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12 Dicembre 2014

La risoluzione delle complessità nei ritrattamenti endodontici

di Anna Maria Melica


Il quinto modulo del secondo corso FAD (Dental Cadmos 10/2014) prende in esame un particolare aspetto dell'endodonzia ovvero i vari problemi legati al ritrattamento.

Numerose ricerche dimostrano che la prevalenza e l'incidenza dei ritrattamenti endodontici sono in aumento. Poiché l'obiettivo primario dell'odontostomatologo è quello di salvare gli elementi dentali e non quello di sostituirli con impianti osteointegrati, è necessario conoscere le evidenze clinico-scientifiche delle procedure idonee a conseguire questo scopo.

Dopo aver descritto le principali cause di fallimento delle terapie endodontiche e aver determinato un percorso diagnostico, gli Autori tracciano un quadro prognostico dipendente dal grado di evoluzione delle patologie e suggeriscono, con l'aiuto della descrizione di numerosi casi, le strategie cliniche idonee a ottenere il risultato atteso.

La percentuale di successo dei ritrattamenti endodontici è assai variabile, oscillando tra il 60 e l'85% dei casi trattati. Questo successo è fortemente dipendente da due variabili determinanti: lo stato pre-operatorio dei tessuti periapicali e il tipo di trattamento che è stato eseguito in precedenza.

La procedura di ri-trattamento deve essere sempre preceduta da una accurata disamina del caso, condizioni anatomicamente sfavorevoli e lesioni osse periapicali sono elementi prognosticamente sfavorevoli che debbono essere presi in grande considerazione; tuttavia, in tutte le altre situazioni cliniche i successi possono raggiungere percentuali elevate utili a garantire una sopravvivenza degli elementi dentali per lungo tempo.

La diagnosi delle patologie periapicali non è sempre semplice poiché molte di esse sono silenti e poco evidenti da un punto di vista radiografico. In alcuni casi l'identificazione sintomatologica e radiologica risulta complessa, poiché gli esami tradizionali non sono in grado di superare alcuni ostacoli anatomici.

Molto utile in fase diagnostica è la Cone Beam CT (Tomografia Computerizzata con raggi a fascio conico) che fornisce un quadro tridimensionale dell'elemento dentale.
La terapia delle patologie peripicali in denti affetti da una patologia post-trattamento endodontico non è semplice da un punto di vista tecnico ed è fortemente dipendente dal grado di contaminazione batterica dell'endodonto. Inoltre la presenza di trattamenti endodontici precedenti che abbiano in qualche misura determinato delle variazioni importanti nell'anatomia del dente compromette il successo a lungo termine, come anche l'impossibilità di giungere a determinate componenti dell'endodonto per impedimenti protesici come perni o viti endocanalari.

Tutti questi elementi concorrono a formulare una prognosi sul ritrattamento che, se considerata inferiore al 60%, deve far riflettere sulla tipologia di intervento da adottare, la chirurgia endodontica o l'avulsione sono le due scelte alternative

Anche se le procedure diagnostiche e terapeutiche per condurre un esame approfondito su un elemento dentale già trattato affetto da una patologia post-trattamento sono assai complesse, una diagnosi precisa consente non soltanto di formulare un piano di trattamento preciso, ma soprattutto di delineare un quadro prognostico attendibile.


A cura di: Anna Maria Melica Consulente Scientifico Dental Cadmos

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