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05 Novembre 2023

ECM e la proroga lessicale

di Norberto Maccagno


Oltre alla ripresa delle attività della Commissione ECM dopo oltre un anno, la vera novità sul tema è stato l’annuncio del Ministro della Salute Orazio Schillaci: “non ci saranno proroghe”. Quindi, i medici e dentisti che dopo il 31 dicembre 2023 non avranno ottenuto i crediti previsti per il triennio 2020-2022, potranno essere soggetti alle sanzioni che i vari Ordini provinciali dovranno applicare come previsto dalla legge.      

In realtà, le sanzioni potranno scattare solo dal primo aprile (e qui la data è premonitrice) in quanto il Co.Ge.APS., il consorzio che gestisce la raccolta di crediti ECM per le Federazioni degli ordini sanitari, ha 90 giorni di tempo per aggiornare i crediti raccolti. Ma capisco che sia un dettaglio.  

Sull’onda della “minaccia” del Ministro, alcuni OMCeO hanno inviato delle lettere ai propri iscritti per ricordare la scadenza del 31 dicembre per raccogliere i crediti mancanti nel triennio 2020-2022. Già, perché (come Odontoiatria33 ha spiegato in questo approfondimento, si sta parlando del triennio precedente, quello in corso scade il 31 dicembre 2025.

Nelle lettere, almeno quelle che ho avuto modo di leggere, non si parla mai di sanzioni ma si cerca di “motivare” l’iscritto ad aggiornarsi ricordando che chi non raccoglierà almeno il 70% dei crediti previsti perderà la copertura assicurativa. Ma questo avverrà, salvo interventi legislativi che il Ministro esclude, dall’aprile 2026. Si veda un nostro approfondimento.

Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli, ha anche ricordato come alcune sentenze per contenzioso abbiano considerato il mancato raggiungimento del numero di crediti necessari una “aggravante”. 

Il presidente dell’OMCeO di Roma, Antonio Magi, in una intervista su QuotidianoSanità invita “tutti i colleghi a mettersi in regola con l’obbligo Ecm perché la legge è chiara. In caso contrario, gli ordini professionali saranno costretti a intervenire".  

A parte che gli Ordini sarebbero obbligati (da una legge) ad intervenire e non costretti, il presidente Magi indica anche come si comporterà l’Ordine di Roma verso gli inadempienti: “Attendiamo i nominativi dalla FNOMCeO e dal Co. Ge. APS. di coloro che risultano non in regola con l'ECM. Successivamente, li contatteremo individualmente per invitarli innanzitutto a regolarizzare la loro situazione. Ci sarà dunque una fase preventiva in cui chiederemo a tutti di aggiornarsi, seguita da un momento in cui chiameremo coloro che non si sono adeguati”.  

Questo certamente per il triennio 2020-2022, la proroga per mettersi in pari con i crediti previsti scade il 31 dicembre 2023, e poi ci saranno i 90 giorni di attesa per aggiornare gli elenchi e dal primo aprile gli elenchi saranno trasmessi agli Ordini.  

Ma gli elenchi degli inadempienti dei trienni precedenti, quelli 2014-2016 e 2017-2019, non erano già stati inviati?
Questi sono stati convocati all’Ordine, sono stati sanzionati o per dirla con le parole del Presidente Magi, gli Ordini sono intervenuti?  

Secondo i dati recentemente pubblicati dall’Associazione Formazione nella Sanità gli inadempienti per i trienni 2014-2016 e 2017-2019, sarebbero il 48,6% degli iscritti. L’Associazione cita come fonte i dati del Co.Ge.ASP. Non è stato indicato il dato disgiunto tra medici ed odontoiatri, come Odontoiatria33 l’abbiamo chiesto ma non ci hanno neppure risposto, e sarebbe anche interessante capire come hanno fatto ad avere i dati del Co.Ge.APS. visto che il presidente Roberto Monaco aveva detto che non potevano divulgarli se non agli OMCeO.

Ma mentre scrivo questo, mi ricordo che nel Decreto Milleproroghe del 2022, quello in cui è stata inserita la proroga di un anno per raccogliere i crediti del triennio formativo 2020-2022 c’era anche un passaggio sui trienni 2014-2016 e 2017-2019.

Ritrovo il testo e faccio copia incolla.  

1-ter. La certificazione dell'assolvimento dell'obbligo formativo per i trienni 2014-2016 e 2017-2019 può essere conseguita, in caso di mancato raggiungimento degli obblighi formativi nei termini previsti, attraverso crediti compensativi definiti con provvedimento della Commissione nazionale per la formazione continua”.  

Quindi, la norma di fatto inserisce in un limbo gli iscritti che non hanno raccolto i crediti necessari in quei due trienni, in attesa che la Commissione nazionale ECM indichi quali siano i crediti compensativi per mettersi in pari e come ottenerli. In attesa di questo, gli Ordini non possono certo intervenire e sanzionare chi non ha raccolto i crediti necessari, deve arrivare il provvedimento per compensare quanto non raccolto.  

Ma la Commissione nazionale ECM ha un termine per definire il provvedimento? 
Dal testo di legge non sembra

Sono certo che, con i suoi tempi, la Commissione delibererà il provvedimento, ma nel frattempo, sanati tutti.

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