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19 Giugno 2022

Odontoiatra e odontotecnico, il rischio di sovrapposizione delle competenze è solo colpa della semantica?

di Norberto Maccagno


Ci sono parole che fatichiamo a pronunciare. Tra quelle che non riesco a dire in velocità, e devo concentrarmi per farlo, c’è odontoiatria. Che poi abbinata a 33 per uno cha ha la erre marcata e dirige questo quotidiano è tutto un programma. Altra difficile è l’ortottista. 

Anche la Senatrice Fiammetta Modena (FIBP-UDC) come me fatica a pronunciare la parola odontoiatria, lo ha ammesso durante l’evento organizzato mercoledì scorso da alcune delle sigle sindacali degli odontotecnici, Confartigianati, CNA-SNO, Casartigiani, con l’obiettivo di incontrare alcuni parlamentari di vari schieramenti politici per spiegare le criticità che sta vivendo la professione e le discrasie tra il profilo professionale datato 1928 e le norme che devono rispettare, oltre il fatto che la professione non è più quella del 1928.  

La Senatrice ha poi anche ammesso di non conoscere bene il settore quando definendo la professione di odontotecnico la indica, nella “fattualità”, “equiparata a quella dell’odontoiatra però non è riconosciuto e pagato come tale”.  

Subito il presidente Confartigianato odontotecnici Ivan Pintus le ha spiegato cosa fa l’odontotecnico e le vere rivendicazioni che non sono quelle di ottenere una sovrapposizione alla professione di odontoiatra ma di riconoscere la propria per evitare che altri non qualificati come odontotecnici possano realizzare i dispositivi protesici. Ma d’altronde l’evento era stato organizzato proprio per spiegare e chiarire.Peraltro, la Senatrice nel suo intervento suggerisce interessanti soluzioni parlamentari da intraprenderecon i politici per arrivare ad una soluzione delle problematiche illustrate in tempi brevi, dimostrando la propria competenza sulla materia di cui si occupa. 

Ma la Senatrice non è la sola a fare un po’ di confusione sulle competenze delle varie figure professionali. Mentre da anni c’è dibattito se inserire o meno gli odontotecnici tra le professioni sanitarie, anche durante l’evento organizzato dagli odontotecnici se ne è parlato, la bozza di nuovo contratto di lavoro del comparto della sanità pubblica firmato il 15 giugno inserisce gli odontotecnici, con gli ottici, tra le professioni tecnico sanitarie. Peraltro, indicando tra i requisiti per l’accesso la laurea abilitante. 

Ma non è colpa della Senatrice o delle sigle sindacali che hanno redatto il CCNL, è il settore odontoiatrico che si distingue per parole non semplici da ricordare ed abbinare. 

Ortodonzia è la disciplina, ortognatodonzia è la specialità ma lo specialista che se ne occupa è l’ortodontista. Poi c’è l’igienista dentale che si tende a connotare al femminile e non con il neutro, collutorio che ti viene sempre da raddoppiare anche la “t”, prestanome che anche se sono più di uno rimane, oltre che un reato, al singolare.  

E poi c’è l’annosa questione del riuscire a fare capire le varie competenze.  

L’odontoiatra ed il medico hanno competenze e percorsi formativi diversi ma anche l’odontoiatra è il medico di bocca e denti, l’assistente non è l’igienista, l’odontotecnico non è il dentista meno caro, il maxillo facciale può mettere o togliere gli impianti ed estrarre denti ma non è un dentista e via elencando. 

Come sempre l’uomo della strada è più pratico e così il dentista è quello che cura i denti, il tecnico quello che fa la protesi, la signorina dello studio è l’ASO, qualche problema c’è ancora con gli igienisti dentali, ma l’impegno delle Associazioni di settore è tale che sempre più persone sanno oggi riconoscerli apprezzando la professionalità. 

Il vocabolario inglese è decisamente più pragmaticohome è la casa dove vivi, house la struttura, dentist il dentista, dental hygienist l’igienista dentale, dental technician l’odontotecnico, dental assistant l’ASO. 

Molto più chiaro e meno facile confondersi non trovate? 
Odontoiatra e odontotecnico, oltre ad essere difficili da pronunciare, sono indubbiamente parole troppo simili e facili da confondere. Tanto facile che a volte anche alcuni odontoiatri ed odontotecnici si confondono, ma poi intervieni il Nas a spiegare. 

Se come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti, si potrebbe allora partire proprio dalle parole per fare chiarezza su chi fa cosa nel settore. 

Ma dei due chi deve cambiare il nome? 

Stando all’anzianità del profilo (1928) l’odontotecnico credo abbia tutto il diritto di mantenerlo visto che la professione di odontoiatra nasce nel 1985 con la 409.Certamente la professione di dentista suona bene e rende l’idea, ma la laurea in “dentistica” non si può sentire. Però la laurea in odontoiatria potrebbe abilitare all’esercizio della professione di medico dentista.  

Che dite, Sindacati ed Ordine dovrebbero aprire un dibattito sul tema? 


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