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09 Giugno 2015

Paziente sieropositivo e cure odontoiatriche. Gli accorgimenti eventualmente da adottare


I pregiudizi legati ai pazienti sieropositivi sembrano continuare. Questa volta a riportare il problema agli onori della cronaca è l'associazione francese di pazienti sieropositivi AIDES che ha contattato telefonicamente 440 studi odontoiatrici chiedendo un appuntamento per effettuare delle cure, chiarendo di essere affetti da Hiv. A quel punto un dentista francese su tre ha trovato una scusa per non ricevere il paziente cercando di dirottarlo in un ambulatorio pubblico.

Ma come si deve comportare un dentista nel curare un paziente sieropositivo?

Deontologicamente, come quando cura un qualsiasi paziente visto che nessuno può essere discriminato e lo studio odontoiatrico deve essere dotato di tutte quelle precauzioni per prevenire qualsiasi forma di contagio o di trasmissione d'infezione, ricordano gli esperti.

Dal punto di vista medico legale al dentista non è permesso "raccogliere informazioni sulla sieropositività di ogni paziente che si rivolge per la prima volta allo studio medico, se ciò non è indispensabile per il tipo d'intervento o terapia che deve eseguire. Il dato sull'infezione da Hiv può essere raccolto dal medico, infatti, solo qualora sia ritenuto necessario in relazione all'intervento clinico da eseguire sul paziente e comunque con il suo consenso".
Almeno questo è quanto stabilisce il Garante della privacy (delibera n.35 del 12 novembre 2009)

"L'esigenza di raccogliere informazioni sull'Hiv fin dal momento dell'accettazione - sostiene l'Autorità garante - non può essere giustificata neanche dalla necessità di attivare specifiche misure di protezione per il contagio, poiché la normativa di settore prevede che tali misure siano adottate, nei confronti di ogni paziente, a prescindere dalla conoscenza dello stato di sieropositività". Il Garante ha anche precisato che nel caso in cui il medico venga a conoscenza di un caso di Aids o di Hiv, oltre a rispettare specifici obblighi di segretezza e non discriminazione nei confronti del pazienze, ha l'obbligo di adottare ogni misura individuata dal Codice privacy per garantire la sicurezza dei dati sanitari.

Questo dal punto di vista giuridico, ma da quello pratico come si deve comportare il dentista?

"Nell'ipotesi nella quale si ipotizzi un maggior rischio nella cura di un paziente sieropositivo -spiega ad Odontoaitria33 Marco Scarpelli, odontologo forense- andrebbe invece valutato come le cautele di prevenzione e protezione nella cura del paziente debbano essere impiegate con qualsiasi paziente sia esso sieronegativo, sieropositivo o non noto. Va infatti considerato che nella propria clientela possono esserci anche soggetti sieropositivi che non lo hanno dichiarato o sieropositivi che non ne sono, ancora, al corrente".
"Ne deriva quindi la necessità -conclude Scarpelli- che vengano sempre rispettati i criteri di prevenzione di trasmissione delle infezioni nella cura di qualsiasi paziente;  altresì risulta fondamentale che l'odontoiatra che venga a conoscenza della sieropositività di un suo paziente, mantenga, come su ogni informazione, il segreto professionale". 

Norberto Maccagno

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