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25 Gennaio 2018

Investimento, spesa e costi nello studio odontoiatrico. Queste le differenze ed i consigli dell'esperto


A giudicare dalle domande che mi vengono spesso rivolte dai miei clienti e dalle inefficienze gestionali che più frequentemente rilevo nelle analisi economiche e finanziarie di alcuni studi dentistici, appare chiaro c'è ancora confusione sul reale significato di questi tre termini: investimento, costo di esercizio, perdita.

Può essere utile, pertanto, vedere nel dettaglio le principali differenze sia di significato sia degli effetti che tali voci hanno sul bilancio.

Si parla di investimento quando la spesa è sostenuta a fronte dell'acquisizione (in proprietà, in leasing, a noleggio, ecc.) di un bene strumentale, il cui utilizzo - prolungato per più anni - produce ricavi (o compensi) nel medio-lungo termine. Sono beni strumentali, ad esempio, le attrezzature medicali, i riuniti odontoiatrici, l'arredamento dello studio, l'hardware e il software clinico o gestionale.

Senza soffermarci sulla normativa fiscale che prevede differenti modalità di deducibilità per le varie voci descritte, possiamo definire investimento anche la spesa sostenuta per la formazione del titolare e del personale di studio. L'acquisizione di maggiori conoscenze e competenze infatti, se applicate, aumentano la produttività, la quantità e la qualità dei servizi offerti e producono, come effetto, un'ottimizzazione dei processi lavorativi e un aumento della redditività delle prestazioni eseguite.

Quando si effettua, invece, una spesa per l'acquisizione di prodotti successivamente utilizzati e immediatamente consumati all'interno di una prestazione odontoiatrica (es. impianti, composito, materiale di consumo, ecc.) o per l'acquisizione di prestazioni odontotecniche, si sostiene un costo di esercizio. Tale costo sarà ricompreso nella tariffa della relativa prestazione odontoiatrica.

Altri costi di esercizio sono quelli relativi alla gestione: le utenze, le consulenze del commercialista e dello studio paghe, gli stipendi dei dipendenti, la cancelleria, i canoni di assistenza dei software clinici, le manutenzioni e riparazioni, il servizio di smaltimento dei rifiuti.

Infine, se si sostiene una spesa per la quale non si otterrà un corrispondente ricavo o compenso, in termini economici la possiamo definire perdita. Il classico esempio è il costo sostenuto per materiale dentale o di laboratorio a fronte di una prestazione odontoiatrica che non sarà incassata per insolvenza del paziente. Ulteriori esempi di voci di perdita sono gli investimenti effettuati ma non messi a frutto (vedi i macchinari che poi non vengono utilizzati oppure che vengono utilizzati - apparecchi radiografici o ortopantomografici - ma il cui costo non viene ricompreso nella tariffa delle prestazioni).

Vorrei concentrarmi sulla voce investimenti per evidenziare quale sia il suo effettivo peso economico nel bilancio di uno studio.

Vediamo un esempio numerico (estremamente semplificato per motivi didattici) che considera i seguenti parametri:

a) descrizione dell'investimento: formazione al personale o consulenza manageriale;

b) importo dell'investimento: Euro 5.000

c) reddito imponibile medio del professionista: Euro 100.000

 

Ipotesi senza l'investimento

Ipotesi con l'investimento

Reddito imponibile iniziale

100.000

100.000

Importo investimento

-

5.000

Reddito imponibile finale

100.000

95.000

(a) Irpef (*)

36.000

34.000

(b) Irap (*)

3.900

3.700

(c) Enpam (*)

15.500

14.700

Totale imposte e contributi (a+b+c)

55.400

52.400

(*) importi arrotondati per semplicità di lettura

Per ottenere l'effettivo peso economico dell'investimento si dovrà effettuare il seguente calcolo:

Costo sostenuto

5.000

Risparmio fiscale e previdenziale

3.000

(55.400 - 52.400)

Costo effettivo dell'investimento

2.000


Ragionando in termini economici, pertanto, il costo del mio investimento nell'esempio suindicato non sarà di 5.000 Euro ma di Euro 2.000 considerato il risparmio fiscale ottenuto (vedi tabella).

Rimandiamo ad un prossimo articolo tutta la parte che riguarda il ritorno sull'investimento (R.O.I. - Return On Investiment) poiché merita una trattazione più approfondita.

Ciò che appare importante in questa sede è fare chiarezza sui termini, ai quali corrispondono precise azioni e strategie e modi di intendere la gestione dello studio.

A cura di: di Massimo Depedri, Consulente economico-finanziario e fiscale, esperto in Controllo di Gestione, founder di aula41

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