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09 Marzo 2016

Subentro nello studio odontoiatrico e cessazione d'attività. I tre Step fondamentali


Il ritiro dall'attività professionale è sempre un momento complesso, per chi chiude e per chi eventualmente subentra.

Si tratta di una situazione nella quale possono presentarsi diverse fattispecie con diverse implicazioni giuridiche.

La prima ipotesi è quella in cui l'odontoiatra progressivamente rallenta il flusso clinico, chiude i casi in corso e decide, quindi, di cedere attrezzature e locali.

In questa ipotesi, il dentista può quotare i beni e le attrezzature, e avviare la pratica di cessione e subentro di altro professionista, che sfrutterà solo il fatto che "storicamente" in quel punto c'è un dentista. Nessuna attività di passaggio della clientela se non un corretto e onesto passaparola di aver venduto a un collega regolarmente iscritto all'Ordine, intenzionato a sviluppare la sua attività odontoiatrica in quella zona.

Diverso è il caso in cui la cessazione dell'attività avvenga attraverso una diminuzione progressiva delle ore di lavoro, per scelta o per motivi di salute.

Qui si pongono due ordini di problemi: il valore dell'attività ceduta e la responsabilità professionale.

Sul primo punto gli aspetti da chiarire sono i seguenti: con quale progressione l'attività andrà a scalare e per quali discipline esercitate, qual è l'ammontare del riscatto dell'attività auspicato e successivamente concordato

Identificato poi il o i colleghi subentranti, gli step del subentro sono:

1. Frequentazione periodica dello studio da parte del collega o dei colleghi subentranti per 3 mesi.

2. A seguito dei 3 mesi di frequentazione conferma delle intenzioni reciproche (l'attività si rivela adatta al subentrante il subentrante si rivela adatto ai pazienti)

3. Preliminare di intesa in cui si disciplinano i valori, il metodo di subentro, i rapporti con eventuali altri colleghi e collaboratori.

I commercialisti sono la figura più importante di queste situazioni: devono infatti conoscere la situazione globale dei loro clienti per consigliarli al meglio.

Da un lato infatti occorre calcolare la stima dell'attività in essere, dall'altra c'è l'aspetto della tassazione. Vanno illustrati pro e contro di ogni possibile modalità di cessazione, in modo che il professionista possa realizzare il suo progetto su misura.

Circa poi il contratto di cessione, è opportuno che lo stesso sia redatto in collaborazione con un esperto del settore sanitario per poter disciplinare con correttezza alcuni punti cardine, quali il subentro autorizzativo ed i rapporti deontologici tra odontoiatra cedente e subentrante.

In qualità di consulente aziendale esperta del settore odontoiatrico e sanitario aiuto poi il cliente a identificare il suo obiettivo e i criteri secondo i quali vuole realizzarlo, affiancandolo durante il processo di realizzazione, coordinando i diversi ruoli le diverse necessità integrandole in funzione dell'obiettivo da realizzare.

Da ultimo aspetto di assoluto rilievo, che deve trovare spazio anche nel contratto di cessione, è quello che riguarda la responsabilità sanitaria

L'odontoiatra subentrante infatti proseguendo i casi clinici aperti, accetta in modo implicito l'impostazione terapeutica adottata e risponde delle cure realizzate anche antecedentemente al subentro: l'unico modo per poter limitare la responsabilità dell'odontoiatra subentrante è la sottoscrizione da parte del cedente di una manleva con la quale si assume la responsabilità per le cure eseguite prima della data di cessione.

A cura di: Roberta Pegoraro, consulente azienda

Per approfondire leggi anche:

24 Febbraio 2016: Deciso di cambiare o lasciare la professione. Meglio pensarci per tempo e preparare un progetto di subentro o cessione

Questo argomento sarà approfondito durante l'evento che si terrà ad ASTI sabato 16 aprile 2016. Tra i relatori l'autrice di questo approfondimento, il dott. Andrea Testoni (dottore commercialista revisore contabile) e l'Avv. Silvia Stefanelli (esperta in diritto sanitario).

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