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26 Febbraio 2013

Quando i bifosfonati fanno bene ai denti

Sperimentato con successo l'uso dei bifosfonati in ortodonzia: migliorano l'ancoraggio e riducono la perdita di osso

di Cosma Capobianco


zoledronatozoledronato

Una dose di bifosfonato per via topica rende massimo l'ancoraggio ortodontico e impedisce la perdita di osso durante la chiusura degli spazi dopo un'estrazione dentale. Almeno in un modello animale quindi, i bifosfonati (in questo caso si tratta di zoledronato) si prendono una piccola rivincita e dimostrano di poter svolgere un ruolo utile anche nel cavo orale, dove il loro nome è sinistramente legato a una temibile forma di osteonecrosi (nota con l'acronimo di BRONJ).

Per arrivare a questa affermazione, cinque specialisti del Baylor College of Dentistry di Dallas hanno preso due gruppi di 15 ratti: il primo ha ricevuto un'iniezione locale di semplice soluzione fisiologica, il secondo un'iniezione locale di 16 mg di zoledronato prima che a tutti venisse estratto il primo molare inferiore. Nel gruppo sperimentale circa 1/3 del bifosfonato è stato iniettato nell'alveolo. Infine, a tutti gli animali è stata applicata una molla ortodontica per chiudere lo spazio avanzando il secondo molare, misurando periodicamente il movimento mediante rx e calibri dentali. Dopo 3 settimane, i tessuti sono stati prelevati e analizzati. I risultati? nel gruppo di controllo il movimento del secondo molare era significativamente maggiore (indice di perdita di ancoraggio) così come la perdita di osso nel sito estrattivo  intorno ai secondi molari. Nel gruppo sperimentale, invece, l'osso alveolare risultava conservato e non vi erano segni di osteonecrosi. Lo zoledronato, almeno in teoria, potrebbe quindi diventare un'alternativa ai cosiddetti dispositivi di ancoraggio temporaneo, noti anche come TADs (Temporary Anchorage Devices. Lo zoledronato non è il primo farmaco studiato per modificare il movimento ortodontico: negli ultimi vent'anni si è visto che i Fans hanno effetto ritardante mentre ormoni steroidei,  tirosina e vitamina D3 hanno effetto accelerante.
La ricerca descritta, (pubblicata su Am J Orthod Dentofacial Orthop 2012;142:780-91), è di Ortega et al.

Am J Orthod Dentofacial Orthop 2012;142:780-91

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