come collaboratori o dipendenti, 100 mila sono già pensionati ma continuano a lavorare. 

Aumenta la platea dei professionisti –ricorda Oliveti- non perché gli Ordini registrano nuovi iscritti, oggi in prevalenza donne, ma perché si ritarda l’abbandono del lavoro”. Dati che per Oliveti confermano le difficolta, soprattutto economiche, del comparto dei professionisti e per sostenerli nella crescita professionale, il presidente ADEPP ricorda il ruolo delle Casse previdenziali non solo nella fase post lavorativa ma anche a sostegno del lavoro perché, ricorda, “se non c’è lavoro non ci sarà una fase post lavorativa sufficiente”. 

Ed il riferimento è ovviamente, anche, alla scelta dei professionisti di preferire la dipendenza uscendo, quindi, dalla casse private, ma anche all'attenzione che oggi le casse di previdenza hanno non solo per la gestione delle pensioni ma anche per dare sostegno al lavoro con strumenti mirati. 

Ma i rischi per la previdenza non arrivano solo da questo aspetto, ma anche dal capitale e dalla globalizzazione. Capitale giudicato da Oliveti come importante per la crescita delle attività dei liberi professionisti a patto che, “il capitale non diventi l’elemento preponderante”. 

Tra i gap che i professionisti stanno affrontando, indicati da Oliveti, quello di genere, le professioniste donne guadagnano meno dei colleghi maschi; quello generazionale, gli under guadagnano un terzo di quello che guadagnano gli over 50; quello geografico, i professionisti del Sud guadagnano meno di quelli del Nord. “In media –dice Oliveti- un professionista in Calabria guadagna il 40% in mendo di uno dell’Alto Adige. E poi c’è il gap tecnologico, “chi resta indietro rischierà di essere penalizzato”, ricorda il presidente ENPAM. 

Tra le questioni toccate anche quella della formazione universitaria e della preparazione per entrare nel mondo del lavoro, anche dal punto di vista imprenditoriale. 

Alla fine della chiacchierata sollecito Oliveti chiedendo di dare qualche consiglio ai professionisti, sia giovani che maturi.   

Il primo è sull’essere professionista che vuole dire avere certamente “competenze e abilità” ma combinate alla “saggezza” sapendo discernere tra giudizio e scienza, perseguendo ovviamente il guadagno ma avendo come primo obiettivo quello di essere utili a chi utilizza le prestazioni professionali.

Poi l’invito a riflettere sul concetto di professione e professionalità sapendo adeguare la propria motivazione al concetto di professionista. Essere professionisti oggi, dice Oliveti, non è facile soprattutto nel settore della salute, “però sempre dobbiamo ricordarci il nostro fine: tutelare la salute dei nostri pazienti”.


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