Allo scopo di verificare le conoscenze dei dentisti sulla xerostomia e i tipi di trattamento, all'università di Dundee, in Scozia, hanno pensato di ricorrere a un sondaggio, di cui da notizia il British Dental Journal.
Sono stati scelti 200 professionisti che forniscono terapie odontoiatriche primarie presso il NHS Health Board, il servizio sanitario pubblico scozzese. Dei questionari inviati a ciascun partecipante, si sono avute 114 risposte, per la metà donne, mediamente più giovani dei loro colleghi maschi. Il 71% dei dentisti ha ricevuto una formazione in merito alla xerostomia durante il ciclo di studi universitari, ma solo il 21% ha partecipato a eventi formativi successivi alla laurea.
I risultati
La maggior parte degli interpellati ha affermato correttamente che la sindrome di Sjögren comporta un aumento del rischio di carie dentale, di candidosi orale, di ulcere orali e di carcinoma a cellule squamose.
I partecipanti hanno espresso un atteggiamento positivo riguardo all'importanza di trattare la xerostomia; i dentisti scozzesi sono consapevoli che non si tratta di semplici lamentele dei pazienti ma di una vera e propria condizione patologica che peggiora la qualità della vita e lo stato generale di salute di chi ne è affetto. Il primo passo per poter combattere la xerostomia è risalire alle cause: oltre il 70% dei dentisti ha chiesto, ai pazienti che presentavano i sintomi della bocca secca, informazioni riguardo ai farmaci assunti; molti meno si sono invece informati riguardo a diabete, occhio secco, depressione o artrite reumatoide.
Resta poco chiara la relazione tra la conoscenza del problema e l'abitudine a prendersene carico in maniera specifica ed estesa.
In genere, il trattamento della xerostomia risulta più frequente e l'argomento più approfondito in coloro che operano nell'ambito dell'odontoiatria di comunità.
Br Dent J 2011;Nov 25;211(10):110
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