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08 Novembre 2018

Efficacia della strumentazione meccanica magnetostrittiva su paziente affetto da ipersensibilità dentinale

di Giulia Ottaviano


Grazie all’evoluzione degli ultimi anni, i nuovi sistemi di ablazione magnetostrittiva possono essere oggi utilizzati con ottimi risultati anche in situazioni cliniche particolari.

In questo case report (risultato uno dei vincitori al concorso Cavitron Case Contest che Dentsply Sirona ha organizzato tra gli studenti dell’ultimo anno della facoltà di Igiene dentale) vengono mostrati i vari passaggi di un trattamento di igiene orale professionale tramite l’utilizzo del dispositivo Cavitron e degli altri componenti del sistema di prevenzione Dentsply Sirona in una paziente che presenta un’elevata ipersensibilità dentinale.


Caso clinico
Donna di 30 anni, fumatrice, affetta da psoriasi artropatica con manifestazioni anche a livello del cavo orale, frequenti episodi di sanguinamento spontaneo, presenza di un frammento radicolare non devitalizzato in sede del 2.4 e forte ipersensibilità dentinale. La paziente si presenta alla visita lamentando la sua problematica di ipersensibilità e il timore dell’igiene orale professionale a causa di quest’ultima.

È stata effettuata la prima visita, anamnesi e raccolta dei dati clinici. La paziente viene quindi sottoposta a un accurato esame parodontale, seguito da una diagnosi di parodontite cronica moderata generalizzata; all’esame obiettivo presenta depositi di tartaro sopra e sotto gengivale, placca, presenza di gengive edematose con sanguinamento spontaneo e al sondaggio.  

Figura 1 Situazione iniziale

Fasi del trattamento
Fase 1: decontaminazione e desensibilizzazione. Come prima fase dell’intervento è stato effettuato l’abbattimento della carica batterica tramite uno sciacquo con soluzione alla clorexidina (Eburos Professional 0,20%).

Prima di iniziare il trattamento di igiene orale professionale con il dispositivo Cavitron, è stata applicata, a livello di tutti i quadranti, la pasta Nupro Sensodyne con NovaMin, un ingrediente bioattivo che utilizza ioni di calcio e fosfato per occludere i tubuli dentinali e ridurre la sensibilità della paziente in modo da metterla a proprio agio per tutta la durata della seduta.

Figura 2

Fase 2: ablazione magnetostrittiva. Durante questa fase sono state concordate ed effettuate due sedute, una di ablazione del tartaro e l’altra di rifinitura del trattamento e lucidatura, a distanza di cinque giorni l’una dall’altra.

La prima fase di ablazione è stata effettuata tramite l’utilizzo dell’inserto Powerline FSI-10 FitGrip 30K blu del Cavitron, necessario per la rimozione generale di depositi di placca e tartaro sopragengivale in tutti i quadranti della bocca.

Figura 3

Data la presenza di tartaro sottogengivale pigmentato è stato eseguito lo scaling con l’inserto Powerline Slimline-10 FSI 30K verde indicato per la rimozione dei depositi sub gengivali e la decontaminazione delle tasche radicolari <4 mm.

Figura 4

Successivamente, è stato utilizzato l’inserto ThinSert per raggiungere le aree più difficili e per rifinire gli spazi interprossimali in quanto la sua forma sottile si adatta molto bene agli spazi stretti.

Figura 5

Alla fine dell’ablazione magnetostrittiva vi era un evidente stato infiammatorio dei tessuti molli.

Figura 6

Nella settimana di intervallo tra i due appuntamenti è stata data indicazione alla paziente di eseguire sciacqui di 60 secondi per due volte al giorno con il collutorio Eburos a base di clorexidina 0,12%. È stata, inoltre, istruita alle manovre di igiene orale domiciliare più adeguate alle sue necessità.

Fase 3: sigillante e polishing. La paziente è stata richiamata dopo cinque giorni, i tessuti molli si mostravano meno edematosi e infiammati. È stata valutata la presenza di residui di tartaro sottogengivale e macchie estrinseche. Alla fine del trattamento di debridement e scaling è seguita una fase di rifinitura e lucidatura con micromotore utilizzando una pasta abrasiva (Nupro Paste).

Figura 7

Fondamentale per la problematica della paziente, come ultimo passaggio, è stato applicato un sigillante protettivo contro l’ipersensibilità per la dentina esposta (Seal&Protect).

Il sigillante è stato applicato e lasciato in sede per 20 secondi; successivamente è stato rimosso l’eccesso soffiando con l’aria proveniente dalla siringa del riunito per qualche secondo e polimerizzato per 10 secondi. Questo procedimento è stato ripetuto per due volte.

Figura 8

Al richiamo per il controllo dopo una settimana dalla seconda seduta i tessuti molli avevano riacquistato il loro fisiologico aspetto in colore e consistenza, vi era assenza di sanguinamento sia spontaneo che al sondaggio.

Figura 9

Alla paziente è stata rinforzata la motivazione e le istruzioni di igiene domiciliare in modo da ridurre ulteriormente la sensibilità e mantenere uno stato di salute parodontale.

Figura 10 Situazione post-trattamento

Per trattare l’ipersensibilità dentinale bisogna prima di tutto prevenirne le cause, eliminando i fattori di rischio:

  • limitare l’assunzione di cibi e bevande acide/gassate ed evitare di tenerle in bocca a lungo o degustarle;
  • assumere bevande alcaline (latte) o almeno neutre (acqua) dopo l’assunzione di bevande acide;
  • evitare di spazzolare i denti subito dopo i pasti, ma lasciare trascorrere almeno 30 minuti per evitare l’effetto combinato di erosione acida e abrasione da spazzolamento;
  • utilizzare una corretta tecnica di spazzolamento;
  • evitare di spazzolare i denti in modo aggressivo, non utilizzando quindi spazzolini a setole dure e dentifrici troppo abrasivi (l’American Dental Association consiglia di utilizzare dentifrici con abrasività inferiore a 30 RDA in presenza di dentina esposta sensibile).

Il trattamento per la gestione dell’ipersensibilità dentinale va impostato in modo graduale partendo dalle cure domiciliari, per cui è stato raccomandato alla paziente uno spazzolino elettrico con testina tonda e piccola per detergere correttamente tutte le aree del cavo orale; l’utilizzo di un dentifricio e collutorio desensibilizzanti; lo scovolino per pulire bene gli spazi interdentali e il filo interdentale per le aree più strette 


Materiali e metodi
La paziente è stata trattata con:

  • ablatore magnetostrittivo Cavitron Select SPS;
  • Eburos Professional 0,20% per l’abbattimento della carica batterica (soluzione con clorexidina);
  • Nupro Sensodyne con NovaMin per la fase di desensibilizzazione sulle superfici da trattare;
  • Powerline FSI-10 fit Grip per rimuovere i depositi di tartaro sopragengivale;
  • SlimLine-10 FSI per rimuovere i depositi di tartaro sottogengivale;
  • ThinSert per le aree più strette;
  • Nupro Paste per la rifinitura e la lucidatura;
  • Seal&Protect, applicazione di un sigillante protettivo per dentina esposta.

Discussione e conclusioni
Le conclusioni possono essere tratte dal risultato finale che vede un miglioramento nell’aspetto sia nel colore che nella consistenza della gengiva, nel sanguinamento e nell’assenza di placca e tartaro.

L’utilizzo preventivo della pasta per profilassi Nupro Sensodyne ha reso più sopportabile il trattamento da parte della paziente affetta da ipersensibilità dentinale; inoltre, la tecnologia magnetostrittiva e gli inserti Cavitron hanno consentito un facile accesso alle zone interprossimali e sottogengivali per decontaminare le tasche parodontali più profonde.

Il movimento ellissoidale della punta e le diverse funzioni dell’ablatore ultrasonico magnetostrittivo hanno permesso di lavorare con una maggiore compliance e con una ridotta percezione del dolore da parte della paziente.

L’ipersensibilità dentinale è un problema relativamente comune che viene riscontrato nella pratica odontoiatrica clinica. Questa condizione può portare a problemi sia fisici che psicologici per il paziente e può avere un effetto negativo sulla qualità della vita della persona coinvolta.

Sono disponibili varie opzioni di trattamento per l'ipersensibilità dentinale. Un'adeguata diagnosi e un corretto piano di trattamento rappresentano le condizioni essenziali per la terapia.

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