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23 Ottobre 2017

L'efficacia dello sbiancamento dentale. Dipende dalle caratteristiche ottiche dello smalto

di Stefano Daniele


Le procedure di sbiancamento dentale sono molto richieste da parte dei pazienti ma anche particolarmente proposte sia dagli odontoiatri sia dagli igienisti dentali.

Il principio sul quale si base la procedura di sbiancamento dentale è di rimuovere le sostanze cromogene che si sono accumulate negli spazi inter-prismatici della ridotta matrice organica dello smalto esistente tra un prisma e l'altro.

Brevemente è bene ricordare che lo smalto possiede il 98% di porzione minerale organizzata in prismi - tranne i pochi micron superficiali non prismatici - e il 2% di componente organica, prevalentemente amelogenine.

La pubblicità, i messaggi dei media ma soprattutto le richieste dei pazienti e, per alcuni versi le convinzioni dei professionisti, sono che mediante lo sbiancamento dentale (sia esso professionale o domiciliare) i denti possono diventare bianchi come quelli visti sulla rivista glamour oppure in televisione.

L'approccio superficiale da parte del professionista nel proporre lo sbiancamento dentale, oppure assecondare le richieste del paziente , può portare a dei contenziosi verbali con il paziente stesso che può vedere vanificate le sue aspettative rispetto al trattamento al quale si è sottoposto.

Il poter o meno ottenere dei denti bianchi in seguito al trattamento sbiancante dipende dalla natura dello smalto diverso da soggetto a soggetto.

Dal punto di vista ottico ritroviamo uno smalto dentale denominato translucente che significa che permette di intravedere - con una relazione rispetto al suo spessore nelle diverse aree del dente - il colore ( croma ) della dentina sottostante.

Per contro è possibile ritrovare uno smalto definito opalescente che, invece, appare opaco e tendente al bianco e che maschera completamente il croma della dentina sottostante tranne in quelle aree ove è molto sottile come quelle cervicali.

Il parametro ottico che definisce la translucenza e l'opalescenza dello smalto si chiama valore e nella specie umana ritroviamo smalto dentale con valore completamente differente, da quello con valore più alto, che significa molto bianco, a quello con valore molto basso, che significa tendenzialmente grigio e che permette nelle zone in cui è sottile di far percepire il croma della dentina sottostante.

Il punto di questo breve articolo si basa proprio sulla valutazione preliminare che l'odontoiatra o l'igienista dentale devono fare, in merito al valore dello smalto, durante la prima visita al paziente e prima di proporre, o accettare richieste, di procedimenti di sbiancamento dentale.

Se lo smalto è translucente e pigmentato da sostanze cromogene, lo sbiancamento dentale riuscirà sicuramente a rimuovere quest'ultime - e quindi rendere il dente leggermente più luminoso - ma non potrà mai diventare bianco.

Per contro se lo smalto è opalescente e pigmentato da sostanze cromogene, allora lo sbiancamento sarà massimamente efficace nel riportarlo al suo alto valore iniziale ovvero tendente al bianco.

Questo concetto è importante da conoscere e il professionista deve essere in grado di distinguere uno smalto translucente da uno opalescente per sapersi regolare nel proporre oppure accogliere le richieste del paziente riguardo lo sbiancamento dentale.

Il contenzioso, non legale generalmente, tra medico e paziente sulla questione sbiancamento si sviluppa di solito in questi termini: dottore mi ha praticato lo sbiancamento ma i miei denti sono rimasti dello stesso colore di prima.

La situazione descritta è molto frequente ma è anche facile da evitare avvertendo il paziente, nel caso abbia uno smalto translucente, che la procedura di sbiancamento non potrà mai far diventare i suoi denti di colore bianco come quelli visti sulle riviste patinate.

  • Fig. 1 : esempio di incisivi centrali con smalto translucente: lo smalto permette di far intravedere, ove sottile, il contrasto nero palatale ( zona incisale ) ed il croma dentinale ( zona cervicale )

  • Fig. 2 : esempio di incisivi centrali con smalto opalescente: lo smalto non permette di visualizzare il contrasto nero palatale ed anche a livello incisale il croma della dentina non traspare

  • Fig.3: procedimento di sbiancamento professionale alla poltrona odontoiatrica con perossidi ad alta concentrazione (38% di perossido di idrogeno)

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