La celiachia, pur essendo una patologia relativamente diffusa, continua a comportare difficoltà di individuazione e diagnosi perché in molti casi si presenta senza sintomi di tipo gastrointestinale o con sintomi atipici: in questo quadro può intervenire proprio l’odontoiatra perché è stato provato che alcuni dei sintomi ricorrenti del morbo celiaco si manifestano nel cavo orale.
Per fare chiarezza su quali siano i segnali che possono fare sospettare la presenza della malattia, un gruppo di ricercatori italiani, precisamente delle università di Foggia, di Palermo e di Napoli, hanno effettuato una ricerca nella letteratura scientifica in proposito i cui risultati sono stati pubblicati recentemente dal "Journal of Clinical Gastroenterology".
Dalla rassegna degli studi scientifici, che avevano preso in esame pazienti celiaci e li avevano paragonati a individui sani, è emerso che i sintomi orali più frequentemente associati alla presenza di morbo celiaco sono i difetti dello smalto. Gli studi più frequentemente citati che hanno indagato questa associazione sono stati condotti sui bambini: nei piccoli pazienti, infatti, i difetti dello smalto legati alla celiachia sono abbastanza riconoscibili perché sono generalmente simmetrici e rilevabili in tutti i quattro settori della dentatura; si tratta di opacità tendenti al color crema, al giallo o al bruno, oppure scanalature e assottigliamenti dello smalto.
Il motivo per cui la celiachia provochi questo tipo di difetti non è ancora stato definito, e al momento esistono solo alcune ipotesi plausibili: è possibile, per esempio, che nei celiaci vi sia una minore quantità di calcio disponibile al momento della formazione dello smalto a causa del malassorbimento intestinale tipico della patologia; un’altra spiegazione probabile, invece, è che in presenza di celiachia si verifichi una risposta autoimmune dell’organismo che porta alla formazione dei difetti dello smalto.
Meno lesioni cariose
Un altro elemento che può fare sospettare la presenza del morbo celiaco nel paziente odontoiatrico è un numero di carie inferiore rispetto agli altri soggetti: anche questo aspetto è stato frequentemente rilevato nei bambini, e la spiegazione di ciò secondo gli studiosi potrebbe risiedere nel fatto che gli alimenti che i celiaci possono assumere senza difficoltà hanno probabilmente un potere cariogenico inferiore, e la dieta differente rispetto agli individui sani potrebbe portare a un minore sviluppo di lesioni cariose. Sempre con riferimento ai bambini, è stato spesso notato un ritardo nell’eruzione dentale che può anch’esso aiutare a individuare i soggetti celiaci.
Glossiti e stomatiti
Un altro elemento a cui l’odontoiatra può prestare attenzione è la presenza di glossite atrofica e di stomatite aftosa: questi due disturbi di tipo infiammatorio sono stati rilevati in alcuni soggetti affetti da celiachia, ma non sono così diffusi e il loro legame con la patologia è tuttora discusso.
Valutata la frequenza dei sintomi orali descritti, i ricercatori hanno concluso il loro lavoro affermando che perlomeno i pazienti odontoiatrici con visibili difetti dello smalto dentale dovrebbero essere indirizzati verso una verifica dell’eventuale presenza di celiachia; è necessario infatti, spiegano ancora i ricercatori, che l’individuazione del morbo celiaco abbia un approccio multidisciplinare, e che in particolare gli odontoiatri siano preparati a coglierne (o a “sospettarne”) i sintomi e a consigliare i pazienti di rivolgersi a uno specialista per ulteriori accertamenti.
GdO 2008; 8
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