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31 Luglio 2022

La legislatura appena sciolta e quella che verrà. Ma intanto godiamoci vacanze e propaganda

di Norberto Maccagno


Sono nato una domenica dell’agosto 1964, anagraficamente contando il Governo Draghi è stato il quarantottesimo che ho vissuto. In Germania, nello stesso periodo, di Governi ne hanno avuti 19 guidati da 8 Cancellieri Federali (il loro presidente del Consiglio), con indubbi vantaggi per la programmazione a lungo tempo.

Di Legislature invece ne ho vissute 15. 
Quella che si sta per chiudere cosa ha portato nel settore dentale?  

Qualcosina se la paragoniamo alla precedente (quella dei governi Letta, Renzi, Gentiloni e come unico Ministro della Salute l’On. Beatrice Lorenzin), che aveva introdotto norme più severe contro l’abusivismo, la riforma degli Ordini con più autonomia per quello odontoiatrico (se mai verrà approvato il nuovo statuto FNOMCeO) e il profilo dell’ASO. Ma quella legislatura fu un’eccezione rispetto agli standard di considerazione che la politica ha per le istanze del settore odontoiatrico. 

In questa, se ricordo bene, le norme che hanno interessato direttamente l’odontoiatria sono i due articoli promossi dall’On. Rossana Boldi ed inseriti nella legge di bilancio 2019 che regolamentano la pubblicità sanitaria ed il direttore sanitario (norma sul direttore sanitario fu leggermente modificata a fine 2021), le modifiche al profilo ASO e la laurea abilitante anche per i futuri odontoiatri.
A questo link la nostra sezione dedicata alle normative con tutte le notizie ed approfondimenti.

Molte, come in tutte le Legislature le occasioni mancate.Così niente riforma dei Fondi integrativi nonostante la Legislatura fosse partita con ottimi propositi e l’attivazione di una commissione ad hoc istituita dall’allora Ministro della Salute Giulia Grillo che con la caduta del Governo Conte I (5stelle e Lega) venne sostituita un anno dopo (Conte II 5 Stelle e PD) dal Ministro Roberto Speranza (confermato nel Governo Draghi) che ha però accantonato la questione nonostante avesse rassicurato di continuare la strada intrapresa dal predecessore.  

Certo c’è stata la pandemia con tutta la conseguente attività legislativa impegnata a far fronte all’emergenza che cambiava quasi giornalmente. Però, come al solito, l’impressione è che su certi temi -fondi integrativi ma anche capitale in sanità- non ci sia stata la volontà di cercare una soluzione che non tanto possa accontentare le parti in causa, ma meglio tutelare i cittadini. 

E proprio la pandemia ha dimostrato, ancora una volta, che se il settore vuole risolvere le questioni pratiche e non divisive, deve farlo in autonomia trovando una sponda politica. 

Così la nascita del Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria all’interno del Ministero grazie -all’attenzione dimostrata dall’On. Pierpaolo Sileri- che ha permesso di stilare, e vederlo riconosciuto, un protocollo che permettesse agli studi di riprendere a pieno regime ed in sicurezza, l’attività clinica. 

Sul fronte Ministri della Salute, se per l’On Giulia Grillo (medico) credo si possa assegnare un non classificato, buono è il giudizio al Ministro Speranza (politico) catapultato a gestire una pandemia sconosciuta. Almeno stando agli attestati di riconoscenza tributati dalle principali Federazioni degli ordini sanitari.  

Per quanto può valere, ho avuto modo di incontrare il Ministro Speranza alcune volte ad eventi e in una occasione di porgli qualche domanda. L’impressione è sempre stata quella di una persona preparata e disposta ad ascoltare. Poi, certo, ci sono anche le criticità come ad esempio la questione dell’obbligo vaccinale per i sanitari, però in questo caso dettate prima da una emergenza ed una troppa burocratizzazione della gestione e poi da una radicalizzazione più sul principio che l’obiettivo, anche per colpa di alcune scelte delle stesse Federazioni degli ordini dei sanitari. 

Per il settore odontoiatrico, come già citato, certamente un ruolo più centrale è stato quello del prima Viceministro e poi Sottosegretario Pierpaolo Sileri (medico e professore universitario) l’ennesima conferma di come sulle questioni prettamente “pratiche” che interessano settori specifici come quello dentale, con un politico “sensibile” al Governo si riescono a fare cose. Stesso discorso vale per l’On. Rossana Boldi (odontoiatra) che ha nuovamente dimostrato l’importanza di avere un politico capace che conosce il settore all’interno del Parlamento. Ad entrambi il mio personale ringraziamento per la disponibilità sempre dimostrata a risponderci, commentare ed aiutarci a capire. 

Non essendoci stato molto di odontoiatrico nell’agenda politica, con la fine “anticipata” della legislatura non rimane molto di impostato non risolto. Forse solo la questione dell’odontoiatria pubblica e del diploma di specialità per accedere ai concorsi pubblici.Il lavoro fatto dal Tavolo Tecnico per definire i nuovi Lea ed un progetto di Odontoiatria sociale ovviamente rimane, come rimane in carica lo stesso Tavolo Tecnico che potrà quindi rapportarsi fin da subito con il nuovo Ministro. 

Non è invece una buona notizia per il settore odontoiatrico, ma neppure per la Sanità in generale, la decisione di accorpare la Commissione Igiene Sanità al Senato con quella degli affari sociali, lavoro e previdenza sociale. Già con una Commissione dedicata la discussione dei vari provvedimenti procedeva a rilento, figuriamoci ora che quadruplicheranno i provvedimenti da esaminare rimanendo invariato il numero dei componenti e le giornate di lavoro.  Il problema del nostro Parlamento non è di "esuberi" ma di qualità e competenza.

Come sarà la nuova legislatura lo capiremo dopo il 25 settembre o ancora meglio il 13 ottobre quando si insedieranno le Camere, ma soprattutto quando si riuscirà a formare un nuovo Governo.  

Intanto godiamoci questa novità della campagna elettorale estiva, che forse non è neppure male considerando che durante le vacanze l’accesso alle notizie con le dichiarazioni dei politici è meno frequente.  

Tornare a leggere di dossier segreti, di un milione di promesse (sono tornate anche quelle per le dentiere per gli anziani bisognosi) molto spesso irrealizzabili e non solo per un Paese come il nostro che ha un debito pubblico mostruoso, mi fa partire con più tranquillità, sapendo che non mi perderò assolutamente nulla e che come al solito tutti ci racconteranno cosa credono vogliamo sentirci dire ma nessuno ci spiegherà come potrà realizzare concretamente quelle promesse

In attesa dell’ennesimo vento di novità, non rimane che partire per le vacanze canticchiando uno dei motivetti estivi più popolari: “E allora si, propaganda, la risposta ad ogni nostra domanda”. 

Buone vacanze, tornerò a stolkerizzare le vostre domeniche a Settembre.


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