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26 Febbraio 2022

La “simpatica” fermezza normativa che non sembra considerare gli anticorpi

di Norberto Maccagno


Nello scegliere l’argomento per questo DiDomenica mi sono sentito decisamente a disagio, visto quello che sta succedendo in queste ore non molto lontano da noi. Ma questo è un giornale che si occupa di odontoiatria, e di questo dobbiamo parlare.  

E di questo parleremo. 

Ma non voglio fare finta di niente. Per questo la foto di copertina “rubata” dalla pagina Facebook del dott. Nazariy Mykhaylyuk (noto relatore ucraino, si occupa di smile design) l’ho scelta per ricordare ai pochissimi che pensano che “tanto sono affari loro”, o che qui non succederà, che se non cambiano oltre che i governati del mondo i valori che lo governano, tutti siamo a rischio. Il qui o la è solo una questione geografica, le minacce a Svezia e Finlandia lo confermano.   

E se non ne siete convinti seguite su Facebook Vladyslav Isakov Amministratore Delegato della Yamamoto Dental Group, fino al 23 febbraio normali post odontoiatrici su prodotti e tecniche digitali e poi, d’improvviso il racconto dell’invasione.

Il link tra Ucraina e odontoiatria me l’ha suggerito Massimo Gramellini nel suo Caffè del mattino sul Corriere di venerdì scorso quando accosta, per noi che in questi due anni siamo stati costretti a guardare il mondo dalla televisione del tinello, l’annuncio del presidente Draghi che per alcuni ha suonato come la fine pandemia all’annuncio, sempre di Draghi, sull’inizio dell’invasione dell’Ucraina. 

Sappiamo bene che la pandemia non è finita e soprattutto non ci sarà una data precisa: ieri si, oggi non più.Però l’annuncio che dal primo aprile molti dei divieti che ci hanno accompagnato per questi due anni saranno tolti è un bel segnale, soprattutto morale. Anche per il settore odontoiatrico si potrà cominciare a tornare a gestire i pazienti con più serenità, come ci ha anticipato il prof. Enrico Gherlone. Sarà nelle prossime settimane il Tavolo Tecnico ad indicare al Ministero le nuove procedure da seguire. 

Ma anche questo sarebbe stato un argomento troppo serio da poter approfondire in questo ennesimo momento drammatico.

Allora ho scelto una notizia, direi surreale, che con l’annuncio della fine di molte restrizioni ha in comune la data, quella del primo aprile.
Mi riferisco alla norma che ha obbligato tutto il personale sanitario, dentisti compresi, alla vaccinazioneapprovata il primo aprile 2021. L’obiettivo di quella legge, non certo sbagliata per il suo fine ma difficile da applicare per come è stata scritta, è quello di evitare che un sanitario non vaccinato potesse venire a contatto con i pazienti. Stando al crono programma legislativo, in 20 giorni si sarebbero dovuti escludere dall’attività clinica i sanitari reticenti alla vaccinazione.  

Invece un anno dopo gli Ordini sono ancora lì a spulciare elenchi su fogli Excel per individuare i sanitari non vaccinati da sospendere.Nel mentre una serie di norme e circolari hanno cercato di mettere delle pezze a regole non facilmente gestibili. E se poi le pezze le mettono chi ha scritto le stesse regole non applicabili, difficile stupirsi che le “indicazioni” non solo non sono logiche ma anche nuovamente poco applicabili. 

La conferma è la circolare del Ministero della Salute del 18 febbraio scorso in risposta ad un quesito della FNOMCeO che chiedeva se il sanitario non vaccinato, sospeso, che ha contratto il virus e poi è guarito può essere considerato come vaccinato e quindi vedersi revocata la sospensione?

Personalmente non avrei fatto neppure la domanda ed avrei detto subito si.  

Io sono vaccinato con due dosi, il giorno in cui avevo l’appuntamento per la terza dose ero relegato in casa positivo e quando mi sono negativizzato ho ricevuto non solo il super green pass, come tutti i tri-vaccinati, ma l’indicazione di non poter fare la terza dose prima di 120 giorni. 

Ma la questione sui sanitari no-vax guariti (non dalla convinzione che non fare il vaccino è giusto) è ancora più sottile e a mio modo di vedere grottesca dimostrando come la questione obbligo vaccinale per i sanitari sia diventata una pura questione di principio, in questo caso legislativo. 

La domanda che ha posto la FNOMCeO al Ministero è stata diversa dal sanitario non vaccinato ma guarito può essere considerato al pari del vaccinato?  

La FNOMCeO ha fatto notare al Ministero che dagli elenchi che gli Ordini ricevono dalla Piattaforma Nazionale DGC (gli elenchi di quelli che hanno il super green pass) non ci sono i sanitari non vaccinati ma guariti. Siccome, rileva la FNOMCeO, la normativa impone la sospensione dei sanitari non vaccinati, e non parla dei guariti, per evitare “una situazione di serio disorientamento all’interno degli OMCeO”, ha ritenuto chiedere chiarimenti. 

Ovviamente mi si spiegherà che i chiarimenti sono necessari per evitare che gli OMCeO possano essere indicati come inadempienti qualora non sospendano il sanitario guarito, visto che la norma impone di sospendere quelli non vaccinati. 

Ed infatti il Ministero della Salute conferma che, sentito anche l’Ufficio legislativo, secondo le modalità definite dal DCPM, “l’Ordine è tenuto ad accertare lo stato di avvenuta vaccinazione” e “la guarigione non è, in base alla normativa vigente, circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione che invece consegue” il professionista vaccinato. 

E qui vado in confusione, certamente per i miei limiti culturali.
Ma l’obbligo vaccinale per i sanitari non “ha il fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”?
Il vaccino non permette di creare gli anticorpi che ci dovrebbero impedire di ammalarci seriamente?Ma il guarito, per guarire, non ha prodotto anticorpi? 

Ok la legge obbliga al vaccino e non cita gli anticorpi, quindi di loro non deve fregare a nessuno?
Però, se il dentista non vaccinato ma guarito che si presenta all’hub vaccinale per fare la terza dose, la può fare oppure è trattato come gli altri cittadini a cui è impedito farlo prima di 120 giorni?
E se lui può fare la terza dose, perché io non la posso fare? 

Non credo che il differente Ordine professionale al quale siamo iscritti possa, biologicamente parlando, fare la differenza sulla sicurezza del trattamento vaccinale: se sei iscritto a quello dei medici non è pericoloso fare la terza dose subito dopo essere guarito, per gli altri invece è pericoloso o non necessario. 

Ma se il sanitario non può fare la terza dose anche se lo vuole perché è guarito, deve per forza rimanere sospeso e quindi non lavorare per altri 120 giorni? 

Certo la questione interessa pochi sanitari, però la difficoltà di applicare con buonsenso questo obbligo rimane. Ma i problemi su cui porre l’attenzione oggi, sono altri.   

 
 

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