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30 Aprile 2007

Cura farmacologica contro il bruxismo

di Debora Bellinzani


I più recenti studi riguardanti il bruxismo notturno dimostrano che il processo fisiologico che dà origine al disturbo nasce da un microrisveglio più intenso del normale, ossia da una brevissima attivazione del sistema nervoso simpatico. L’attivazione del sistema nervoso simpatico che si verifica durante il microrisveglio fa sì che i muscoli elevatori (temporale, massetere e pterigoideo mediale) e i muscoli abbassatori (miloioideo, genioioideo e digastrico) si attivino contemporaneamente, dando luogo a una contrazione, cosa che nella masticazione non avviene mai.
Scoprire quali sono esattamente le caratteristiche fisiologiche del bruxismo notturno è molto importante perché può aprire la strada a trattamenti finora impensati.
“Oggi, con le conoscenze di cui disponiamo - afferma Gilles Lavigne, responsabile del Laboratorio di neurofisiologia clinica e docente presso la Facoltà di odontoiatria dell’Università di Montréal, in Canada - abbiamo potuto condurre studi farmacologici su sostanze capaci di prevenire la sovreccitazione del sistema nervoso simpatico. La clonidina, per esempio, è una sostanza che agisce sul sistema cardiaco favorendo l’attività del sistema nervoso parasimpatico rispetto a quello simpatico e diminuisce l’intensità dei microrisvegli: con essa si ottiene una riduzione del 60 per cento del bruxismo notturno in soggetti predisposti.”
Proseguendo con le indagini su questa strada si potranno forse trovare altre sostanze che diano risultati migliori e siano in grado di evitare gli effetti collaterali negativi della clonidina, la quale induce una ipotensione prolungata la mattina successiva all’assunzione.

Arch Oral Biol 2007; 52(4):381-4 “Genesis of sleep bruxism: motor and autonomic-cardiac interactions”

 
 

GdO 2007; 7

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