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27 Marzo 2012

Anestesia e igienisti: perché no?

di Viviana Cortesi Ardizzone, Irene Riccitelli Guarella


Perché gli igienisti italiani ancora non possono praticare l'anestesia locale, visto che in molti Stati europei e americani l'igienista è abilitato a farlo? Non mi capita spesso di trovarmi nelle condizioni di "dover" richiedere all'odontoiatra l'anestesia per un paziente parodontale sensibile, con particolare sensibilità dentinale o più semplicemente spaventato, ma, quando succede, ciò comporta tanto tempo perso per tutti, in quanto l'odontoiatra può non essere immediatamente disponibile!
L'unica alternativa sono gli anestetici topici sulle mucose o sottogengivali, più o meno efficaci e dal costo non propriamente vantaggioso, con il risultato che si lavora male e il paziente ne soffre. Ovviamente, se gli igienisti praticassero l'anestesia dovrebbero anche frequentare corsi di aggiornamento per approfondire quanto appreso durante il Corso di Laurea in tema di fisiologia della conduzione nervosa o di farmacocinetica e, come tutti i liberi professionisti, dovrebbero ottenere il consenso informato del paziente a questo tipo di intervento. Date queste premesse... perché no?
Lo abbiamo chiesto alla collega Irene Riccitelli Guarrella, Past Presidente AIDI, Past Tesoriere Europeo, ma soprattutto Past Presidente Europeo, da sempre esperta e scrupolosamente attenta alle leggi, alla loro applicazione e al loro rispetto e che con nostro grande rammarico ha deciso di lasciare l'AIDI. A lei tutto il nostro affetto e gratitudine per tutto quello che ha fatto per l'associazione e che ci ha risposto come segue.

Viviana Cortesi Ardizzone



 
 

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