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28 Settembre 2022

Clean up post ortodontico: attenzione alla salute dello smalto

Gli errori da non fare, gli strumenti da utilizzare e come utilizzarli nelle considerazioni della prof.ssa Nardi che si sofferma sui livelli di attenzione dedicati alla gestione del paziente in trattamento ortodontico

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Il paziente che è stato sottoposto a terapia ortodontica ha delle importanti aspettative, oltre a quelle funzionali, soprattutto verso quelle estetiche, del sorriso.Spesso nella fase di rimozione delle sostanze adesiveclean up post ortodontico, sono presenti demineralizzazioni date dalla inefficace gestione dell'igiene orale domiciliare e danni iatrogeni che vanno ad inficiare la salute dello smalto dentale e inficiano  il risultato estetico della terapia .  

Una recente revisione sistematica della letteratura sulle procedure usate per il debonding e il clean-up post-ortodontico ha mostrato che gli strumenti più popolari erano le frese in carburo di tungsteno, molto diffusi ed usati perché più veloci ed efficaci di tutti gli altri. Tuttavia, rimuovono uno strato sostanziale di smalto e ne irruvidiscono la superficie, ma sono meno distruttive delle pietre Arkansas, delle pietre verdi, delle frese diamantate, delle frese in acciaio e dei laser.I dischi Sof-Lex a più fasi e le paste a base di pomice sono gli strumenti di lucidatura dello smalto più prevedibili.  

Sulla base delle evidenze analizzate dall'articolo, le pietre Arkansas, le pietre verdi, le frese diamantate, le frese in acciaio e i laser non devono essere utilizzati per la rimozione dell'adesivo. Gli autori concludevano che alla luce di quanto trovato in letteratura, è necessario impegnarsi ulteriormente per trovare strumenti e metodi per la rimozione completa dei resti di adesivo, riducendo al minimo la perdita di smalto e ottenendo una superficie liscia.L'ortodontista conclude la terapia ortodontica, compresa la fase delicata del debonding, mentre l'igienista dentale si occuperà di scegliere protocolli operativi opportuni di mantenimento dedicati al debridment parodontale e in caso di presenza di white spots lesions alle procedure di remineralizzazione . 

Il 16 ed il 17 Settembre 2022 si è tenuta la 15a edizione dell’International Meeting Accademia “Il Chirone” presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche e Maxillo-Facciali della Sapienza Università di Roma. Il titolo del Congresso è stato: “Salute Orale: efficacia ed efficienza dei protocolli clinici con approccio mininvasivo”.  

L’approccio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria in Medicina ed in Odontoiatria si orienta sempre più spesso alla mininvasività, nel rispetto delle esigenze del paziente e del clinico di garantire procedure mediche efficaci personalizzate e che abbiano un impatto biologico bilanciato. In questo contesto, il Gruppo Sapienza ha presentato una relazione sull’approccio innovativo nelle procedure di debonding ortodontico, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino. 

Il debonding ortodontico e le procedure di clean-up, tese a rimuovere tutto il materiale utilizzato per incollare i bracket e gli attachements degli allineatori invisibili, devono essere attenzionati per garantire la salvaguardia dell’integrità e dell’estetica dello smalto, e per evitare danni permanenti in pazienti che usualmente sono giovani o giovani adulti e che richiedono una terapia, che molto spesso deve rispondere ad esigenze non solo funzionali ma soprattutto estetiche. 

Il Gruppo Sapienza, Prof.ssa Ersilia Barbato,  la Prof.ssa Livia Ottolenghi, la dott.ssa Marta Mazur e la sottoscritta, assieme ai colleghi dell'Università di Torino, Professor Luca Iuliano e Professor Paolo Minetola hanno illustrato le evidenze cliniche della nuova procedura di debonding ortodontico grazie all’utilizzo di una tecnologia piezoelettrica. I colleghi di Torino hanno utilizzato tecnologie di primissimo livello come scanner 3D a luce blu caratterizzati da una precisione al micrometro, per validare il nuovo metodo, che si mostra efficace, ergonomico e di salvaguardia per le strutture dello smalto e la sua estetica.

La metodologia presto verrà diffusa anche ai clinici che potranno finalmente beneficiare di un metodo sicuro ed efficace, estendendo ai loro pazienti i benefici di questa tecnologia.
Al 53 Congresso SIDO (13-16 ottobre a Firenze) verrà approfondito il tema durante il corso ATASIO dal titolo “Innovativi protocolli di Prevenzione per il successo ortodontico: quali tecnologie?” , informazioni a questo link.       

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