Uno studio ha messo a confronto l’efficacia delle iniezioni intramuscolari di collagene con quelle di lidocaina nel corpo muscolare dei muscoli masseteri per ridurre il dolore
Una nuova tecnica, che prevede l’iniezione intramuscolare di collagene a livello dei trigger point, sembra offrire interessanti possibilità terapeutiche nel trattamento della sindrome del dolore miofasciale, una condizione caratterizzata da dolore cronico a livello delle strutture muscolari o fasciali che può manifestarsi in qualsiasi parte del corpo, anche a livello dei muscoli masticatori.
Quella che un tempo era nota come miopatia disfunzionale rappresenta, infatti, più della metà dei casi di dolore miofasciale[1]. Alla base del disturbo vi è un’eccessiva tensione, spasmo o affaticamento dei muscoli masticatori: chi ne soffre presenta bruxismo, dolori e dolorabilità a livello della muscolatura masticatoria, talvolta irradiata in altre aree del capo e del collo. Possono essere, inoltre, presenti anomalie della mobilità della mandibola e sono in genere reperibili i trigger point locali, piccole aree dure, dolenti, la cui pressione digitale evoca dolore. La diagnosi si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo.
Il trattamento conservativo è in genere efficace e prevede l’utilizzo di:
Il dolore miofasciale è spesso sintomo di un danno muscolare di origine patologica (distrofia)[2]. In corrispondenza dei trigger point la circolazione è compromessa e l’ossigenazione del tessuto estremamente bassa; si possono dunque identificare aree di scarsa irrorazione sanguigna con conseguente ipossia, danno muscolare e rilascio di mediatori dell’infiammazione con compromissione sia del tessuto muscolare sia del tessuto connettivo.
Le sollecitazioni a carico del muscolo in presenza di sindrome del dolore miofasciale fanno sì che si registri un’alterazione della matrice extracellulare con conseguente scarsa deposizione di collagene. Quest’alterazione del turnover del collagene promuove un aumento dei fenomeni apoptotici e una riduzione delle capacità proliferative dei mioblasti con conseguente insorgenza di fenomeni distrofici.
Recentemente è stato proposto di ricorrere a iniezioni intramuscolari di collagene a livello dei muscoli interessati come una nuova opzione per il trattamento del dolore miofasciale e per favorire la rigenerazione muscolare. Tra le varie opzioni per la terapia del dolore miofasciale, una delle più utilizzate prevede l’uso di lidocaina iniettata nei trigger point. Questa procedura consente di ottenere un’analgesia della durata da circa da 30 minuti a 3 ore.
Le possibilità offerte dall’iniezione locale di collagene sono state messe alla prova dai ricercatori del Dipartimento dei disordini temporomandibolari dell’Università di Katowice, Polonia, in collaborazione con il Dipartimento di odontoiatria sperimentale dell’Università di Wroclaw, Polonia, che hanno messo a confronto l’efficacia delle iniezioni intramuscolari di collagene con quelle di lidocaina nel corpo muscolare dei muscoli masseteri nel ridurre il dolore della sindrome miofasciale[3].
Sono stati reclutati 50 pazienti di età compresa fra 18 e 80 anni con sindrome dolorosa miofasciale del massetere, diagnosticata secondo i criteri diagnostici per i disordini temporo-mandibolari, e con la presenza di trigger point. Lo studio randomizzato, controllato in singolo cieco, prevedeva che i pazienti venissero suddivisi in maniera casuale in tre bracci (Gruppo I Collagene; Gruppo II Lidocaina 2%; Gruppo III controllo, soluzione fisiologica) e aveva come outcome primario la valutazione dell’intensità del dolore a livello del massetere e come outcome secondario la variazione della contrattura muscolare all’EMG.
Dopo la randomizzazione, 15 pazienti (5 maschi e 10 femmine) sono stati assegnati al trattamento con Dental ATM Bioregulation soluzione iniettabile 2 ml somministrata i.m. nei trigger point (nello studio riportato con il nome commerciale di Collagen MD-Muscle – Guna) – Gruppo I; 13 (5 maschi e 8 femmine) sono stati assegnati al gruppo trattato con lidocaina – Gruppo II; 15 (7 maschi e 8 femmine) al gruppo placebo (soluzione fisiologica) – Gruppo III. Il protocollo dello studio prevedeva il trattamento alla prima visita e alla seconda visita (a distanza di 7 giorni dalla prima) e il follow-up finale a distanza di 7 giorni dal secondo trattamento.
L’efficacia della terapia è stata valutata in occasione del primo e del secondo follow-up (giorno 7 e giorno 14 rispetto al primo trattamento) considerando:
Sono state messe a confronto le rilevazioni effettuate al tempo 0 (prima della prima iniezione) e quelle eseguite a distanza di 7 e 14 giorni. Tutti e tre i Gruppi di pazienti hanno presentato una riduzione dell’intensità del dolore. In particolare, nel Gruppo trattato con Dental ATM la riduzione dell’intensità del dolore è stata di 4,3 punti nella scala VAS (miglioramento pari al 53,75%), contro i 2 punti (miglioramento pari al 25%) del Gruppo di pazienti trattati con lidocaina 2% e i 1,63 punti (miglioramento pari al 20,1%) del Gruppo di controllo.
Analogamente, le misurazioni elettromiografiche, effettuate con i medesimi intervalli temporali, hanno permesso di dimostrare come la riduzione più significativa si fosse verificata nei pazienti trattati con collagene (miglioramento pari al 59,2%) rispetto al Gruppo trattato con lidocaina 2% (miglioramento pari al 39,3%), e al Gruppo di controllo (miglioramento pari al 14%).
Le misurazioni elettromiografiche effettuate nel massetere controlaterale senza trigger point non hanno evidenziato alcuna variazione in occasione delle tre rilevazioni.
Gli autori giudicano il ricorso alle iniezioni intramuscolari di collagene un metodo più efficace della lidocaina 2% per il controllo del dolore miofasciale a livello del massetere, pur riconoscendo la breve durata del periodo di osservazione dello studio. La ricerca, aggiungono, si inquadra nell’ambito dei nuovi approcci al trattamento della sindrome miofasciale basati sulla rigenerazione guidata da biomateriali, come osservato in una ricerca[4] che prevedeva l’iniezione di collagene per promuovere la differenziazione e la rigenerazione del muscolo scheletrico.
La matrice extracellulare rappresenta una particolare riserva di collagene per i nuovi miociti che si formano durante il processo di rigenerazione muscolare; la sua composizione viene considerata importante affinché il processo rigenerativo si svolga in maniera corretta e per evitare un’eventuale sostituzione da parte di tessuto fibroso con formazione di tessuto cicatriziale.
È probabile – suggeriscono gli autori dello studio – che le molecole di collagene iniettate aiutino a produrre una rete extracellulare che contribuisca a mantenere i miociti in posizione corretta. Gli autori ritengono che l’effetto favorevole delle iniezioni di collagene sia riconducibile in primo luogo allo specifico meccanismo d’azione di rigenerazione del tessuto muscolare e al fatto di fornire un supplemento collagenico, oltre che alla stessa esecuzione dell’iniezione[5].
Sottolineano, infine, come siano state sufficienti due sole iniezioni per ottenere un effetto statisticamente significativo e che durante lo studio non siano stati riportati eventi avversi.
Per approfondire
Con il contributo non condizionato di Guna
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