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21 Maggio 2022

Patologia orale, può essere la branca dell’odontoiatria su cui puntare?

di Norberto Maccagno


Con la giornata della Salute orale a marzo, delle Gengive sane e l’Oral cancer day a maggio, insieme a ottobre con il Mese della prevenzione si ampliano i momenti dedicati a sensibilizzare il cittadino a porre attenzione verso la propria salute orale.  

Ogni volta che scrivo notizie legate alle iniziative attivate per celebrare questi utili momenti di sensibilizzazione, tra me faccio una riflessione.

Se per la giornata dedicata alla vista, si incentiva la visita dall’oculista, quella all’ipertensione si va dal cardiologo, quando si promuove la necessità di mantenere sane le gengive, prevenire la carie o effettuare visite preventive per intercettare prima che diventi pericoloso una lesione tumorale, l’invito è sempre quello di andare dal dentista, che per visitarti ti fa aprire la bocca per guardarci dentro.  

Quando noi pazienti apriamo la bocca, durante una visita odontoiatrica, il dentista osservando il nostro stato lo stato di salute non si focalizza solo su di una singola patologia ma dà una controllata a tutto, carie, gengivitei, lesioni tumorali ed eventuali altri problemi che potrebbero nascere o fare peggiorare altre patologie: cuore, diabete etc.  

A ricordarmelo è il prof. Giovanni Lodi, direttore scientifico di Dental Cadmos, docente dell’Università degli Studi di Milano oltre che direttore di uno delle due cliniche odontoiatriche dell’Ospedale San Paolo di Milano con cui ho fatto una video chiacchierata per parlare di visita odontoiatrica partendo da una battuta: ma che differenza c’è tra il dentista “normale” ed il patologo orale, visto che tutti e due guardate nella bocca del paziente per individuare le patologie che possono mettere a rischio la nostra salute?  

Con Giovanni siamo partiti da qui per cercare di approfondire il tema della visita odontoiatra, di come andrebbe svolta, di cosa il dentista deve guardare (ovviamente tutto e tutte e volte, dice) ma anche e soprattutto come ascoltare e quali domande porre. Poi, dice, se ci sono dubbi e situazioni non chiare, ecco arrivare in aiuto l’esperto di patologia orale.  

Nella video chiacchierata non potevamo non parlare del tumore del cavo orale che, ribadisce il prof. Lodi, non è una malattia rara, è uno tra i tumori più comuni con il vantaggio che si può intercettare quando è facilmente curabile ma troppo spesso dal dentista il paziente ci arriva, magari pure per caso, dopo essere passato dal medico di famiglia, il farmacista e quando arriva da noi la lesione è già di dimensioni importanti che costringono ad interventi molto invasivi.  

Sapendo quanto a Giovanni stia a cuore il tema, ecco una domanda sulla prescrizione dei farmaci, un altro suo “pallino” e non solo perché ha recentemente ha contributo alla realizzazione del libro “L'uso dei farmaci odontoiatrici per algoritmi”.  

“E’ vero, oggi il dentista rischia di più a prescrivere un farmaco che a inserire un impianto”, dice ricordando che molti pazienti che arrivano al San Paolo per cure odontoiatriche prendono almeno 10 farmaci diversi.  

Tornando alla patologia, alle visite, chiedo se un dentista “ci può campare” con la prevenzione?  

Se non si fa pagare le visite no, dice Lodi che ricorda come una prima visita ben fatta non può durare meno di un’ora. Giusto in settimana Odontoiatria33 aveva pubblicato i dati di un sondaggio sulle tariffe praticate dai dentisti dove il 47% di loro ha dichiarato di non farla pagare. Sollecitato, Giovanni azzarda anche qualche consiglio di marketing: io aprirei uno studio con fuori un cartello con scritto: qui curiamo i denti di pazienti diabetici, ipertesi pazienti oncologici. Pazienti certamente non più giovani, ha continuato, comunque con possibilità economiche e che oggi si rivolgono al pubblico perché pensano, o gli è stato spiegato, che dal privato non trovano risposte e questo è quanto più sbagliato si possa pensare.

Ma abbiamo anche parlato di altre interessanti argomenti che non vi spoilero.  

Ovviamente vi consiglio di seguire la video intervista che trovate sotto, come sempre non è necessario vederla, si può anche ascoltare magari mentre fate una passeggiata o in coda in auto al ritorno dal fine settimana fuori porta.    




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