Come politico ma anche come persona e paziente, il presidente Berlusconi ha incontrato più volte l’odontoiatria. A cominciare dal suo impegno per cercare di incentivare l’odontoiatria sociale
Un inusuale DiDomenica che esce di lunedì, ma la morte di Silvio Berlusconi avvenuta questa mattina al San Raffaele di Milano, credo lo giustifichi.
Come per quelli della mia generazione, con il Presidente Berlusconi ci sono cresciuto, da studente fino quasi alla soglia della pensione.
Il primo incontro, diremmo oggi virtuale, con Silvio Berlusconi è stato attraverso la televisione. Ero ancora alle superiori quando nell’Italia da bere degli anni ‘80 oltre alla Rai e Telemontecarlo, sugli schermi televisivi apparve Canale 5. Arrivo della televisione commerciale che indubbiamente ha segnato un cambiamento, in termini culturali e di costume, degli italiani. Ognuno avrà la sua convinzione se, quarant’anni dopo, questo è stato in positivo o negativo. Ma come sempre non è lo strumento a dover essere giudicato, ma come è stato utilizzato, bene in tante occasioni, meno in altre.
Poi il Berlusconi “nemico” calcisticamente parlando: nel 1986 acquistò il Milan e cominciò a stravincere.
Infine il Berlusconi politico che ha guidato il Paese per quasi 20 anni e condizionato anche i 10 anni successivi. Anche qui i giudizi si dividono.
Su tutti i giornali online, e domani su quelli cartacei, trovate autorevoli commenti e approfondimenti che ripercorrono la vita pubblica, privata e politica di Silvio Berlusconi, tutti ovviamente ed immensamente più autorevoli e competenti del mio.
Tra questi riporto un passaggio che mi ha particolarmente colpito del messaggio di cordoglio del Presidente Sergio Mattarella: “Berlusconi è stato un grande leader politico che ha segnato la storia della nostra Repubblica, incidendo su paradigmi, usi e linguaggi”.
Mi ha colpito perché da sempre sono stato attratto, ammirato, anche se magari in senso negativo guardando il dibattito politico oggi, da come Berlusconi abbia saputo utilizzare le sue doti di comunicatore per trasformare la politica da dibattito, discussione soppesando ogni singola parola, approfondimento basato sul ragionamento incentrato sui contenuti delle singole questioni, in un momento di comunicazione alla portata di tutti, in una discussione da bar. Il suo linguaggio ha certamente avvicinato la politica alle persone ma ha anche abbassato il livello del dibattito, parlare di politica o di calcio non faceva e non fa più differenza. Non più ragionare (non lui ma noi) ma portare tutto sul personale, sui io contro l’atro, facendo sempre leva sul senso di appartenenza, sui luoghi comuni invece che sui principi, sui contenuti delle singole questioni.
Ma veniamo a questo DiDomenica ed il mio ruolo di cronista del settore dentale.
In questi 35 anni il Berlusconi politico, personaggio pubblico ma anche paziente, ha incontrato molte volte il settore, volontariamente ma anche per caso.
Tra i provvedimenti introdotti dal suo primo Governo, credo per volontà dell’allora Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, l’idea dei controlli mirati verso singole categorie. Appena insediato dopo la vittoria elettorale del 1994 si aprì subito il dibattito se il Governo guidato dal presidente Berlusconi sarebbe stato in grado di contrastare l’evasione fiscale. Così Tremonti o chi per lui, per dare un segnale affermativo, pensarono di attivare controlli mirati alle singole categorie professionali. Le prime tre categorie interessate, forse la scelta fu alimentata dal luogo comune del dentista ricco ed evasore, furono gli odontoiatri, gli odontotecnici e gli amministratori di condominio. I controlli non portarono a nulla e l’idea venne abbandonata. Sempre in quel periodo il Governo Berlusconi ed il Ministro per il Welfare Maurizio Sacconi, incentivarono il ricorso ai Fondi sanitari integrativi (introdotti dal Governo Prodi) come terzo pilastro della sanità pubblica.
Un tema, quello della sostenibilità delle cure odontoiatriche, che il presiedente Berlusconi toccò ed annunciò in molte occasioni (campagne elettorali comprese), anche confrontandosi con i rappresentati del settore odontoiatrico sia in qualità di Presidente del Consiglio che come Presidente di Forza Italia.
Il tentativo più concreto fu quello di attivare un modello sostenibile per l’odontoiatria sociale. Nel 2002, Ministro della Salute Girolamo Sirchia, attivò il progetto che si proponeva di “donare” una dentiera a 800 mila anziani bisognosi su tutto il territorio italiano. Il progetto partì come sperimentale nel solo Lazio nel 2003, vennero stanziati 10 milioni di euro (2,5 arrivarono dalla Regione Lazio) e diede una protesi a 8.500 anziani. Il progetto non ebbe più un seguito. Sempre nel Governo che vide Sirchia come Ministro, vennero inserite una serie di prestazioni odontoiatriche nei LEA.
Nei successivi governi Berlusconi, si tentò di lavorare sull’odontoiatria soprattutto con il Ministro della Salute Ferruccio Fazio: l’attivazione del tavolo sull’odontoiatria ed il progetto di odontoiatria sociale in collaborazione con gli odontoiatri privati.
Un Silvio Berlusconi che anche nelle sue vicende giudiziarie e private ha incrociato il settore odontoiatrico, direi decisamente per puro caso. Con l’igienista dentale Nicole Minetti per gli aspetti giudiziari, con l’aggressione subita in piazza Duomo nel 2009 e la necessità di subire un intervento implantologico come paziente.
Un Presidente Berlusconi sempre attento all’immagine e quindi al suo sorriso come ci è stato raccontato negli anni dai dentisti che lo hanno assistito e che si sono sentiti in dovere di rendere pubblico magari non tanto gli interventi eseguiti, ma il fatto che erano “il dentista di Berlusconi”. E su questo aspetto mi sembra anche di ricordare una polemica nata tra il dentista di Berlusconi del tempo e la stampa che erroneamente, a detta dell’odontoiatra, aveva indicato la Minetti come l’igienista dentale di Berlusconi.
Tra i tanti articoli e post che ho letto questa mattina mi hanno colpito, e vi invito a trovarli, quelli che raccontano il Silvio Berlusconi persona. Tutti, anche gli avversari, lo descrivono come persona attenta, gentile, di animo buono ed estremamente generoso ma soprattutto una persona che aveva sempre voglia di conoscere, di innovare e di fare cose nuove. Ho chiamato alcuni dirigenti del settore che negli anni lo hanno conosciuto e tutti mi hanno detto la stessa cosa: ci stava ad ascoltare e si vedeva che era interessato.
Sicuramente un politico atipico per il tempo della sua discesa in campo che, e riprendo nuovamente un passaggio del messaggio del Presidente della Repubblica “ha contribuito a plasmare una nuova geografia della politica italiana”.
Come, sarà la storia a dircelo.
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