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26 Maggio 2021

Dematerializza il tuo studio e rinuncia al cartaceo

Trasforma la compilazione dei documenti, la gestione della privacy e dell’appuntamento da burocrazia ad opportunità: la quarta fase della Digital Patient Experience


Come sfruttare l’evoluzione tecnologica del paziente?
La risposta sta nella Digital Patient Experience, ovvero il connubio tra trasformazione digitale e il rinnovamento delle attività extra-cliniche riguardanti il paziente.

Nelle prime tre fasi, abbiamo già analizzato come automatizzare le ricerche su Google, i vantaggi della prenotazione online e come combattere i pazienti insolventi.

Nella quarta fase, ci chiediamo come snellire la fase del Check-in: la condivisione dei documenti è la via per rendere il tuo studio più efficiente e il tuo paziente più sicuro nell’utilizzo dei propri dati sensibili.


La privacy domina le notizie, che riportano di assalti a sistemi informatici, mirati all’ottenimento di dati personali. Il settore sanitario non è esente da questi attacchi: solo negli USA, un report della compagnia Bitglass ha rilevato un +55,9% nel numero di attacchi informatici nel 2020.

In Europa, le policy legate al GDPR sono un nuovo argomento per gli studi e possono portare a multe salate (es. nel 2020, cinque compagnie italiane hanno prodotto 69,2 milioni di euro da pagare in multe per la violazione delle protezione dei dati). 

Inoltre, spesso c’è bisogno di un professionista esterno per curare la protezione dei dati (un dipendente non può svolgere questo ruolo). Ci vorrebbe un programma che rappresenti una sicurezza e un risparmio per lo studio, senza assumere un professionista esterno per curare un aspetto sensibile.

Prendiamo il nostro paziente, Giorgio: ha un dolore improvviso ai denti, ma è domenica sera e non può rivolgersi al suo solito studio. Ha trovato su Google uno studio per prenotare online. Pagata la prima parte della visita, Giorgio può firmare alcuni documenti condivisi dallo studio prima della visita, ma vuole che lo studio protegga i suoi dati.

Ricordiamoci sempre che, se da un lato la reception che spende poco tempo nella gestione dell’appuntamento è efficiente, dall’altro necessita di un canale comodo e sicuro per l’assistenza al paziente, rispettando le normative in termini di GDPR.

Per preparare la visita, lo studio conta su documenti burocratici, come il consenso informato sulla Privacy e informative varie (es. il nuovo protocollo anti-COVID). Un altro documento importante è l’anamnesi, la carta d’identità del profilo medico del paziente. Gestire questi documenti porta via molto tempo. Come può lo studio snellire il processo? Tramite un software che faccia compilare e firmare i documenti al paziente nel pre-visita, rendendoli già disponibili per lo studio. 

L’invio pre-visita dei documenti è utile, ma deve rispettare la protezione dei dati per evitare multe salate. Non è solo una questione di sicurezza, bensì anche di comodità. Grazie all’utilizzo della Firma Elettronica Avanzata (FEA), si coniuga la protezione dei dati alla gestione documentale veloce ed efficiente. Un processo già ben noto a Giorgio, che ha già firmato alcuni documenti da remoto in altre occasioni (per esempio in banca). 


Un software completo per la gestione dello studio e la relazione medico-paziente come AlfaDocs, permette di:

  • Integrare il contatto WhatsApp alla gestione della prenotazione, assistendo il paziente e i suoi dubbi nel pre-visita. 
  • Inviare i documenti pre-visita al paziente tramite il digitale, utilizzando la soluzione più comoda con sicurezza legale come la FEA. 
  • Firmare anche da remoto (“Firma On-Click”), garantendo la condivisione e conservazione dei documenti a norma di GDPR. 




 
 
 
 

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