HOME - Gestione dello Studio
 
 
09 Marzo 2018

Come organizzare lo studio quanto i collaboratori sono part time

Le sei strategie per non rendere l’opportunità un problema

di Moyra Girelli


“Sai che c’è?” – mi dice un giorno una cliente al telefono – “Noi siamo una squadra che non scende mai in campo insieme”. “In che senso?” – chiedo. “Tutte le ragazze che lavorano da me hanno contratti part-time, non c’è mai compresenza. Mai gruppo vero.”  

Questa immagine esprime con forza e descrive alla perfezione le dinamiche che spesso ci vengono riportate dai titolari di studio; studi in cui, si sa, è molto diffusa la forma del lavoro part time soprattutto per quanto riguarda il personale (ASO e segretarie). Nella quasi totalità dei casi, infatti, queste funzioni sono svolte da donne che hanno sempre più la necessità di conciliare gli impegni familiari e quelli lavorativi. E il part time è la forma contrattuale che più di tutte consente questo bilanciamento. Sulla carta si tratta della soluzione ideale, mentre nella realtà operativa la scelta di questa modalità di lavoro, soprattutto se moltiplicata per un certo numero di risorse presenti in studio, può generare confusione a più livelli, soprattutto se mal gestita. La convivenza (o più precisamente co-abitazione) lavorativa tra persone che ricoprono le stesse mansioni in orari diversi e che quindi si incrociano solamente senza condividere la quotidianità, con tutte le inefficienze comunicative e operative che ne conseguono, può portare anche a vere e proprie forme di malessere organizzativo, con ricadute sulla qualità del lavoro e delle relazioni e dunque anche sulla redditività dello studio. Il discorso si può complicare ulteriormente se, come sempre più spesso accade, oltre al personale di studio, anche i professionisti (odontoiatri, specialisti o igienisti) sono presenti solo in certe fasce orarie e in certi giorni.

Che fare dunque per armonizzare le esigenze di tutti, garantendo il buon funzionamento dello studio?

“Il segreto è che non ci sono segreti, ma solo sottili abilità”, ci insegna Giorgio Nardone nei suoi libri. Esistono infatti una serie di strategie mirate che possono concorrere a far sì che anche la presenza del personale su turni possa essere gestita in modo funzionale, efficace e sereno. Lavorare su questi aspetti richiede energie, risorse e apertura al cambiamento, implica cioè la disponibilità a quel che in strategica si chiama “partire dopo per arrivare prima”: la volontà di destinare un certo tempo e un certo spazio iniziali per progettare, pianificare, adottare e personalizzare strumenti che, una volta standardizzati e diventati di routine, facciano guadagnare tempo, energie, qualità del lavoro e della vita al lavoro. Il beneficio collettivo sarà una maggiore efficienza, minore conflittualità, un atteggiamento più accogliente e disteso: tutti elementi che generano solitamente un clima di benessere organizzativo e relazionale.  

Quali sono quindi le strategie che, se opportunamente adattate e integrate nell’organizzazione di ogni singolo studio, possono portare a dei sensibili miglioramenti gestionali?  

  • Prevedere delle fasce di compresenza degli operatori.
  • Organizzare riunioni periodiche per migliorare la comunicazione e l’operatività.
  • Dotarsi di canali di comunicazione accessibili e regolati da policy specifiche.
  • Stabilire ruoli, mansioni e obiettivi personali e di gruppo.
  • Usare un plan che incroci gli orari, le mansioni, le esigenze individuali.
  • Attivarsi per migliorare la conciliazione tra vita e lavoro (es. introdurre convenzioni per servizi presso lo studio con prezzi agevolati per i dipendenti e le famiglie, stringere accordi con esercizi commerciali limitrofi, consentire consegne o ritiri presso lo studio).  

Infine ma non ultimo, rendere noto ai pazienti, attraverso messaggi mirati e studiati ad hoc, il proprio impegno in questo tipo di attività offre un’immagine dello studio più umana e attenta ai bisogni delle persone, comprese quelle che ci lavorano, e trasmette un preciso orientamento valoriale. Gli studi dimostrano che questo investimento ha un ritorno in termini di fidelizzazione del paziente, che si sente al centro di un sistema che cura tutte le persone che lo compongono. Ci ricorda Richard Branson, fondatore del Virgin Group, holding che comprende oltre 400 società, che “i clienti non vengono mai per primi! I dipendenti sono al primo posto. Se ti prenderei cura dei tuoi dipendenti, loro si prenderanno cura dei tuoi clienti”.  

Approfondimento scritto in collaborazione con Linda Perfranceschi (Team aula41)  

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Uno studio italiano ha valutato quali caratteristiche cliniche, comportamentali e psicologiche dei pazienti siano associate agli esiti del motivational interviewing e ha sviluppato un nomogramma...


Una revisione internazionale esplora il ruolo delle piattaforme digitali nella comunicazione sanitaria, tra opportunità educative e necessità di costruire modelli affidabili di divulgazione


Una ricerca conferma parte dal paradosso del nocebo per sottolineare come, nella medicina contemporanea, non basta curare bene, bisogna anche comunicare bene.


E’ il quesito che si pone il prof. Breschi nell’utimo editoriale su Dental Cadmos in cui sostiene che serve, per la professione, un equilibrio tra competenza clinica e...


Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione


Altri Articoli

All’interno dell’Autodromo di Monza visite preventive per promuovere la salute orale e sensibilizzare sul tumore del cavo orale. Lo scorso anno sono stati intercettati tra casi


Gli adolescenti che si sentono a proprio agio nel mostrare il proprio sorriso presentano un buon benessere psicologico e sociale, mentre l'utilizzo attivo dei social media tende ad attenuare questo...


Una guida per comprendere la Quota B realizzata dal dott. Marcello Chiozzi


Un nuovo capitolo per Hager & Meisinger in Italia – nel segno della continuità, delle relazioni e del futuro


Uno studio italiano evidenzia come la flessione anteriore del capo associata all'uso prolungato dei dispositivi elettronici possa modificare il bilanciamento tra temporale e...


Nel suo editoriale su Dental Cadmos richiama l’attenzione sul valore strategico dell’aggiornamento per accompagnare l’evoluzione della professione


Entro venerdì si deve dichiarare il reddito libero professionale prodotto nel 2025 attraverso il modulo D 


In un centro estetico venivano eseguite sedute di sbancamento dentale con prodotti ad uso esclusivo di odontoiatri ed igienisti dentali


Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni


Stipendi bassi, scarsa valorizzazione e poche prospettive di crescita le criticità ma molto forte l’aspetto vocazionale. Interessanti dati di una ricerca IDEA


Scatta la gara di solidarietà per riattivarlo. AIO Roma effettuerà una donazione per l'acquisto delle attrezzature necessarie per permettere allo studio di tornare a curare i pazienti più...


1783 i posti disponibili negli Atenei italiani sede di corso di laurea, di cui 560 quelli assegnati alle università private. Ecco i posti ateneo per ateneo. Odontoiatria il corso con meno iscritti


Senna (CAO): soddisfatti per il provvedimento ma permangono le criticità sul tema dell’esiguità delle borse e dei pochi posti disponibili


Roma capitale della normazione per operatori della salute orale per l'Annual Meeting ISO/TC 106 “Dentistry”


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi