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22 Giugno 2012

Contenzioso in endodonzia: un esempio dalla cronaca

L'intervista: consigli di gestione

di Cosma Capobianco


BradyBrady

Sul rischio di contenzioso in endodonzia abbiamo rivolto qualche domanda a Marco Brady Bucci, neo-presidente della Società Italiana di Odontoiatria legale e Assicurativa (SIOLA).

Dr Bucci, ci dia un'idea sintetica della situazione...
Le statistiche dicono che la branca endodontica è interessata in una percentuale tra il 10 e il 25% dei casi di contenzioso. Aggiungo che l'endodonzia è una branca nella quale sicuramente vale l'obbligo di mezzi e non di risultati;  il mancato superamento di una curva in prossimità dell'apice non può di per sé essere considerato indice di colpa professionale.

E spesso c'è di mezzo anche una protesi...
Certo, spesso i denti trattati sono pilastri di ponte  e l'insuccesso endodontico  compromette  la durata dell'intero manufatto. Sin tanto che la radiotrasparenza apicale non si accompagna a sintomatologia clinica, l'insuccesso è mascherato; se l'esordio è, al contrario, un episodio ascessuale o l'esame radiografico viene eseguito da un nuovo curante, magari a breve distanza di  tempo dalle terapie endodontico-protesiche eseguite e svela la realtà nascosta, il contenzioso  è alle porte.

Qualche consiglio  per limitare i rischi?
Una delle chiavi del successo in endodonzia è la disinfezione del canale con abbondanti irrigazioni, cosa che difficilmente può prescindere dall'uso della diga di gomma. Quando iniziai a lavorare nel 1986, le statistiche dei fornitori stimavano che  l'utilizzo fosse limitato al 10-15% dei dentisti. A distanza di 25 anni quelle statistiche sono identiche.  Sarebbe  il caso di iniziare a comprendere che la diga deve essere ritenuta indispensabile per considerare un trattamento "eseguito a regola d'arte",

Le è capitato qualche caso simile?
Sì, mi è capitato quello di un giovane che, trovandosi in altra città, si reca da un nuovo curante a causa della comparsa di un ascesso su un elemento  da poco tempo sottoposto a terapia canalare. Anche al padre viene allora il sospetto che quel fastidio nei pressi dell'ala del naso a destra  e a livello di un premolare possano dipendere da terapie odontoiatriche mal condotte. Le radiografie eseguite svelano così la radio trasparenza sul canino superiore destro, sul sesto superiore omolaterale e sul premolare contro laterale.
Il suo caso e quello del figlio sostengono l'opinione del consulente di parte, che attribuisce al curante una condotta "imperita" nell'espletamento delle terapie endodontiche. Il curante soccombe di fronte al reiterarsi dell'insuccesso in tutti gli elementi da lui trattati.

Leggi anche:
- Gli impianti corti: da eresia a dogma?

 
 

GdO 2012;2:10-11

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