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19 Febbraio 2023

ASO ed i primi 5 anni da professione regolamentata

di Norberto Maccagno


Era il 9 febbraio 2018 quando veniva approvato il DPCM che istituisce la figura professionale di Assistente di Studio Odontoiatrico, che diventa operativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2018. In realtà, dopo il periodo di transizione ed alcune proroghe quanto previsto dal DPCM diventa pienamente operativo il 21 aprile 2022. Da quel giorno, per essere assunti come ASO si deve avere conseguito l’attestato di qualifica dopo aver frequentato un corso accreditato dalla Regione e superato un esame, oppure poter dimostrare di aver lavorato come ASO per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni dal 2018, e questo dopo un nuovo DPCM che ha corretto alcune criticità emerse del precedente del 2018. A questo link tutte le informazioni. 

Ma dopo 5 anni, serve ancora avere informazioni oppure tutto è stato chiarito e metabolizzato? Dal mio punto di vista, visto che Odontoiatria33 sul tema ha dato informazioni, anticipazioni ed approfondimenti, molto è stato chiarito e credo anche metabolizzato. Rimane qualche dubbio come sulle 10 ore di formazione annuale (ne parleremo con un articolo ad hoc nei prossimi giorni), ma in sostanza tutto è, quasi, chiaro e definito. 

Il quasi deriva dal fatto che ancora oggi riceviamo alcune mail che ci sottopongono casi personali con situazioni particolari e chiedono consigli. Quesiti legittimi a cui rispondiamo a tutti molto volentieri, grazie all’aiuto di Andrea Tuzio, consulente OMCeO Roma e direttore della scuola Alter Formazione, del SIASO e di IDEA. 

Poi, certo tutto deve essere applicato correttamente e per qualche datore di lavoro ancora metabolizzato. 

Volendo trovare qualche criticità, personalmente avrei cercato di agevolare gli ASO esonerati dal conseguire l’attestato ma che avrebbero voluto ottenerlo. Un “pezzo di carta” che negli anni potrebbe risultare utile per chi ha una prospettiva di lavoro di ancora qualche decennio, magari anche solo per andare a lavorare all’estero. Ma per conseguirlo devono frequentare il corso completo. Permettere a questi lavoratori di dare l’esame anche senza frequentare il corso o stabilendo un percorso formativo molto ridotto per sostenere l’esame, credo sarebbe stato una cosa utile. 

La qualificazione dell’ASO attraverso un profilo specifico ed esclusivo e la necessità di conseguire un attestato dopo un percorso formativo ha indubbiamente professionalizzato il lavoro dell’ASO ma ha anche fatto acquisire maggiore senso di appartenenza, se non fosse letto negativamente direi una maggiore forza contrattuale. L’assistente alla poltrona era un lavoratore che arrivava da percorsi vari ed imparava “in studio” la professione, e magari dopo un po’ decideva che non era la sua strada ed andava a fare altro. Ora sono lavoratori che prima decidono di fare una determinata professione, studiano, sostengono un esame, poi esercitano ma soprattutto hanno una formazione di base comune. Certo poi potrà capitare che cambino idea ma la scelta di fare l’ASO non è dettata da un “vediamo intanto vado a provare”, è conseguente ad una decisione che ha comportato il seguire un percorso formativo ed anche un impegno economico. 

questa motivazione l’ho percepita parlando con le future ASO che ho avuto modo di incontrare in questi anni. 

Una scelta che aiuterà, credo e spero, a preparare gli ASO al lavoro che dovranno svolgere, che è un lavoro fatto di passione, un lavoro estremamente difficile non tanto o solo dal punto di vista professionale ma da quello umano. Non mi viene in mente un’altra professione che ti fa lavorare per oltre 8 ore a contatto “millimetrico” con il tuo datore di lavoro. E questo implica un rispetto da entrambe le parti, lo stesso che doveva esserci prima del profilo ma che dovrà esserci ancora più oggi. 

Ma lo scopo di questo DiDomenica non era altro che celebrare questo anniversario importante non solo per gli ASO ma per tutto il settore che dal 20 aprile 2022 può con orgoglio rivendicare che, tutte le figure che compongono il Team odontoiatrico e si prendono cura del paziente nel rispetto delle proprie mansioni esclusive, sono qualificate per farlo.   


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