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11 Febbraio 2024

Assecondare il paziente o tutelare la sua salute?

di Norberto Maccagno


Nella settimana del Festival di Sanremo, non potevamo che affrontare un argomento glamour: i grillz, i brillantini o altri “gingilli” applicati ai denti. 

Tra i più famosi il sorriso d’oro e diamanti di Madonna ma la moda nasce negli anni ’90, a ricostruire mi aiuta Google, attraverso i rapper come Lil' Kim e Missy Elliott, un decennio dopo Britney Spears per arrivare ai giorni nostri con Dua LipaRosalía e Damiano David dei Maneskin per citarne alcuni.Su Amazon se ne trovano una varietà infinita di brillantini o gingillini dalle varie forme da applicare ai denti. E non chiediamoci come mai li possano vendere visto che dubito abbiano la marcatura CEE come vorrebbe la direttiva sui dispositivi medici per tutto ciò che finisce in bocca e soprassediamo pure su chi li “appiccica” e come.  

Quindi attenzione alla normativa se un paziente vi chiede di imitare Madonna o Damiano. 

Il tema dei grillz è tornato d’attualità nelle settimane scorse per la notizia del “sorriso metallico” di Kanye West, famoso rapper americano che in un post su Instagram ha sfoggiato una protesi in titanio che ricopre o sostituisce tutti i denti, il dibattito è aperto (nella foto di copertina la protesi sul modello). A fare notizia, come sottolinea nel come sempre “intelligente” editoriale su Dental Cadoms il prof. Giovanni Lodi, però è stato il costo: 850 mila dollari. 

Leggendo di questa scelta estetica mi sono chiesto se veramente Kanye West si è fatto togliere tutti i denti sani per mettere questi due blocchi di titanio e se si, come fa a masticare? Sembrerebbe, e lo spero per lui, una trovata promozionale per il suo nuovo disco, sarebbe una protesi da applicare sui suoi denti, ma c’è anche chi sostiene che, invece, ha veramente sostituito i suoi denti. Fatti suoi in entrambi i casi. 

Come spesso capita (spessissimo) quando non so qualche cosa, quando voglio capirci di più o sentire un parere diverso dal mio, mi affido ad una ristretta cerchia di persone che ritengo affidabili, competenti e che sanno essere obiettivi nel ragionamento. In questo caso ho chiesto al dott. Carlo Poggio, noto protesista di fama internazionale, con cui spesso scambio impressioni e considerazioni.  

Così cominciamo a chattare via WhatsApp, rigorosamente di sera.  

Grazie ad alcuni suoi amici dentisti californiani, Carlo riesce a sapere il nome del clinico che lo ha realizzato: un tatuato e palestrato odontoiatra di Beverly Hills che sul proprio profilo Instagram si definisce “The Father of Diamond Dentistry”. A realizzare la protesi un odontotecnico di origine giapponese, laureato all’Università dentale di Osaka, direttore di un laboratorio a Los Angeles. A guardare i bellissimi lavori pubblicati sul suo profilo Instagram, decisamente un artista. 

Grazie alle informazioni raccolte da Carlo, comincio a capirne di più. I lavori del “padre dell’odontoiatria dei diamanti” non rovinerebbero i denti naturali ma li ricoprono anche se, commenta Carlo, “è possibile che la cura di questi manufatti non sia sempre ottimale, che la necessità di incorporare decorazioni vengano sacrificati gli aspetti funzionali ma anche strutturali del dispositivo protesico”. “Il rischio –sottolinea Carlo Poggio- è quello di eseguire una o più corone che a causa della necessità di inserire gli inserti preziosi, perdano di qualità essenziali”. “Ovviamente –dice- se partiamo poi da elementi senza indicazione a trattamenti protesici (denti sani) stiamo parlando di vere e proprie mutilazioni, destinate a causare un danno iatrogeno”. 

Della necessità di aiutare e come fare a mantenere sana l’igiene orale a persone che hanno fatto questa scelta estetica, ne ha scritto giovedì scorso nel suo approfondimento quindicinale la prof.ssa Gianna Maria Nardi parlando dei rischi causati da piercing inseriti su guance e lingua. 

Nel nostro chattare sul sorriso metallico di Kanye West, il tema si sposta da quello clinico a quello etico. Chiedo a Carlo: ma a fronte di 850mila dollari, anche molti meno, un dentista deve assecondare il paziente o rifiutarsi di rovinargli la salute orale? 

Paradossalmente –mi dice- il paziente che cerca un trattamento di questo tipo è del tutto consapevole che non si tratta di una terapia medica. Nella misura in cui avesse informazioni adeguate sui rischi connessi, ci troveremmo in una situazione analoga a tanta chirurgia estetica: nessuna paziente che si rivolge a un chirurgo estetico per rifare il seno pensa che questo migliorerà la propria salute”. 

Quindi, se il paziente è consapevole degli eventuali rischi, se il dentista li ha correttamente spiegati e per sua tutela ben descritti nel consenso informato che il paziente firma, può essere lecito farlo.   

Ma nel nostro chattare finiamo sul tema più generale dei trattamenti inutili o non necessari, che poi per la salute di noi pazienti, ed anche del nostro conto in banca, poco cambia. Ne parla anche il prof. Lodi nel suo editoriale citando un’inchiesta condotta dal New York Times riferita ad un aumento esponenziale di interventi di frenulectomia linguale (inutili) tra i neonati statunitensi.

La realtà –mi dice Carlo Poggio- è che molto più spesso il vero problema etico in ambito odontoiatrico nasce nelle situazioni in cui un trattamento viene proposto come terapia necessaria a fini medici o funzionali ed è gradita al paziente in quanto anche estetica. Questa a mio avviso è la reale problematica etica: il consigliare trattamenti non necessari dandoli per utili. Molto spesso l’alibi funzionale di tanti trattamenti estetici sono fantomatiche esigenze occlusali”. 

Un modo di intendere la missione di curare le persone non certo incoraggiante visto da noi pazienti che, ricordatevelo, ci fidiamo ciecamente del medico a cui ci rivolgiamo, soprattutto quando veniamo per un consulto, per una visita di controllo e non perchè abbiamo un problema.
Ci aspettiamo, anzi ne siamo certi, che le indicazioni che ci date siano per il nostro bene, solo per il nostro bene. E se anche non fanno male ma sono inutili e ci fanno spendere, non è un bene.

Voi come la vedete, assecondereste il paziente nelle sue bizzarre richieste estetiche anche se consapevole dei danni che comporta alla sua salute orale? Aspetto i commenti sulla nostra pagina Facebook.  

Foto Credit: profilo Instagram Naoki Hayashi

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