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13 Marzo 2022

L’odontoiatria di ieri, quella di domani e la questione della sputacchiera

di Norberto Maccagno


A farmi capire quanto il prof. Carlo Guastamacchia ha vissuto e partecipato in prima persona all’evoluzione della professione è la risposta alla domanda su quale fosse l’aspetto clinico che ha cambiato in positivo l’odontoiatria. Io mi aspettavo mi indicasse l’implantologia, qualche materiale rigenerativo, estetico, una tecnica da impronta. Invece la risposta è stata l’anestesia, gli attuali aghi utilizzati.
Cosa che credo tutti noi pazienti, ma anche molti di voi dentisti, oggi diamo per scontato. 

Già, ma quasi la totalità di voi dentisti non era nata quando il prof. Carlo Guastamacchia ha cominciato ad esercitare: quasi 70 anni fa. 

L’obbiettivo della piacevolissima chiacchierata che abbiamo fatto per questo video incontro domenicale, non era certo quello di ripercorrere la storia della professione ma di fermare qualche momento e provare ad immaginare il futuro

Si parte dal perché ha deciso di fare il dentista, passando per le tante “invenzioni” che, rivela, ha portato dalle frequenti visite oltre oceano a cominciare dalla consapevolezza che il dentista, per lavorare bene, doveva farlo in team con l’assistente.  

Poi ecco il prof. Guastamacchia ribadire, come fondamentali per essere un bravo dentista, i principi che lo hanno guidato durante l’attività di cura che sta ancora svolgendo nel suo studio a Milano, ma anche verso il settore come divulgatore e professore, quelli deontologici, l’articolo 20. “I soldi il dentista li fa se segue la deontologia non i corsi budget oriented”, afferma perentoriamente. 

Ovviamente, poi, c’è il suo essere medico e quindi l’assoluta necessità di fare prevenzione che, dice, oggi è compito dell’igienista dentale ed “è una vergogna” che non siano impiegate nel SSN e che lo Stato non faccia prevenzione.  

Tra le cose che non gradisce del fare l’odontoiatra oggi è la burocrazia, che indica come “la nostra catastrofe”. Ogni sera, dice, ci dobbiamo togliere il camice e “fare le mezze maniche”, rievocando l’immagine dell’impiegato che per non sporcarsi la camicia, visto che scriveva con pennino e calamaio, utilizzava i manicotti di protezione in tessuto. 

Ma il prof. Guastamacchia è anche un dentista di oggi che utilizza al meglio le nuove tecnologie. Non a caso è stato uno dei primi a sostenere la necessità di utilizzare le telecamere intraorali come strumento clinico perché, ma questo è veramente il suo terreno, la comunicazione è uno strumento di cura.  

Rivolgendosi ai giovani, che continua ad incontrare nelle sue lezioni al San Raffaele, li sprona a studiare ed a specializzarsi perché, dice, “oggi un buon dentista non è quello che si occupa di tutto”. 

Infine la sua sconfitta personale: “non essere riuscito ad eliminare la sputacchiera. Lì deve stare l’ASO, lavorasse in quella posizione risparmieremmo un’ora di lavoro al giorno”, dice. 

Poi qualche aneddoto, citazione ed ovviamente interessanti considerazioni che meriterebbero essere ascoltate, ovviamente se gradite. 



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