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10 Aprile 2015

Analisi dei costi di 'produzione' in studio: come utilizzare i dati che emergono per affrontare il futuro


Analisi dei costi di "produzione" in studio: come utilizzare i dati che emergono per affrontare il futuro

Ogni attività professionale deve avere consapevolezza dei costi di produzione.

E' fondamentale, per gestire il presente e il futuro.

Esistono diversi metodi per l'analisi dei costi, tra questi i più noti sono il full costing, dove ogni costo viene attribuito per quota al processo produttivo e il direct costing, che distingue i costi fissi dai costi variabili, adeguata per le valutazioni di efficienza e convenienza a breve termine. Esiste un metodo adeguato agli studi dentistici, che ho messo a punto conoscendo profondamente questo settore e le due dinamiche economiche.

Tuttavia, prima di scegliere il metodo di analisi dei costi è importante definire lo scopo dell'analisi dei costi.

A cosa mi serve un'analisi dei costi? A tagliare dei costi? No di certo!

L'analisi dei costi serve a fare valutazioni di appropriatezza, di pertinenza, di convenienza dei costi a breve medio e lungo termine.

Personalmente utilizzo il metodo che ho elaborato insieme al commercialista del mio network, dott. Testoni, che ho chiamato "analisi dei costi di qualità "precisamente analisi dei costi del modello di qualità dei servizi erogati". Il presupposto alla base di questo metodo è il concetto della qualità, che è soggettivo per ogni realtà professionale e comporta, qualunque sia, dei costi. Collaborando come consulente con diversi professionisti che sono sul mercato da anni, ho avuto modo di vedere che ognuno di loro attribuisce il concetto di qualità ad elementi specifici.

Per qualcuno sono le apparecchiature, per le quali ha fatto o sostiene costi elevati, per altri è la struttura in sé, che comporta dei costi di manutenzione non indifferenti, per altri è il servizio che eroga attraverso un numero adeguato di persone impiegate nell'attività, per altri è l'aggiornamento e per altri i materiali, la sicurezza ecc e per altri ancora è tutto questo insieme.

Di fatto se il professionista spende quello che spende per "tenere" in piedi la sua attività, è perché tutti quei costi rappresentano il suo modello di qualità. Partendo da questo assunto di base, scompongo i dati di bilancio in un file articolato che è costruito per dare la visione annuale delle voci di costo, la visione mensile dei costi da sostenere in base a tutti gli accordi di pagamento in essere, il dato di costo giorno, di costo ora, a poltrona, perfettamente tarato sui flussi che lo studio sostiene. Poi, a seconda degli obiettivi che ci si pone con la consulenza, si possono proiettare questi costi sul listino in essere, per comprendere quali sono le prestazioni a margine positivo e quali a margine zero; si possono fare valutazioni di produttività degli operatori, considerazione sulle azioni e investimenti di marketing, valutazioni di capacità di vendita ecc.

Quando si inizia un percorso di consulenza, perché la consulenza è un percorso che negli anni consente di sviluppare la mentalità imprenditoriale, è importante stabilire gli obiettivi "a breve termine" ovvero che sono quelli da raggiungere entro l'anno, orientandoli e definendoli sulla base degli obiettivi a medio -lungo termine, per allocare efficientemente le risorse economiche della consulenza. In questo modo se intervengono eventi esterni che costringono a interrompere la consulenza, si avrà comunque in mano qualcosa di organizzato e finito, e avendo aiutato il professionista a definire gli obiettivi degli anni successivi, lo si metterà in grado di proseguire le azioni di gestione, in anche in autonomia.

Estrapolato il dato di produzione della prestazione e dei servizi che si erogano, è fondamentale stimare la vita dell'impresa e il suo assetto fiscale, prima di fare qualunque azione.

Lo studio starà aperto per i prossimi 10 anni? Deve resistere sul mercato? C'è possibilità di subentro, cessione, vendita? C'è spazio o ci sono strumenti migliori per la gestione fiscale dell'impresa? Quali sono i competitor locali e quali quelli regionali/nazionali di livello? qual è il target paziente?

Rispondendo prima queste domande, sarà possibile usare il dato emerso dall'analisi dei costi del livello di qualità in modo appropriato e funzionale agli obiettivi a medio lungo termine.

A cura di: Roberta Pegoraro, consulente azienda

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