La contabilità di un professionista può essere tenuta con varie modalità, ciascuna rispondente a obblighi fiscali o esigenze differenti. L'adozione di uno o l'altro regime contabile è talvolta un fatto naturale, in altri casi una scelta del professionista dettata da necessità di carattere interno, o infine un obbligo di legge qualora l'attività venga svolta in forma di società di capitali (STP).
Tutti i professionisti ricadono nel regime di contabilità semplificata, indipendentemente dal volume d'affari e senza alcuna opzione.
Questo regime prevede l'annotazione sui registri Iva delle fatture di acquisto, delle fatture emesse e dei componenti negativi e positivi non documentati da fattura.
Non vi è alcun obbligo, contrariamente alla contabilità ordinaria, di registrare tutte le movimentazioni patrimoniali e di redigere il rendiconto finale; per il professionista, ai fini reddituali, vige però il criterio di cassa: se dunque l'incasso o il pagamento non avviene nell'anno di annotazione, nei registri Iva occorrerà dare altresì evidenza, a fine anno, dell'importo delle somme non pagate o non riscosse.
Il professionista può invece optare per la contabilità ordinaria; per tale regime risulta obbligatoria la tenuta del registro Iva acquisti e vendite nei quali annotare le sole fatture, del libro dei beni ammortizzabili, del registro cronologico in cui annotare tutti i componenti positivi e negativi di reddito, le movimentazioni finanziarie di incasso e pagamento ecc., e di redigere alla fine dell'anno il rendiconto.
Prescindendo dagli adempimenti fiscali, la scelta del tipo di contabilità dovrebbe basarsi principalmente sulle esigenze informative dello studio. L'adozione di una contabilità ordinaria, soprattutto per realtà di medio-grandi dimensioni, risulta consigliata consentendo un'analisi molto più approfondita sull'andamento della gestione, non solo da un punto di vista reddituale ma anche patrimoniale-finanziario. La contabilità ordinaria, ovviamente, in termini di registrazioni e quindi di tempo dedicato, richiede un impegno più gravoso che si riflette anche in maggiori costi amministrativi.
Da ultimo si ricorda, per i professionisti di minori dimensioni, la possibilità di optare per i regimi agevolati; in particolare nel 2015 è possibile la scelta tra il "vecchio" regime dei contribuenti minimi, riservato a coloro che evidenziano un fatturato (incassato) inferiore a 30.000, da utilizzarsi per 5 anni o sino al 35esimo anno di età, oppure il nuovo regime forfettario, introdotto dal 2015, per coloro che al 31/12 dell'anno precedente abbiano realizzato un fatturato inferiore a 15.000.
Entrambe le soluzioni consentono al professionista notevoli risparmi sia in termini di tassazione sia in termini di adempimenti fiscali.
A cura di: Fabrizio Gerosa - Studio Aiello & Associati - Rho (MI) per Nutrizione33
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