HOME - Farmacologia
 
 
18 Luglio 2018

Nuovi anticoagulanti orali

Rischio di sanguinamento dopo interventi di chirurgia orale

di Caterina Bensi


Caterina BensiCaterina Bensi

Il warfarin e gli altri derivati cumarinici sono stati per oltre sessant’anni l’unica terapia anticoagulante assunta per via orale disponibile. Le limitazioni connesse con questo tipo di terapia sono diverse e sono rappresentate, per esempio, dalle interazioni multiple con farmaci e cibi, dallo stretto intervallo terapeutico, dalla necessità di un attento monitoraggio.

Per tali motivi, da circa 20-30 anni sono stati introdotti dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) al fine di incrementare l’aderenza a questo tipo di terapia, minimizzando il discomfort per il paziente.





Questi farmaci possono essere divisi in due classi:

  • inibitori diretti del fattore Xa (rivaroxaban, apixaban ed edoxaban);
  • inibitori diretti della trombina (dabigatran).

La somministrazione di uno di essi dipende dalla patologia per la quale è richiesto il trattamento e dalla funzionalità epatica e renale del paziente.

Le limitazioni attuali di questo tipo di terapia anticoagulante sono principalmente legati ai maggiori costi rispetto alle terapie tradizionali e all’assenza di antidoti. Infatti, soltanto il dabigatran possiede un farmaco (idarucizumab) in grado di contrastarne l’effetto; l’uso di quest’ultimo è però, ad oggi, consentito soltanto a livello ospedaliero.

Inoltre, la gestione di questi farmaci durante gli interventi di chirurgia orale non è ancora stata ben chiarita.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi

In una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sull’International Journal of Oral and Maxillofacial Surgery di giugno 2018 è stato analizzato il rischio post-operatorio di questi farmaci in seguito a interventi di chirurgia orale.

Gli autori hanno studiato l’incremento del tasso di sanguinamento, focalizzandosi sul rischio legato a ciascun farmaco e comparando i nuovi anticoagulanti orali con i più vecchi derivati cumarinici.

Sono stati inclusi nel lavoro tutti gli studi osservazionali caso-controllo che descrivevano il rischio di sanguinamento post-operatorio in pazienti sotto terapia con NAO e sottoposti a procedure di chirurgia orale, ponendo come criteri di esclusione fattori legati alla tipologia dello studio (lettere all’editor, revisioni e libri) e al distretto chirurgico trattato (includendo unicamente quello orale).

La revisione sistematica è stata svolta in accordo con il protocollo PRISMA utilizzando i database PubMed, Scopus, Web of Science e Cochrane Library; l’analisi statistica è stata condotta utilizzando il software Prometa3 (IDoStatistics, 2016).

Risultati

La ricerca iniziale ha prodotto 1835 risultati dopo esclusione dei duplicati. Dopo l’ultimo stadio di screening, 13 articoli sono stati inclusi nella revisione, mentre 6 sono entrati nell’analisi quantitativa. Il rivaroxaban era il NAO più frequentemente utilizzato (62,6%), seguito dal dabigatran (26,1%) e dall’apixaban (11,3%); non erano presenti studi con dati riguardanti l’edoxaban.

Sei lavori (46,1%) non apportavano modifiche al trattamento anticoagulante abituale durante le fasi della chirurgia, mentre sette studi lo modificavano in base alle caratteristiche del paziente, al tipo di procedura e alla tipologia di anticoagulante (53,9%). Sono stati eseguiti 796 interventi di chirurgia orale di cui il più frequente era rappresentato da estrazioni dentarie singole o multiple (71,4%), seguito dal posizionamento di impianti (18,8%), da scaling e root planing (3,3%), biopsie dei tessuti molli (2,2%), interventi rigenerativi (1,4%), esposizione di impianti (1%) e altri interventi come alveoloplastica, gengivoplastica, gengivectomia, enucleazione di cisti, drenaggio di ascessi (2%).

Sono stati riportati 69 eventi di sanguinamento post-operatorio presentatisi tra le 2 ore e i 9 giorni dalla procedura chirurgica. Dall’analisi statistica è emerso un rischio del 3,04 (95%, CI = 1,31-7,04) di sanguinamento post-operatorio dei pazienti in terapia con NAO, rispetto alla popolazione sana. Nello specifico, il rischio di sanguinamento nei pazienti in terapia con rivaroxaban è del 4,13 (95%, CI = 1,25-13,69), mentre dell’1,00 (95%, CI = 0,21-4,82) nei pazienti che assumono dabigatran. Il rischio di sanguinamento dei NAO, quando comparato con i derivati cumarinici, è dello 0,82 (95%, CI = 0,30-2,25).

Conclusioni

Dai dati presentati in questo lavoro si evince che il rischio di sanguinamento post-operatorio a seguito di interventi di chirurgia orale è maggiore nei pazienti che assumono NAO, con una differenza statisticamente significativa. In particolare, questo rischio è ulteriormente aumentato in coloro che assumono rivaroxaban, mentre è minore nei pazienti sotto terapia con dabigatran.

Questi risultati sono però soggetti a limitazioni legate all’impossibilità di standardizzare la tipologia di procedura chirurgica, dall’utilizzo di differenti protocolli di assunzione/sospensione dei NAO nei vari studi e dal numero limitato di lavori disponibili per l’analisi statistica. 

Implicazioni cliniche

Entro i limiti di questo studio si può affermare che i pazienti in terapia con NAO presentano un rischio aumentato di circa 3 volte di sanguinamento post-operatorio dopo interventi di chirurgia orale e che questo rischio è ancora maggiore nei pazienti che assumono rivaroxaban. Diversamente, coloro che assumono dabigatran sono esposti a un minore rischio emorragico.

In generale, esiste un rischio di sanguinamento simile tra i pazienti che assumono NAO e quelli in terapia con derivati cumarinici.

Per approfondire

Bensi C, Belli S, Paradiso D, Lomurno G. Postoperative bleeding risk of direct oral anticoagulants after oral surgery procedures: a systematic review and meta-analysis. Int J Oral Maxillofac Surg 2018 Jul;47(7):923-932.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

La ricerca pubblicata su Springer Natrure ha cercato di determinare se la modulazione farmacologica possa potenziare gli effetti dell’innesto osseo nella...


Una ricerca pubblicata su JADA confronta la combinazione ibuprofene‑acetaminofene rispetto a idrocodone‑acetaminofene nel controllo del dolore e nella soddisfazione post‑operatoria


Una ricerca ha studiato le alterazioni del rimodellamento osseo indotte dalle terapie sistemiche possono aumentare il rischio di fallimento implantare o migliorarne la stabilità. Fondamentale...


L’Agenzia europea per i medicinali ribadisce che il paracetamolo può essere utilizzato in gravidanza e che non vi sono nuove evidenze scientifiche


La nuova revisione collega secchezza orale, osteonecrosi e metaboliti sistemici alla xerostomia. Il dentista ha un ruolo chiave nell’individuare i meccanismi...


Obiettivi. In letteratura sono riportati differenti protocolli per sottoporre i pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) a interventi chirurgici di chirurgia orale o estrazioni dentali. Il...


Il numero di pazienti che richiedono un trattamento odontoiatrico in cura con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti è notevolmente cresciuto negli ultimi anni. I farmaci anticoagulanti...


Altri Articoli

Obiettivo: una gestione clinica più precisa e integrata offrendo un quadro strutturato e standardizzato capace di distinguere le diverse forme di alitosi e di indirizzarne il trattamento 


Esce oggi il nuovo libro EDRA di Sergio Kahn e Alexandra Tavares Dias. Un testo ricco ed estremamente utile per lo studio degli interventi chirurgici di copertura radicolare


“Siamo pronti a proseguire il percorso intrapreso, a beneficio dei nostri colleghi, medici e odontoiatri e dei loro familiari”


Una ricerca ha analizzato l’associazione tra capacità di masticare e osteoporosi nella popolazione adulta, valutando il contributo della dieta e dello stato nutrizionale   ...


Seguono due normative differenti anche in tema di reati. La sanzione per dispositivi medici scaduti scatta per il loro utilizzo e non per la detenzione


Nadia Battocletti testimonial della campagna - live a Milano fino al 19 aprile - ideata per raccontare il legame a doppio senso tra sport e salute orale


La prof.ssa Nardi invita a porre attenzione alla personalizzazione del trattamento di igiene orale domiciliare e professionale delle persone assistite che presentano lesioni del tessuto parodontale...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


USSL 8 di Vicenza cerca un odontoiatra per un incarico libero professionale, scadenza bando il 17 aprile. L’ ASST della Valle Olona cerca un igienista dentale per un contratto a tempo indeterminato


Avrebbe dovuto esprimersi il Ministero o almeno convocare un tavolo per definire sanzioni chiare e la possibilità regolarizzare la propria posizione, ma nulla sembra muoversi ...


Un progetto triennale nato grazie all’accordo tra Regione Veneto, ANDI Veneto e Confprofessioni per una formazione capillare, programmata e gratuita. Ne abbiamo parlato con...


Immagine di repertorio

Lo studio sarebbe stato gestito da un cittadino italiano ed uno ucraino privi di iscrizione all’Ordine dei medici


Una ricerca USA fotografa gli igienisti dentali considerando stress, lavoro emotivo e benessere professionale. Ecco i rischi e come si può imparare a gestire


Su DMAX il video dell’accesso del NAS in uno studio dove un odontoiatra di Bari sospeso dall’Ordine continuava a lavorare


In occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, come la ricerca scientifica può aiutare a comprendere come migliorare la cooperazione, la prevenzione e l’accesso alle cure nei bambini con...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Integrazione tra scanner facciale e tracciati mandibolari

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi