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30 Giugno 2009

Consigli per gli ortodontisti... dalla farmacologia

di Debora Bellinzani


Oggi è noto che i bifosfonati inibiscono fortemente il movimento ortodontico, ma poco si conosce su eventuali effetti simili prodotti da altre sostanze: esistono anche altri farmaci che possono interferire con il lavoro dell’ortodontista?
Anche se sono ancora pochi gli studi scientifici in proposito, la risposta è sì. La letteratura oggi disponibile, raccolta da una revisione sistematica pubblicata di recente dall’American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics, indica chiaramente non solo che vi sono farmaci che inibiscono il movimento ortodontico fino a bloccarlo totalmente, ma anche che esistono medicinali e integratori alimentari che lo possono favorire interferendo in modo importante con i trattamenti ortodontici.
“Fino agli anni Novanta l’interazione tra i farmaci e il movimento ortodontico non era considerato un argomento di studio; fino ad allora, infatti, si incontrano in letteratura solo le presentazioni di alcuni casi clinici isolati i quali, comunque, hanno il merito di avere sollevato l’interesse riguardo a questo tema” racconta Theodosia Bartzela, docente presso il dipartimento di ortodonzia e biologia orale presso il Radboud University Nijmegen Medical Centre di Nijmegen, in Olanda. “Un esempio conosciuto descritto in letteratura è il caso di una paziente in menopausa la cui terapia a base di estrogeni, prescritta per combattere l’osteoporosi, ha rallentato il movimento ortodontico previsto dall’ortodontista che l’aveva in cura, mentre un altro caso, riguardante una paziente affetta da tumore, ha testimoniato il completo arresto del movimento ortodontico in seguito all’inizio di una terapia con iniezioni di acido zeledronico, un bifosfonato capace di inibire il riassorbimento osteoclastico e quindi prescritto in questo caso per fermare le metastasi ossee.”
Il pregio della revisione, però, è quello di non avere limitato l’indagine a farmaci che agiscono più o meno direttamente sui tessuti ossei, ma di averla estesa a medicinali più comuni come analgesici e antinfiammatori, che spesso sono utilizzati dai pazienti in modo continuativo anche senza prescrizione medica.
“Bisogna premettere che, anche se la maggior parte dei 49 studi entrati a far parte della revisione sono stati condotti su animali, riteniamo che il loro rigore e la somma dei risultati consentono di trarre comunque alcune conclusioni estendibili all’uomo” precisa la docente.
“Da questi risultati si può concludere che i corticosteroidi, l’ormone paratiroideo, la tiroxina e gli eicosanoidi favoriscono il movimento ortodontico, mentre gli estrogeni lo riducono. Risulta inoltre che i farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) hanno il potere di diminuire il movimento ortodontico, mentre alcuni antinfiammatori e analgesici di altra classe, come il paracetamolo, hanno dimostrato di non interferire in alcun modo con esso. Anche gli integratori della dieta possono avere effetti sul movimento previsto dall’ortodontista: la vitamina D3, per esempio, ha dimostrato di stimolare il movimento ortodontico, mentre il calcio ne provoca una riduzione.”
Per quanto siano indispensabili accurati approfondimenti prima di stilare linee guida valide per la pratica dell’ortodontista, i ricercatori hanno comunque tratto alcune conclusioni dai risultati della revisione. “Poiché il numero dei pazienti che utilizzano farmaci regolarmente, anche non prescritti da un medico, è in continua crescita, ne consegue che anche gli ortodontisti sono sempre più spesso alle prese con questa categoria di persone. Solo che a volte non lo sanno: è bene pertanto chiedere sempre al paziente se stia assumendo farmaci e quali, soprattutto se si ha l’impressione che il trattamento non raggiunga i risultati previsti nei tempi preventivati. Inoltre, anche se le indicazioni utilizzabili nella pratica sono ancora poche, riteniamo possa essere una buon consiglio quello di utilizzare paracetamolo come analgesico, dal momento che non ha mostrato alcuna interazione con il movimento ortodontico.”

“Medication effects on the rate of orthodontic tooth movement: A systematic literature review”
Am J Orthod Dentofacial Orthop 2009;135(2):139-40.

GdO 2009; 9

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