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23 Luglio 2023

I modelli futuri di esercizio dell’odontoiatria ed il fattore ‘’YOLO’’

di Norberto Maccagno


Per i nostri video incontri domenicali abbiamo incontrato il prof. Francesco Longo, ricercatore presso il CERGAS Bocconi di cui è stato anche il direttore, per parlare di politiche sanitarie, di come queste unitamente ai cambiamenti sociali stanno condizionando il modo di esercitare la professione odontoiatrica.  

Il prof. Longo, 15 anni fa (2008), partecipò al Workshop di Cernobbio organizzato da ANDI. Durante la sua relazione ipotizzò l’ingresso del capitale in odontoiatria (al tempo Vitaldent era appena sbarcata in Italia), l’offerta delle cure odontoiatriche anche da parte dai grandi poliambulatori ed il decollo dei fondi integrativi sanitari e le assicurazioni.

Commentando ora la sua relazione, possiamo dire che la previsione era corretta anche se con alcuni aggiustamenti.  

L’odontoiatria organizzata finanziata dai fondi d’investimento è oggi una realtà ma il mercato è ancora caratterizzato dai piccoli studi che, però, nel giro di 10 anni vedranno il 50% dei titolari lasciare l’attività e non si capisce se troveranno chi è disposto a rilevarli. Quella che il prof Longo chiamava “organizzazioni di gruppi di medici che offrono anche cure odontoiatriche”, ovvero i grossi gruppi sanitari che gestiscono poliambulatori medici che offrono anche cure odontoiatriche, stanno crescendo e cresceranno ancora di più con la crisi del nostro SSN.
Poi la sanità integrativa e le assicurazioni che condizionano meno del previsto il mercato odontoiatrico, ed il prof. Longo ci spiega il perché.  

La fotografia che oggi il prof. Longo fa è quella di un settore condizionato, come tutti i settori, dai processi di aggregazione che stanno interessando il mondo dei servizi, spinti da logiche di piattaforma.  

Quattro i modelli che, spiega il prof. Longo, oggi offrono servizi odontoiatrici: il singolo professionista con il proprio studio; i gruppi industriali che si occupano solo di odontoiatria (catene NdR); i grandi gruppi privati della sanità che hanno e stanno diversificato anche sull’odontoiatria; movimenti di professionisti che lavorano in rete o diventano imprenditori offrendo lavoro ad altri professionisti.  

Un settore, quello odontoiatrico, che nonostante non venga considerato dalla sanità pubblica ne viene condizionato per via delle carenze di un SSN che dà meno risposte ai cittadini che si vedono costretti a rivolgersi al privato. 2.800 euro la spesa media annua per una famiglia di 4 persone per cure e diagnostica nella sanità privata alla quale si deve aggiungere le spese per la Long Term Care. Chi potrà permettersi di allocare più risorse per le cure richieste alla sanità privata non avrà problemi, gli altri dovranno decidere tra cardiologo e dentista, dice il prof. Longo.  

Sul fronte odontoiatria pubblica, il prof. Longo, anche in quanto membro del Consiglio superiore di Sanità, ha partecipato alla stesura del documento con le proposte per un modello di assistenza odontoiatrica sostenibile realizzate dalla Gruppo di lavoro creato ad hoc.   

Sintetizzandoci i contenuti e la spesa necessaria per realizzarla (l’1% della spesa sanitaria totale) il prof. Longo ribadisce che il SSN dovrebbe almeno offrire cure odontoiatriche ai poveri ed a quelli con problemi sanitari gravi ribadendo che è solo una questione politica, di scelta delle priorità. Poi le soluzioni e di modelli da adottare ci sono, dice e ci spiega quali.  

Ipotizzando gli scenari futuri per l’odontoiatria, per il prof. Longo sono 3 i fattori che condizioneranno il mercato e verso i quali si organizzeranno i servizi odontoiatrici. Il primo è quello della segmentazione della popolazione in base alla possibilità di spesa; il secondo la tipologia di organizzazione dell’offerta (industriale, monoprofessionale, aggregazione tra professionisti o professionisti imprenditori); il terzo fattore sarà quello della tecnologia.  

Il combinato disposto di queste tre variabili –dice Longo- favorirà la nascita di tantissimi potenziali segmenti di esercizio dell’odontoiatria. Odontoiatria che sarà sempre meno unitaria e stabile e questo creerà da un lato disorientamento in quanto abituati ad un settore stabile, sempre uguale a se stesso, dall’altro renderà il settore molto più dinamico, certo con grandi differenze ma che offrirà tante opportunità per i professionisti”.  

Infine, il fattore YOLO ovvero “You Only Live Once” (si vive una volta sola), fenomeno incentivato dal Covid che, ricorda Longo, sta interessando soprattutto i giovani professionisti ed indubbiamente condizionerà, anche, l’esercizio dell’attività imprenditoriale odontoiatrica.
Per capire come dovete vedere la video intervista che trovate sotto.    




 
 

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