La vera dimensione dei dati non la percepiamo dai numeri indicati ma dai grafici che offrono visivamente la portata di quanto “contato”.E questo lo comprendi soprattutto quando i dati confermano questioni ampiamente assodate di cui non dovresti stupirti: come che al Nord si guadagna più che al Sud.
Così, nonostante non serva un esperto di statistica per confermarci che i dentisti del Nord guadagnano più di quelli del Sud, quel grafico pubblicato su Odontoiatria33 con i dati dei redditi dichiarati dai dentisti suddivisi per area geografica, mi ha ugualmente colpito. Vedere graficamente il divario visualizzato in colonne, è diverso che leggere dei numeri, così come guardando quel grafico colpisce, anche, “la differenza di altezza” tra il reddito dei dentisti maschi e quello delle dentiste donne residenti nella stessa regione, ma su questo mi riprometto di fare prossimamente un’analisi più approfondita.
Tornando alla disparità di reddito tra aree geografiche, ricordo i dati riportati nel grafico riferiti a quelli diffusi dall’Annuario ENPAM 2021 sui redditi dichiarati dai dentisti, per intenderci quanto comunicate al vostro Ente di previdenza e sul quale pagate poi i contributi previdenziali. Stando ai dati pubblicati i dentisti uomini iscritti al solo Albo degli odontoiatri, in media, hanno denunciato un reddito di 70.132 euro contro i 40.242 euro denunciati dai colleghi residenti al Sud ed i 48.687 dei residenti in Centro Italia. Stiamo parlando di reddito, non di fatturato (che secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate si aggira in media, in Italia, introno ai 150mila euro). La disparità credo dipenda principalmente da tre fattori: le tariffe applicate, il numero di pazienti curati e la tipologia di cura erogata.
Che le tariffe dei dentisti al Nord fossero differenti da quelle proposte al Sud lo avevamo già rilevato anche in un recente nostro sondaggio fatto in collaborazione con Altroconsumo. In media in Sicilia le tariffe praticate sarebbero del 30-40% in meno di quelle di uno studio in una grossa città del Nord Italia.
Non è mia intenzione aprire un dibattito sui prezzi dei dentisti e sulle disparità regionali. A Punta Pellaro (Reggio Calabria) un trilocale con un bel terrazzo dove si può fare colazione all’aperto 300 giorni all’anno godendo della vista del mare costa meno della metà di uno strettissimo garage in un anonimo condominio nella seconda cintura di Milano.
Le considerazioni che vorrei fare sono altre.
Mentre scrivevo l’articolo sui dati ENPAM e cercavo dei riscontri Google, come spesso capita, mi ha proposto pubblicità di dentisti croati. Clicco sulla pubblicità per conoscere le tariffe: 400 euro una corona in zirconia-ceramica e 650 euro un impianto. Vado a riprende i dati del sondaggio sulle tariffe praticate dai dentisti italiani e leggo per l’impianto, tariffa minima rilavata 600 euro quella media 950; per la corona, minima 350 euro, media 570 euro. So che per i dentisti, come per i professionisti in genere, parlare di guadagno e ancora di più di tariffe è ancora un tabù, ma gli studi come sapete meglio di me sono oggi delle vere e proprie imprese che sopravvivono se fatturano, quindi se curano le persone.Ma sappiamo altrettanto bene che per una certa fascia di popolazione il costo della prestazione fa la differenza se curarsi o meno, ed è per questo che alcuni di loro si rivolgono all’estero. Come ci aveva spiegato Altroconsumo che più volte ha approfondito con inchieste il fenomeno del turismo odontoiatrico (LINK), per molti di loro, spesso residenti al Nord, la Croazia è l’unica alternativa allo stare senza denti. Poi noi sappiamo che non è così, basterebbe chiedere più preventivi, ma loro a quanto pare non lo sanno perché attratti dalla pubblicità su Internet.
Ma allora, per evitare che gli italiani si rivolgano all’estero con i rischi che i sindacati odontoiatrici da sempre denunciano, sarebbe uno scandalo promuovere un turismo odontoiatrico verso il Sud Italia come alternativa ai paesi dell’Est Europa?
I dentisti parlano italiano, sono certamente dentisti perché iscritti all’Albo, garantiscono quella qualità e competenza che hanno fatto dell’odontoiatria italiana un’eccellenza nel mondo, parte di quanto pagato si può detrarre dalle tasse, vengono offerte tutte le tutele legali che servono.
E poi qualsiasi cittadina della Sicilia, Calabria e Puglia non sarà meglio di Zagabria, Rieka, Tirana o degli altri paesi che delle cure odontoiatriche agli stranieri ne hanno fatto una industria?
Anni fa avevo letto di studi del Sud che si promuovevano all’estero ma non ho più trovato i contatti, avrei chiesto come era andata. Quando chiamo amici dentisti pugliesi, calabresi o siciliani per salutarli prima della pausa estiva mi dicono che loro ad agosto lavorano perché molti emigrati tornando a trovare i parenti ne approfittano per farsi visitare o curare.
Ma allora, visto che sono sicuro che questo già avviene, perché non fare concorrenza mediatica ai dentisti albanesi, croati, ungheresi e promuovere i vantaggi di andare a farsi curare i denti al Sud Italia invece che all’estero?
Potrebbe essere una opportunità o invece è una mancanza di rispetto verso il meridione ed i professionisti che ci lavorano, comunque a quelle tariffe?
Mente ci pensiamo, vogliate gradire i miei più sinceri Auguri di Buone Feste, visto che questo è l’ultimo DiDomenica prima della pausa Natalizia. Tornerò a importunare le vostre Domeniche il prossimo anno, e come sempre grazie per l’attenzione che avete riservato ai miei pensierini domenicali.
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