A memoria direi che i primi a “smascherare” i finti dentisti in televisione sono stati Max Laudadio e Valerio Staffelli, poi altri hanno seguito questo filone e non solo su Striscia la Notizia, visto che gli abusivi sembrano non mancare. Fin da subito, del fenomeno della spettacolarizzazione del reato di abusivismo odontoiatrico mi incuriosì il fatto che alcuni cittadini preferivano denunciarlo al Gabibbio e non ai Carabinieri. Però, indubbiamente, mostrare l’abusivo in televisione ha contribuito a fare capire ai cittadini i rischi di affidarsi ad un finto dentista, sempre che già non lo sapessero.
Poi, con il passare dei servizi il mio giudizio positivo è decisamente scemato, le incursioni dei vari inviati di fatto non solo erano ovviamente sempre uguali ma viravano sempre di più verso il taglio della trasmissione: l’intrattenimento, la comicità.
Certamente non sono obiettivo nel giudizio visto il lavoro che faccio, ma non ho mai considerato Striscia un programma d’inchiesta, anche se indubbiamente molti servizi hanno denunciato e fatto emergere situazioni che giornali e programmi d’informazione non avevano seguito. Però quando a farti la morale o a denunciare un sopruso è uno con uno sturagabinetti in testa, per quella fetta di popolazione oramai disabituata a porsi delle domande e cercare le risposte, diventa difficile capire quale sia la battuta e quale la notizia.
Discorso simile, con alcuni distinguo, anche per il programma Le Iene (Italia Uno), anche qui la spettacolarizzazione prevale sulla notizia, anche se molti inviati del programma sono giornalisti ed alcuni servizi hanno fatto scuola. Come quello che aveva mostrato come un parlamentare su tre facesse uso di droga.
Odontoiatria33, per dovere di cronaca, continua a dare notizia, quando ne veniamo a conoscenza, dei servizi di Striscia la Notizia e Le Iene che si occupano del settore dentale: finti dentisti, cattiva odontoiatria ma anche turismo odontoiatrico.
Le scorse settimane ci siamo però persi quello de Le Iene andato in onda il 4 aprile. Ringrazio un lettore che ci ha scritto chiedendoci come mai non ne avessimo parlato.
Colgo l’occasione per ringraziare i lettori che ci segnalano notizie, fatti, documenti. Senza il vostro aiuto non potremmo fare il nostro lavoro: grazie infinite e continuate a segnalare.
Tornando al servizio, l’inviata de Le Iene -la giornalista Alice Martinelli- scopre a Milano una pseudo dentista, grazie alla segnalazione di una paziente che dopo essersi sottoposta alle sue cure ha avuto problemi. Lei, la finta dentista, viene presentata come di origine latino-americana che riceve i suoi pazienti in casa e lo studio è allestito in uno sgabuzzino, l’armadietto delle scope lo chiama l’inviata per dare l’idea delle dimensioni, dove in pochi metri quadrati è riuscita a farci stare un riunito portatile e gli strumenti necessari. Ingegnosa la sputacchiera creata con un imbuto collegato ad un tubo che finisce in un bidoncino. Anche questa volta, come in tutti i servizi, il paziente con telecamera nascosta (questo non finto ma reale) si presenta in studio facendosi mettere le mani in bocca per una veloce detartrasi (50 euro) prima di farsi prendere un’impronta per un bite (costo 150 euro). Mentre aspetta il suo turno con altri pazienti seduto nel salotto di casa della presunta dottoressa, lei esce dallo “sgabuzzino studio” con in mano un’impronta, la mostra ad un altro uomo seduto vicino a lui sul divano, forse l’odontotecnico, e poi la infila in un sacchetto della spesa e gliela consegna.
La settimana successiva il paziente torna nello studio, ritira il bite e comincia ad usarlo.
Due settimane dopo, inviata e paziente si rivolgono ad un vero dentista, il dott. Paolo Alampi, per capire perché quello studio non poteva considerarsi a norma. Intanto Alice Martelli riesce a scoprire che la pseudo dentista prima di abusiveggiare faceva l’Aso in uno studio milanese.
Il dott. Alampi spiega le norme che devono essere rispettate a cominciare dalla dimensione dei locali, mostra come devono essere sterilizzati i ferri e poi fa una visita al paziente che nel mentre aveva portato il bite. Dopo aver ricordato che per fare un bite non basta prendere un’impronta ma si deve prima analizzare la situazione clinica, mostra ai telespettatori grazie ad una telecamera intraorale, un molare inferiore dondolante. La conseguenza del bite mal eseguito dice il vero dentista.
Ecco una chiara spiegazione di cosa può capitare se ci si rivolge a dei non professionisti. Così si che il telespettatore capisce.
Decisamente più efficace che il sermone finale che solitamente l’inviato fa al finto dentista con invito a non farlo più.
In realtà, Alice Martinelli dalla finta dentista ci ritorna ed il sermone lo fa ma prima, da brava giornalista, le fa le domande giuste: chi le ha venduto l’attrezzatura, chi le vende i farmaci, quale odontotecnico le realizza i bite? La “doctora” preferisce non rispondere, “per non mettere nei guai altre persone”.
Direi: ecco un buon servizio che ha dimostrato nella pratica cosa può capitare rivolgendosi a finti dentisti. Però, i pazienti magari già sapevano dei rischi e li accettavano.
Un conto è chi si spaccia da dentista in uno studio di un vero dentista, ma questa situazione è diversa. Vedendo la “location” credo che nessuno pensasse che quello fosse un vero studio odontoiatrico. Quindi possiamo essere anche legittimati a pensare: affari loro, riferendoci ai pazienti che ci sono andati probabilmente ben sapendo che mani si facevano mettere in bocca.
Oppure, nonostante fossero consapevoli dei rischi, ritenevano che la “doctora” fosse l’ultima spiaggia a cui potersi rivolgere per poter ottenere delle cure. Ma sappiamo bene che non è così, soprattutto a Milano, nonostante tutti i limiti del SSN in tema di odontoiatria pubblica. Alternative a quella finta dentista si possono trovare, se si vuole farlo. E mentre scrivo, mi accorgo che queste informazioni quasi mai vengono date dai grandi e seguiti media. Magari sarebbe utile farlo.
A questo link il servizio de Le Iene dal titolo: Storia della dentista che fa ballare i denti
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